Vittime dei botti, il bilancio peggiore di sempre
Di Michele Laganà il 4 gennaio | ore 09 : 13 AM

A nulla sono serviti i divieti imposti da alcuni comuni per la notte di Santo Stefano. I soliti fuochi d’artificio sono stati esplosi nonostante il divieto ed anche quest’anno dopo alcuni giorni, si fa il conto delle vittime. Quest’anno sono attualmente si contano due morti, uno a Roma ed uno a Napoli, e ben 561 feriti in tutta Italia. Non è la prima volta che si raggiunge un bilancio del genere relativo alla notte di capodanno. Il bilancio vene redatto con l’aiuto della Polizia di Stato. Rispetto lo scorso anno 2011, i feriti complessivi sono in aumento, diminuiscono, però, quelli con prognosi superiore ai 40 giorni.
Nel 2010 i feriti complessivi erano 498, quelli con prognosi superiore ai 40 giorni erano 44 rispetto ai 35 di quest’anno il numero è in diminuzione, è comunque un dato da non sottovalutare calcolando anche che è dal 2001 che non si contavano dei morti nella notte di capodanno a causa dei botti. Nel 2001 i morti erano stati 4 con un totale di 800 feriti. Nello specifico, nella capitale partenopea, Napoli, sono stati 52 le persone soccorse negli ospedali. Otto i minori feriti di cui quattro nella città di Napoli direttamente. L’unica donna ferita è stata soccorsa presso l’ospedale di Castellammare di Stabia con delle lievi ustioni guaribili in 10 giorni. Ed ‘ sempre a Napoli che si conta la prima vittima.
A Casandrino è morto davanti al suo ristorante Marco D’Apice, il quale, secondo il racconto del cognato, stava accendendo alcuni fuochi d’artificio quando si è accasciato a terra. Vicino il corpo dell’uomo sono stati ritrovati alcuni bossoli calibro 7,65. Davanti al ristorante, sono ancora presenti resti di numerosi petardi esplosi durante la notte di Capodanno. E’ a Roma che si conta l’ultima delle due vittime della notte di Santo Stefano. Un uomo di 31 anni è morto durante l’esplosione di un appartamento nel quartiere San Basilio di Roma.
Insieme all’uomo è rimasta ferita anche la nipote di 12 anni, la quale è stata subito trasferita presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Secondo una prima ricostruzione, il 31enne avrebbe acceso un fuoco d’artificio all’interno della casa per poi portarlo fuori. Il botto è subito esploso causando la deflagrazione di altri materiali pirotecnici presenti all’interno dell’abitazione. All’interno dell’abitazione sono stati ritrovati diversi chili di botti. Oltre ai due bambini, ci sarebbero anche altri due adulti che hanno riportato alcune lesioni.
Non si conclude qui la lunga scia i feriti della notte di capodanno, a Milano un uomo di 50 anni ha perso tre dita nel tentativo di accendere un grosso petardo. Un ragazzo di 19 anni, sempre a Milano, ha perso l’intera mano. A Palermo invece un 14 enne è rimasto sotto i ferri per ben tre ore. Durante l’esplosione di un petardo artigianale il ragazzo ha perso tre dita della mano destra ed ha compromesso, forse in maniera irreversibile, l’utilizzo dell’occhio destro. A Foggia, un uomo ha perso l’utilizzo di un occhio dopo l’esplosione di un petardo.
Nei passati anni sono state tante le vittime che hanno segnato la notte di capodanno. Nel 2001 si sono contati 4 morti e 800 feriti; nel 2002 550 feriti; nel 2003 un morto e 570 feriti; nel 2004 solo 580 feriti; nel 2005 550 feriti; nel 2006 un morto e 580 feriti; nel 2007 circa 530 feriti; nel 2008 un morto e 470 feriti; nel 2009 un morto e 380 feriti; nel 2010 oltre 500 feriti; nel 2011 un morto e 500 feriti.
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