Treno deragliato, linea ferroviaria sotto sequestro
Iscritti nel registro degli indagati i possessori del terreno ed il Consorzio irriguo
Di Valentina Cervelli il 14 aprile | ore 08 : 48 AM
Resta sotto sequestro la linea della Val Venosta dove lunedì mattina, intorno alle nove, una frana ha investito un convoglio causandone il deragliamento e la morte di 9 persone.
Lo ha reso noto il magistrato titolare dell’inchiesta sulla tragedia, Guido Rispoli, spiegando che la linea “non potrà essere riaperta prima” dei dovuti controlli, “per garantire la sicurezza dei passeggeri”.
Le indagini in corso riscontrerebbero in una valvola, probabilmente difettosa, di un impianto di irrigazione di un vicino meleto, la causa primaria dello smottamento: ipotesi fortemente rigettata dal Consorzio irriguo, gestore dell’impianto di irrigazione. Quest’ultimo sostiene infatti che la perdita riscontrata dalla valvola potrebbe aver rappresentato “al massimo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Nel corso della giornata di oggi, tre periti inviati dalla Procura di Bolzano, raggiungeranno il tratto di ferrovia compreso tra Castelbello e Laces, ancora sotto sequestro per effettuare un sopralluogo finalizzato a far luce sulle cause della tragedia. “Di sicuro”, ha spiegato ancora il pm Rispoli, “c’é stato un problema con la condotta d’acqua dell’impianto di irrigazione che sovrasta la zona franata. I periti”, ha aggiunto, “dovranno stabilire se questa fuoriuscita é stata sufficiente a provocare la frana”.
Una precisazione è giunta dal presidente del Consorzio possessore dell’impianto di irrigazione Lothar Burger il quale, ammettendo l’ipotesi di un guasto sopraggiunto nella mattinata della disgrazia, ha specificato che in seguito ad una prima perizia effettuata in zona il giorno del disastro, oltre all’acqua delle tubazioni, vi era nel terreno, anche dell’acqua proveniente da una vecchia infiltrazione, non ascrivibile al Consorzio.
Al momento, in attesa di perizie e maggiori controlli, sono stati iscritti nel registro degli indagati i proprietari del terreno ed il direttivo del Consorzio che possiede l’impianto di irrigazione nel meleto. I gestori della linea non sono attualmente tra gli indagati questo perché “l’inchiesta procede a tappe. Ora”, ha sottolineato Rispoli, “vanno stabilite le cause della frana. Solo in un secondo momento valuteremo se le opere di messa in sicurezza della linea in quel tratto erano sufficienti o meno”.
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