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	<title>DailyBlog.it&#187; attentato</title>
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	<description>Quotidiano online</description>
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		<title>L&#8217;11 settembre 10 anni dopo</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 05:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito Schepisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libero Pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[guerra di civiltà]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
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		<description><![CDATA[Tremilaseicentocinquanta giorni fa, due aerei di linea, carichi di passeggeri, penetravano come in una tavoletta di burro, nelle pareti esterne delle Twin Towers a New York. In quello stesso giorno, un altro aereo di linea, anch’esso carico di passeggeri, precipitava al suolo in Pennsylvania, fortunatamente fuori da centri abitati, e un altro jet ancora si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-117920" href="http://www.dailyblog.it/l11-settembre-10-anni-dopo/11/09/2011/twin-tower/"><img class="aligncenter size-full wp-image-117920" title="twin-tower" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2011/09/twin-tower.jpg" alt="" width="640" height="539" /></a></p>
<p>Tremilaseicentocinquanta giorni fa, due aerei di linea, carichi di passeggeri, <a href="http://www.dailyblog.it/terrorismo-attentati-11-settembre-2001-new-york-foto/09/09/2011/" target="_blank">penetravano come in una tavoletta di burro, nelle pareti esterne delle Twin Towers</a> a New York. In quello stesso giorno, un altro aereo di linea, anch’esso carico di passeggeri, precipitava al suolo in Pennsylvania, fortunatamente fuori da centri abitati, e un altro jet ancora si abbatteva sul Pentagono, simbolo assoluto del comando militare statunitense.</p>
<p>Vicende tutte integrate in un’unica azione terroristica. Atti di bestiale crudeltà in cui persero la vita circa 3.000 persone tra uomini, donne e bambini.</p>
<p>La lettura politica di quell’assurda catastrofe è nell’esplicito atto di guerra che una parte del mondo aveva dichiarato contro la civiltà occidentale.</p>
<p>Quel giorno qualcuno iniziò a capire che la guerra di civiltà non era un’invenzione delle forze reazionarie, e che non era neanche la resistenza del cattolicesimo all’imporsi, in medio oriente, dei regimi che s’ispiravano all’integralismo islamico, ma era tutta in quell’esplicita, anche se tacita, dichiarazione di guerra dell’11 settembre del 2001.</p>
<p>Chi nega la guerra di civiltà in atto, nega la storia. Per farlo c’è persino chi nega l’11 settembre, com’è stato ancor prima negato l’Olocausto. L’infamia dissolutrice nazi-totalitaria non sa cosa sia la vergogna.</p>
<p>All’apertura del terzo millennio tutti i popoli della Terra hanno così potuto osservare, in quell’atto di barbarie, la barriera di odio che il mondo musulmano stava erigendo contro la civiltà occidentale e contro tutte le sue espressioni più rappresentative.</p>
<p>I rapporti tra due mondi diversi per cultura e civiltà, a spregio della diplomazia e della convivenza civile, s’incrinavano per il crescere di un fanatismo intollerante e per ragioni che esulavano dalla visione di egemonia politica ed economica del mondo.</p>
<p>Si manifestava, così, l’odio cieco verso un diverso modello di civiltà. Veniva fuori una frattura che, se traeva le sue origini storiche nel medioevo, dai tempi delle crociate e delle missioni volute dall’influenza esercitata della Chiesa per “liberare” la Terra Santa dai musulmani, era cresciuta sulle frizioni tra due differenti condizioni di vita. Nell’era della comunicazione si è radicato più l’odio per le libertà, che il risentimento per i fatti di 900, e passa, anni prima.</p>
<p>Alla società civile, in alcuni paesi arabi si erano sostituite le rappresentanze teologiche islamiche che imponevano regole rigide, nel segno delle interpretazioni più radicali dei loro libri sacri. Il fenomeno, fino al 2001, si era già allargato a macchia d’olio, e prosegue tuttora sino alle ultime rivoluzioni delle popolazioni del nord-africa in cui il fattore islamico ha avuto un proprio ruolo.</p>
<p>Le caratteristiche più inquietanti dell’Islam sono nell’assenza di tolleranza, nella differenza di civiltà e nel rifiuto del pluralismo culturale e religioso. E’ sufficiente una scintilla, un “versetto satanico” o una citazione teologica a innescare una bomba. Basta un solo banale episodio per far partire una “fatwa” che equivale a un giudizio emesso, per il quale ogni musulmano si sente poi autorizzato a dar effetto alla pena.</p>
<p>Anche in Europa e in Italia gli immigrati di estrazione islamica pretendono di imporre la loro cultura e non rispettano usi e tradizioni locali, e neanche le leggi dei paesi ospitanti.</p>
<p>Dopo 10 anni, dall’11 settembre 2001, nonostante la scomparsa di Bin Laden, malgrado le due guerre in Iraq con la sconfitta di Saddam Hussein, e nonostante l’impegno delle N.U. in Afghanistan, per la lotta al terrorismo, il quadro è andato via, via peggiorando.</p>
