Un grande Paese in un piccolo Stato
Di Alessandro Olivieri il 19 marzo | ore 10 : 14 AM
Da grande appassionato di politica estera quale sono, spesso immagino le nazioni con una vera e propria personalità. Con un loro carisma. E penso, se la grandezza di una nazione si misurerebbe con la sua personalità l’Italia sarebbe il Paese più grande del mondo.
Pensate al Made in Italy, al suo prestigio nel mondo, non è forse sinonimo di forte personalità? Un marchio ineguagliabile. Pensate alla creatività italiana. Una serie di forti connotati caratteristici ci contraddistinguono nel mondo. In Italia nasce il diritto. L’Italia è la sede del cattolicesimo. L’Italia è il Paese più ricco di storia, di arte e di cultura al mondo. Il nostro Paese vanta una geografia unica: circondato dal mare e con una spina dorsale fatta da montagne. Dove lo trovate un Paese cosi?
Purtroppo l’Italia non è solo questo, ma è anche un Paese che non reagisce, o che reagisce solo quando tocca il fondo. Un Paese il cui popolo spesso fugge dinnanzi alle sue responsabilità. Quel che è peggio è che stiamo perdendo sempre più le nostre redici, la nostra cultura, la nostra religione; valori da cui non possiamo prescindere, e di cui di dobbiamo riappropriare, se vogliamo preservare la nostra personalità. E se perdiamo la personalità perdiamo tutto.
Inoltre, il debito pubblico e gli sprechi in questo paese sono abnormi, un freno a mano tirato su una macchina che andrebbe a mille. Questo fa dello Stato, una Stato incapace di reagire. Urge una rivoluzione del sistema fiscale, che sposti la centralità dello Stato alle Regioni, che abolisca tutti gli enti inutili e che sia incentrato sulla tassazione delle cose e non delle persone.








