Una politica buona è ancora possibile

Di Federico Catani il 19 luglio | ore 10 : 37 AM


Vorrei, per una volta sola, uscire dalla politica italiana e dedicare un piccolo spazio all’Europa e ad un altro genere di politica. L’ispirazione mi è venuta apprendendo la notizia della morte di Otto d’Asburgo, per circa vent’anni parlamentare europeo, eletto nelle file della gloriosa CSU bavarese. La sua scomparsa e i suoi funerali, per via di quel cerimoniale ricco di tradizione e così suggestivo, mi hanno riempito di commozione.

Il suo corpo ora riposa a Vienna, nella Cripta dei Cappuccini, il suo cuore in Ungheria, in un’abbazia benedettina. Anche lui, il figlio dell’ultimo imperatore d’Austria-Ungheria, Carlo I (beatificato dalla Chiesa nel 2004), ha lasciato questo mondo, ha varcato quella misteriosa soglia che conduce all’aldilà. E con lui se n’è andato un pezzo di storia, un simbolo. Sembra di rivivere e rileggere le pagine dei romanzi di Joseph Roth.
Le esequie, la sepoltura e gli omaggi della folla hanno dimostrato la bellezza e l’insuperabilità della monarchia rettamente intesa, che secondo la più pura tradizione cattolica è la migliore forma di governo. Gli Asburgo sono stati una casata profondamente cattolica e strenuamente attenta ai bisogni del suo popolo.

Per questo ancora oggi la gente piange quello che sarebbe stato il suo imperatore, se una guerra fatta esplodere dalla massoneria non avesse strappato il trono a chi lo possedeva legittimamente e non avesse dissolto un Impero cattolico si, ma anche multireligioso e tollerante con tutte le culture.
In ogni caso, Otto, pur avendo un alto senso del suo nome e della sua missione, com’era giusto che fosse, non aveva sogni revanscisti. Nel corso della sua vita, da europeista convinto e parlamentare a Strasburgo, ha dimostrato che è possibile ancora oggi fare una politica buona, davvero attenta al bene comune. Egli ci ha insegnato ad amare la nostra tradizione religiosa e a lottare per un’Europa autenticamente cristiana, perché solo il cristianesimo la può rendere grande. Di qui la sua avversione per il nazismo e il comunismo. Proprio questo è il suo lascito.

La politica intesa come “la più alta forma di carità”, secondo la celebre espressione di papa Paolo VI. E certamente l’Unione europea così com’è oggi non è la sua Europa e forse non è nemmeno quella che avevano sognato i padri fondatori De Gasperi, Schuman e Adenauer.

I burocrati europei, più attenti ai loro interessi e a costruire un Moloch senz’anima, perché fondato solo sull’euro, dovrebbero imparare molto dall’esempio di questo imperatore mancato. E questo vale anche per i politici nazionali, spesso gretti e mediocri, senza alcun senso dell’onore e del ruolo che svolgono. Otto ora non c’è più. Ma il suo insegnamento resterà per chi vorrà raccogliere il suo testimone.

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Un Commento

  1. ringhio, 10 meses fa Replica

    Beato te che sei ancora ottimista! secondo me è possibile solo con una bella rivoltina….


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