Ufficiale: La Serie A non parte, è sciopero

Di Salvatore Giambelluca il 26 agosto | ore 12 : 23 PM


Si è aspettato fino alle 12.15, ma la Lega di Serie A dice no all’ultima proposta del presidente dell’Assoccalciatori Damiano Tommasi.

L’ultima proposta consisteva nel firmare un contratto collettivo “ponte” fino a giugno 2012, sulla base del testo già firmato dall’Aic e rigettato dalla Lega: nessuna correzione agli articoli 4 (contributo di solidarieta’) e 7 (allenamenti separati).

Il presidente della Lega, Beretta, rifiuta la proposta dichiarando all’Ansa: Non si capisce perchè dovremmo firmare un accordo ponte che ricalca quello ipotizzato all’origine della vertenza da Campana”. Tommasi: “La Lega è un anno e mezzo che dice no a prescindere e lo ha fatto pure oggi”. Inevitabile quindi lo sciopero, che porterà allo slittamento della prima giornata di campionato – probabilmente il 21 Dicembre.

Ma perché scioperano i calciatori? il dissenso è su due punti dell’accordo, l’articolo 4: che riguarda i motivi economici, i calciatori infatti non accettano l’inserimento di un comma al contratto che permette alle società di scaricare sui calciatori il costo di tassazioni straordinardio decise dal governo come il contributo di solidarietà che dovrebbe essere inserito nell’ultima manovra finanziaria. La discussione nasce perché ad oggi molti contratti stabiliscono il compenso netto dei calciatori, e quindi le tasse rimangono a carico delle società. Per quanto riguarda l’articolo 7: le società vorrebbero introdurvi un comma che permetta l’allenamento separato di alcuni calciatori, comma che i calciatori rifiutano perché ritengono che darebbe alle società vantaggi per fare pressioni su giocatori non graditi e che si vuole convincere alla cessione.

“È da un anno e mezzo che la Lega ci dice no a prescindere – ha continuato Damiano Tommasi – e lo ha confermato anche oggi. Per questa mia apertura mi sono preso i rimbrotti di qualche giocatore che aveva il sentore, ma lo avevo anch’io, che la Lega cercasse la rottura, perchè c’è un limite a tutto. Ma non mi sono arreso fino all’ultimo, ho voluto tentarle tutto ma all’interno del mondo del calcio c’è una componente che ha difficoltà oggettive di movimento”. Tommasi accusa la Lega di aver avuto sempre lo stesso atteggiamento, “ogni volta che si stava trovando un accordo ha tirato fuori dal cassetto una richiesta impossibile da accettare. Il problema è che oggi si fatica ad avere una controparte e questo vale anche per altri soggetti che si sono confrontati con la Lega. Il sistema sta subendo questa situazione di paralisi che porta al muro contro muro, la nostra proposta di stamattina era quella di tendere fino all’ultimo una mano per risolvere una questione che alla fine penso non giovi a nessuno”. Il presidente dell’Aic infine dichiara: “anche ai giocatori dispiace non scendere in campo, non è un problema economico o di capricci ma da professionisti è giusto cominciare una stagione con un accordo collettivo sottoscritto. Tutte le obiezioni mosse in questo periodo sono state fatte per arrivare a quello che si è arrivato oggi”.

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2 Commenti

  1. stoku, 9 meses fa Replica

    VERGOGNA CALCIO ITALIANO E CALCIATORI DI MERDA!Dovete morire di fame brutti bastardi……fogu si pappidi!perchè devono prendere tutti quei soldi x poi far fare sacrifici a noi poveri cristi x riuscire ad andare a vederli e non riuscirci nemmeno!in medicine li dovete spendere i soldi dei nostri biglietti!MISERABILI!scioperiamo pure noi tifosi ora nel non guardare partite ne allo stadio ne in tv e vediamo se la finiscono una volta x tutte!

  2. Chris, 9 meses fa Replica

    Mi sembra veramente la fiera dell’ipocrisia e dell’incompetenza. Da una parte i calciatori che si permettono di scioperare per il rinnovo del contratto collettivo quando al momento ci son categorie che guadagnano meno di 1000 euro al mese con contratti scaduti da parecchio tempo. Dall’altra i Presidenti che non sanno che pesci prendere…gente spesso che si compra squadre di calcio semplicemente per aumentare la propria visibilità e dar l’idea di esser solidi finanziariamente quando invece non lo sono per niente. La soluzione mi sembra più che semplice, i calciatori sono a disposizione della squadra, che se li vuole mandare a giocare a Canicattì in serie Z è libera di farlo (se non gli sta bene possono sempre rivolgersi a un tribunale)….chi paga il contributo di solidarietà dipenderà invece dal contratto stipulato tra giocatore e società (basta capire se come stipendio sia stata stabilita una ciffra netta o lorda). Cosa fare? Per quanto mi piaccia, sono anni che non faccio guadagnare un euro al “circo” del calcio….è ora che anche loro si scontrino con la dura realtà.


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