Yoani Sanchez, un blog contro la deriva del potere

Di Diego Mastroberardino il 3 maggio | ore 22 : 41 PM


yoani_sanchezNell’epoca post globalizzazione, nell’epoca di internet, dei social network e dei mass media, è ormai luogo comune e normalità esprimere le proprie idee nei cosiddetti blog personali. Eppure dall’altra parte del mondo c’è chi lotta e si batte assiduamente per cercare l’utopia libertà di espressione…

E’ il caso di Yoani Sanchez, giovane blogger cubana che racconta nel suo “Generation Y” in una qualità letteraria ottima e non priva di sarcasmo, la voce dei cittadini nel regime castrista. Le difficoltà sono innumerevoli, telefono sotto controllo, servizi segreti del regime costantemente a ridosso, ed in più il rischio per il marito Reinaldo di finire dietro le sbarre, in quanto il regime altamente maschilista non considera una donna un soggetto abbastanza importante per il carcere.

Eppure Yoani non mira a fomentare odio, ne ad entrare in politica, come si sente dalle sue parole: «Non avevo e non ho altra pretesa che raccogliere la voce dei cittadini, raccontare la quotidianità di migliaia di persone che non vogliono fare la rivoluzione per salvare il mondo, ma solo trovare il cibo da portare nelle proprie tavole. Nel mio blog non c’è posto per il rancore, ma c’è posto per le frustrazioni che ogni giorno tutti i cubani soffrono».
«Cuba è diventata un parco tematico per i nostalgici che hanno deciso di ubicare nella nostra isola le loro utopie. Noi, invece, sappiamo che questa utopia non è vera. Le deficienze materiali, l’avventura giornaliera per portare una lettera alla posta o trovare gli assorbenti non le potrebbero sopportare questi nostalgici. Li inviterei a stare un mese da noi, con il nostro stipendio e ad affrontare la nostra realtà. Senza parlare della asfissia provocata dalla mancanza della libertà».

Non mancano ovviamente le speranze, in parte annientate nella popolazione dal regime totalitario, ma come è giusto che siano vive e vegete in molti giovani cubani. Speranze che non si discostano molto da quelle dei giovani occidentali, come la libertà di espressione e di pensiero o anche semplicemente pasti regolari al giorno e condizioni igienico soddisfacenti. Ripartire dal basso, avvalendosi delle nuove tecnologie. Slogan da sempre cari alle sponde di sinistra della politica, ma che tuttavia come è il caso di Cuba, il potere ha totalmente fuorviato dai giusti canoni.
Restiamo fiduciosi, soprattutto finchè esisteranno persone disposte a battersi e a lottare per salvaguardare i propri inalienabili diritti.

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