Tutto il web sciopera contro SOPA
I colossi del web si mobilitano contro SOPA, il decreto che vuole tutelare i diritti d'autore oscurando siti che ospitano i contenuti incriminati
Di Nicola Carmignani il 16 gennaio | ore 23 : 33 PM
Nuovo sciopero del web, in programma il 23 gennaio (o forse anticipato al 18), contro il nuovo disegno di legge SOPA (Stop Online Piracy Act), che vorrebbe non solo perseguire chi viola il diritto d’autore ma anche il dominio che ospita i file responsabili della violazione. Non importa se il dominio è Google, Facebook o YouTube, sono tutti considerati responsabili di trasgredire la legge in materia di copyright e pertanto devono essere oscurati secondo la bozza di legge presentata al Congresso USA.
La legge sarà votata il 24 gennaio, ma la NetCoalition, organizzazione che comprende le società della Silicon Valley tra cui Google, Amazon, Yahoo! e molte altre big del settore, sta già preparando la difesa alla minaccia di SOPA attraverso un enorme coordinamento sociale della rete: uno sciopero che potrebbero segnare un vero e proprio blackout del web.
Rispetto ai tentativi passati di lotta contro i trasgressori, SOPA mette a rischio molti dei servizi web che milioni di persone utilizzano quotidianamente, anche per lavorare. Si pensi ai servizi email come Google o Yahoo!, ai social network come Facebook o Twitter oppure a siti informativi come Wikipedia.
Le due date possibili sono il 18 o il 23 gennaio, se non tutte e due le ipotesi in quanto i colossi del web come Wikipedia e Mozilla prevedono di staccare la spina il già mercoledì 18, mentre gli altri big come Google, Amazon, eBay e Facebook lo faranno per ben 12 ore di lunedì 23.
Intanto la Casa Bianca e l’amministrazione Obama prende le distanze dal disegno di legge presentato dal repubblicano Lamar Smith con una comunicazione ufficiale dove viene spiegato che la difesa del diritto d’autore non significa censurare chi opera online nel rispetto della legge. Per questo motivo Smith sottoporrà una modifica della legge alla Commissione per evitare la censura dei domini che ospitano i file incriminati. Vedremo se questa modifica sarà sufficiente a calmare gli utenti e le aziende dallo sciopero generale.
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