Una compagna mal sopportata ma insostituibile
Di Gianni Pardo il 27 gennaio | ore 17 : 09 PM
Immaginate che un uomo si profonda in grandi lodi della moglie, dicendo che non la cambierebbe con nessun’altra, che con un’altra donna non si è mai trovato bene come con lei, che spera di averla accanto fino alla morte. Sarebbe naturale esclamare: “Fa veramente piacere vedere quanto l’ama!” E certo si sarebbe molto sorpresi se la risposta fosse: “Io, amarla? Neanche per sogno. La trovo brutta, piena di vizi e di difetti. È talmente insopportabile che a volte ho la tentazione di ammazzarla. Ho solo detto che non la cambierei con nessun’altra, non che sono felice con lei”.
Lo stesso discorso si può fare per la democrazia. Solo chi non la conosce può pensare che sia priva di gravissime magagne. In realtà le occasioni di considerarla con disgusto sono frequentissime. È vero che, come osservò Churchill, gli altri regimi sono ancora peggiori, ma l’elenco dei suoi svantaggi è lungo e corposo.
In primo luogo il sistema di reclutamento non privilegia i migliori. L’ideale di tutti è l’uomo disinteressato che vuole solo il bene della comunità ma l’uomo veramente disinteressato si disinteressa anche della politica e dei suoi possibili vantaggi. Poi chi vuole avere successo in politica deve avere ben pochi scrupoli: perché deve prevalere su persone il cui unico merito è spesso soltanto una divorante ambizione. Chiunque, entrato in quel mondo, fa promesse che non è affatto sicuro di mantenere e arriva a mentire quasi programmaticamente. Come notò Machiavelli, il mondo della politica non conosce la morale: conosce solo lo scopo da raggiungere. E quando sono stati eletti, i politici hanno solo uno scopo, farsi rieleggere: il loro orizzonte temporale è costantemente la successiva scadenza elettorale. Per questo non faranno mai una cosa buona se sul momento è impopolare e potrà dimostrare i suoi effetti positivi quando al governo ci sarà qualcun altro. Abbiamo un esempio anche nell’attualità: l’Italia è stata obbligata ad adottare leggi estremamente impopolari e la demagogia non può funzionare. E allora ecco che Berlusconi si è dimesso ma né lui né Bersani hanno chiesto le elezioni: quando si tratta di fare il bene del Paese senza guadagnarci, nessuno ci mette la faccia.
Tutti i partiti al governo, pur di vincere le elezioni, sono disposti ad adottare provvedimenti rovinosi. Tanto, se tornano al governo, li revocheranno. E se finiscono all’opposizione biasimeranno il governo che li revoca. Tempo fa, nell’imminenza delle elezioni, un governo di centro-sinistra abolì i contributi per i medicinali. Tutto gratuito a tutti. Poi, passate le elezioni, il provvedimento fu revocato e i “ticket” furono reintrodotti. Amen.
Ma il peggio, a giudicare dalle conseguenze, è stato il modo di governare della Dc e del Pci. Per decenni sono vissuti di debiti, hanno adottato leggi demagogiche e demenziali: la pensione con venti anni di servizio inclusi i quattro anni d’università; tutti i medicinali gratuiti per tutti; le sovvenzioni alle imprese decotte; finanziamenti a pioggia per qualunque cosa e regali per tutti. Così, con l’applauso universale hanno fatto lievitare il debito pubblico ai livelli che oggi conosciamo. Non gli importava nulla del fardello che caricavano sulle spalle delle generazioni future.
Una vignetta riassume bene il problema: un vecchio decrepito dice ad un ragazzino: “Alla tua età io già lavoravo”. E il bambino gli risponde: “Alla tua età io lavorerò ancora”.
La democrazia è preziosa per la libertà che offre a tutti, ma i suoi meriti sono avvelenati dalle conseguenze di una costante demagogia. La gente chiede al governo l’impossibile e il governo, se può, glielo concede. Anche se è irragionevole; anche se il beneficio è pagato da altri incolpevoli cittadini; anche se si crea un buco nel bilancio; anche se si porta l’Italia sull’orlo del fallimento. E alla fine uno non sa nemmeno con chi prendersela. Se con i cittadini, che si dimostrano avidi e irragionevoli, o con chi non ha avuto il minimo scrupolo di buon governo. Infatti i politici possono sempre dire: “Se questa scemenza non la facciamo noi, non solo perdiamo le elezioni, ma la gente voterà per quelli che la scemenza sono pronti a farla. E allora tanto vale che la facciamo noi”. È così strano che si dica che la democrazia fa schifo?
E tuttavia, incontestabilmente, gli altri regimi sono peggiori. Perché la democrazia, malgrado tutto, offre quei due vantaggi inestimabili che gli altri non offrono: la libertà e la possibilità di cambiare governo.
Dobbiamo proprio tenercela stretta, questa moglie orribile. Perché è il meglio che si possa trovare.
giannipardo@libero.it







Pigiamone, 3 weeks fa
Signor Pardo, ci è mancato con i suoi articoli pungenti e sempre stimolanti.
Buon Lavoro!
Gianni Pardo, 3 weeks fa
Grazie. Spero di non deluderla. G.P.