Yemen/ Amnesty denuncia: Usa hanno usato bombe a grappolo. Durante un attacco nel quale sono morti decine di civili
Di Redazione il 7 giugno | ore 13 : 17 PM
Esteri –
Londra, 7 giu. (Apcom) – Amnesty International denuncia gli Stati Uniti per aver utilizzato delle bombe a grappolo nel corso di un attacco missilistico nello Yemen, costato la vita a 55 persone, in gran parte civili.
L’organizzazione per la Difesa dei diritti umani ha pubblicato delle foto che mostrano i resti di un missile Tomahawk di fabbricazione americana e delle bombe a frammentazione ancora intatte, utilizzate durante un attacco del 17 dicembre 2009 ad Al-Maajala, nel sud dello Yemen.
“Amnesty è estremamente preoccupato per le prove raccolte sulle bombe a frammentazione che sembra siano state utilizzate nello Yemen”, ha detto Mike Lewis, un responsabile di Amnesty. “Le bombe a frammentazione colpiscono indifferentemente la popolazione e gli ordigni inesplosi minacciano la vita e le condizioni di vita per anni”.
Il ministero della Difesa yemenita aveva rivendicato la paternità dell’attacco contro un campo di addestramento di Al-Qaida, senza menzionare il ruolo americano, e aveva diffuso un bilancio di una trentina di vittime fra i militanti. Ma un leader locale aveva in seguito affermato che nel raid erano morti anche 49 civili, di cui 23 bambini e 17 donne.
Secondo il comunicato di Amnesty, le foto dimostrano il tipo di danni causati dal missile BGM-190D: “Questo tipo di missile, lanciato da una nave da guerra o da un sottomarino, è stato concepito per portare 166 ordigni a frammentazione che possono provocare ferite su persone nel raggio di 150 metri” oltre ad esplodere causando incendi.






