Tremonti lancia la Banca del Sud
Tra dubbi e speranze, il Governo vara un nuovo istituto di credito per il Mezzogiorno
Di Roberto Rais il 16 ottobre | ore 17 : 54 PM
Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato un disegno di legge tramite il quale dovrebbe finalmente prendere vita la Banca del Sud, un istituto di credito che il Ministro Giulio Tremonti ha fortemente voluto per garantire credito a condizioni migliori alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno italiano.
Una iniziativa, quella cui il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera, che ha riscosso pareri favorevoli e altrettante opposizioni e, tra le due opinioni, un discreto numero di dubbiosi, memori di iniziative similari degli scorsi decenni, poi naufragate nel nulla. Tremonti si è innanzitutto affrettato a sostenere che si tratterà di una banca di secondo livello, e pertanto non agirà attraverso propri sportelli, quanto attraverso un network di istituti che potranno garantire servizi comuni, sulla scia del modello fornito dalla transalpina Credit Agricole.
Ma quale il ruolo dello Stato nella nuova banca? Secondo quanto ha dichiarato Tremonti, lo Stato sarà quasi esclusivamente presente in qualità di promotore, visto e considerato che la quota che sottoscriverà sarà poi ceduta in un secondo momento, e comunque entro cinque anni dalla genesi. Tra i sostenitori “morali” del progetto c’è Confindustria, che si è detta lieta di vedere un nuovo attore nel mercato bancario del Sud Italia, purchè la Banca del Sud non veda al proprio interno la figura attiva dello Stato.
Rimane tuttavia da chiarire un buon numero di quesiti ancora aperti: tra di essi, il futuro ruolo delle Poste Italiane che, ome ha detto il Ministro, sarebbe ancora “tutto da studiare”. Per adesso il ruolo di Poste Italiane è quello di garantire la presenza della Banca del Sud praticamente ovunque, per mezzo dei suoi sportelli.
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2 Commenti
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lotarino, 2 annos fa
Una bella iniziativa del governo quella della banca del mezzogiorno, perché la ripresa economica dal paese passa anche dal mezzogiorno. Se si vuole uscire dalla crisi si deve coinvolgere tutto il Paese,soprattutto quella parte che è più in difficoltà.
Rosario Amico Roxas, 1 anno fa
Banca del Sud !!!!???? Rosario Amico Roxas
Sulla Banca del Sud il ruolo dello Stato è quello del promotore – spiega Berlusconi – Non è un carrozzone pubblico, ma sono presenti anche privati.
(Il Messaggero 11.marzo 2010)
****************
Come no ?
Repubblica presidenziale con poteri senza limiti ad un incensurato,,, rimasto tale per essere riuscito a neutralizzare i processi a suo carico !
Si tratta dei medesimi privati che hanno goduto dello scudo fiscale, per cui non si saprà mai da dove provengono quei quattrini sanati e trasformati in vergini banconote.
Le tappe del malaffare, delle speculazioni sono chiarissime
1) Scudo fiscale,
2) Grandi opere,
3) Banca del Sud,
4) Privatizzazione dei beni primari (già iniziata con l’acqua),
5) Controllo della stampa (già in fase avanzata,
6) censura delle TV, già in fase avanzatissima,
7) uso di mezzi coercitivi e violenti (La Russa ministro della difesa basta per tutti !!!! e lo abbiamo visto e sentito !).
Tutto ciò darà una grande spinta al progetto P2ista di restringere almeno l’80% del patrimonio nazionale
in mano a non oltre il 15% della popolazione, composta di amici, amici degli amici, soci, compari e complici.
E’ il progetto di Gelli (applicato in Argentina) per tenere sotto costante ricatto l’intera nazione, attraverso il controllo minuzioso di ogni aspetto economico, sociale e, quindi, politico… altro che liberismo… questo è fascismo allo stato puro.