<p>La genesi dell’insuccesso ha sempre le sue motivazioni. E’ da individuare essenzialmente nella confusione degli obiettivi. Le nazioni occidentali sono divise tra loro per meschini interessi economici e per strategie di lotta politica. All’interno degli stati sono presenti grosse spaccature. In Italia, ad esempio, ci sono partiti e movimenti che, per questioni ideologiche e per mera speculazione politica, pur di contrapporsi a paesi come Israele e gli USA, visti come baluardi del capitalismo e della democrazia liberale, e quindi additati come imperialisti e violenti, solidarizzano con il terrorismo islamico. Persino l’11 settembre è messo in discussione, con tesi complottiste imbevute di cieca viltà.</p>
<p>In Occidente non c’è condivisione e non c’è coscienza nazionale, sino a non avvertire il pericolo di una massa fanatica, sospinta persino al martirio per esaudire il volere del suo Dio e guadagnarsi così, con il sacrificio terreno, il paradiso con le 7 fanciulle promesse. Questa condizione dell’Occidente rende più debole la politica della fermezza e spunta le armi della diplomazia. La divisione finisce per essere la forza di coloro che oggi possono minacciare la pace e le conquiste della nostra civiltà.</p>
<p>L’11 settembre, invece, se non si volesse rinunciare a vivere secondo i principi della democrazia, da cittadini autonomi e liberi di scegliere, dovrebbe esser visto come un segnale per non abbassare la guardia. L’assassinio di tremila persone dovrebbe essere un monito contro il fanatismo politico e religioso. Dovrebbe servire a radicare i valori del pluralismo nella nostra cultura. Dovrebbe farci comprendere i limiti dell’integrazione possibile. Dovrebbe unirci nella conferma orgogliosa delle nostre abitudini e delle nostre tradizioni.</p>
<p>Sono la fermezza, il coraggio e la forza della libertà, infatti, le sole armi vincenti della gente civile per contrastare, tutta insieme, ogni rigurgito di follia.<br />
<strong>Vito Schepisi </strong></p>
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		<title>Libano: L’Onu condanna l’attentato al convoglio italiano. Forse la Siria dietro l’azione terroristica</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 16:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Gallazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera, da New York, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso, “con la massima fermezza”, la propria condanna all’attentato che ha coinvolto, nel pomeriggio di venerdì, il convoglio italiano che partecipava alla missione internazionale Unifil (Forza si Interposizione in Libano delle Nazioni Unite). Il comunicato ufficiale, letto dall’ambasciatore francese all’Onu e presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_88460" class="wp-caption aligncenter" style="width: 645px"><a href="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2011/05/Attentato-a-Sidone.jpg"><img class="size-full wp-image-88460" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2011/05/Attentato-a-Sidone.jpg" alt="Attentato a Sidone" width="635" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Attentato a Sidone</p></div>
<p>Ieri sera, da New York, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso, “con la massima fermezza”, la propria condanna <a href="http://www.dailyblog.it/libano-4-mezzi-unifil-in-convoglio-sidone-2-colpiti-da-esplosione/27/05/2011/">all’attentato che ha coinvolto, nel pomeriggio di venerdì, il convoglio italiano che partecipava alla missione internazionale Unifil </a>(Forza si Interposizione in Libano delle Nazioni Unite). Il comunicato ufficiale, letto dall’ambasciatore francese all’Onu e presidente del Consiglio di Sicurezza, Gerard Araud, e sottoscritto all’unanimità da tutti me quindici i Paesi membri, recita: “I membri del Consiglio di sicurezza riaffermano il loro pieno appoggio all&#8217;Unifil ed esprimono la loro gratitudine agli stati membri che forniscono i contingenti.”</p>
<p>Notizie rassicuranti giungono dall’ospedale di Hamoud, nei pressi di Sidone, dove tutti e sei i militari italiani sono stati ricoverati. Due soldati, tuttavia, rimangono in prognosi riservata ed il più grave rischia la perdita di un occhio. Una volta che le condizioni dei feriti saranno ritenute stazionarie verranno messe in moto le operazioni di rimpatrio.</p>
<p>Intanto è stata resa nota una prima ricostruzione dei fatti. A quanto pare il convoglio stava viaggiando lungo l’autostrada che collega le città di Beirut e Sidone. Durante il trasferimento un fuoristrada è stato investito dall’esplosione di un ordigno, probabilmente azionato da un comando a distanza, posizionato sul bordo della carreggiata. L’onda d’urto e le schegge derivanti dalla detonazione hanno ferito gli occupanti del veicolo: quattro in modo lieve, due, investiti in pieno dalla deflagrazione, hanno riportato ferite più gravi.</p>
<p>Secondo alcune fonti diplomatiche libanesi, non confermate, ci sarebbe la Siria dietro l’attentato. Una sorta di “messaggio” che il regime di Damasco ha inviato all’Europa, colpevole di avere imposto sanzioni contro il presidente siriano Bahir al-Assad. Un avvertimento che, se non preso sul serio, potrebbe portare a nuove ritorsioni. Sempre secondo le stesse fonti anche il rapimento dei sei turisti estoni avvenuto nel marzo scorso in territorio libanese potrebbe contenere la medesima chiave di lettura.</p>
