Università, bilanci e tasse: per gli studenti e le famiglie la forbice si stringe sempre di più
Di Tommaso De Bianchi il 18 luglio | ore 23 : 32 PM
In tempi di ristrettezze e di conti da far quadrare, è irresponsabile chiedere la luna, o avanzare pretese che si sa, non saranno mai accolte. Però, pur con i sacrifici che le Università italiane e i dipartimenti di ricerca sono costretti, al pari di altre voci di spesa, a sopportare, c’è un dato inquietante che emerge.
Dal 2005 al 2010, ci informa oggi il Sole 24ore in un interessante articolo di Gianni Trovati, le tasse universitarie per gli studenti italiani sono aumentate in media del 38%. I due miliardi provenienti dagli studenti e dalle loro famiglie, continua, superano ampiamente la quota del 20% del finanziamento totale da fondi ministeriali, che sarebbe il tetto massimo per le tasse che gli atenei possono richiedere.
Gli Atenei italiani, dimostrano di costare sempre di più per le tasche dei loro studenti, e gli aumenti colpiscono indifferentemente le facoltà di tutta Italia, dal nord al sud, con effetti però diversi. Nello stesso arco temporale infatti, analizzando i dati sugli studenti che abbiano dichiarato l’abbandono agli studi, se si eccettua un discreto calo fra il 2007 e il 2008, il risultato che ne emerge è in forte aumento, a partire dal 2009.
Gli studenti italiani, oltre a dover fare i conti con un’offerta qualitativa dei loro atenei più bassa (non in potenziale però, dato che i dipartimenti italiani, in uno scenario con risorse sufficienti per portare avanti progetti di ricerca d’avanguardia, senza limitarsi all’ordinaria amministrazione di facciata, si classificano in una buona posizione a livello Europeo) rispetto ai loro colleghi europei, in particolar modo tedeschi ed inglesi, hanno visto aumentare le loro tasse in maniera esponenziale e completamente fuori dal controllo normativo, che dispone un tetto massimo quotidianamente violato dagli Atenei.
Gli effetti concreti dell’ultimo decreto legge sull’Università e la ricerca, opera congiunta del dicastero Gelmini e delle necessità di bilancio del Tesoro, pur contenendo spunti e propositi estremamente positivi, deve ancora dimostrare in toto la sua efficacia. I tempi sono lunghi, e non fanno presagire nessun cambiamento di rotta, vista la cronica mancanza di decreti attuativi in molte circostanze disposte dalla legge, oltre che di risorse finanziarie vere e proprie per il Fondo destinato agli Atenei del nostro Paese.
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