<p>Nel frattempo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, dichiara che i militari italiani impegnati nelle operazioni in Libano sono troppi e che “va avviata un&#8217;azione diplomatica subito, per coinvolgere nell&#8217;operazione anche altri Paesi europei e dell&#8217;America Latina. La situazione nell&#8217;area è molto difficile: l&#8217;apporto dell&#8217;Italia è sproporzionato, ma il numero degli effettivi del contingente internazionale dell&#8217;Unifil non può essere ridotto”, tuttavia dai 1780 uomini attualmente dislocati in Libano, “non avendo più il comando della missione, dobbiamo scendere a 1100 uomini al più presto.” <a href="http://www.dailyblog.it/libano-attentato-a-militari-italiani-procura-roma-apre-fascicolo/28/05/2011/">La procura di Roma intanto ha aperto un fascicolo.</a> L’ipotesi di reato che è stata formulata dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti è di attentato con finalità di terrorismo.</p>
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		<title>Genova: attentato esplosivo in edificio per immigrati nordafricani</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 06:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Pacella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[È di chiara origine dolosa l’attentato che ieri sera ha provocato una deflagrazione e un conseguente incendio all’interno di una struttura per l’accoglienza degli immigrati africani a Genova. L’ordigno rudimentale utilizzato non ha provocato feriti, poiché l’edificio era disabitato, né sono stati ingenti i danni alla struttura. Non è stata effettuata ancora nessuna rivendicazione, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-77871" href="http://www.dailyblog.it/genova-attentato-esplosivo-in-edificio-per-immigrati-nordafricani/13/04/2011/incendio-notte-pompieri-2/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-77871" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2011/04/incendio-notte-pompieri-150x150.jpg" alt="incendio notte pompieri" width="150" height="150" /></a>È di chiara origine dolosa l’attentato che ieri sera ha provocato una deflagrazione e un conseguente incendio all’interno di <a href="http://www.dailyblog.it/immigrati-ordigno-a-genova-contro-struttura-per-accoglenza-fiamme-domate-da-vigili-fuoco/13/04/2011/">una struttura per l’accoglienza degli immigrati africani a Genova</a>. L’ordigno rudimentale utilizzato non ha provocato feriti, poiché l’edificio era disabitato, né sono stati ingenti i danni alla struttura. Non è stata effettuata ancora nessuna rivendicazione, mentre le forze dell’ordine indagano sulla vicenda.</p>
<p>L’episodio è avvenuto nella serata di ieri in via Palazzo della Fortezza, al civico 14, nel capoluogo ligure. La struttura colpita è un ex edificio scolastico in zona Sampierdarena, a Ovest della città. La scuola in questione, vale a dire l’istituto Casaregis, era stata indicata dal Comune di Genova come una delle possibili sedi per l’accoglienza dei migranti che, da Lampedusa, dovranno essere smistati in varie parti della Penisola. Le forze dell’ordine sono state allertate nella serata di ieri da una chiamata giunta da un passante, il quale si trovava nei pressi del luogo dell’incendio e ha udito l’esplosione. Sul posto sono immediatamente giunti i vigili del fuoco, i carabinieri, i vigili urbani e la polizia. Al termine delle operazioni di spegnimento del rogo, gli inquirenti hanno potuto constatare l’entità dei danni subiti dalla struttura e ritrovare l’ordigno che ha causato l’incendio.</p>
<p>L’ex scuola ha riportato danni lievi causati dalle fiamme, in particolare alcuni vetri infranti durante l’esplosione. A causare lo scoppio è stato un ordigno rudimentale, costruito utilizzando una bombola colma di gas e un petardo a fare da miccia per l’innesco dell’esplosione. Le tracce di quest’ultima “bomba artigianale” sono state prelevate dagli inquirenti e trasferite in laboratorio, per essere sottoposte ai rilievi di rito. Al momento non è stata rinvenuta alcuna rivendicazione per l’atto intimidatorio di martedì sera, mentre proseguono le indagini al riguardo.</p>
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		<title>Afghanistan, feriti 5 militari italiani in attentato</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cervelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato di cinque militari italiani feriti il bilancio dell’attentato contro i nostri convogli in Afghanistan avvenuto questa mattina nei pressi di Shindland. L‘attacco è avvenuto nei pressi della base operativa che ospita il comando dei Bersaglieri nella cittadina, posta a circa 115 chilometri a sud di Herat. La forte copertura data dal blindato “Lince” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2010/02/italiiani-afghanistan.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3191" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2010/02/italiiani-afghanistan-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E&#8217; stato di cinque militari italiani feriti il bilancio dell’attentato contro i nostri convogli in Afghanistan avvenuto questa mattina nei pressi di Shindland.</p>
<p>L‘attacco è avvenuto nei pressi della base operativa che ospita il comando dei Bersaglieri nella cittadina, posta a circa 115 chilometri a sud di Herat. La forte copertura data dal blindato “Lince” è stata in grado di contenere la deflagrazione facendo in modo che i nostri connazionali rimanessero solo lievemente feriti.</p>
<p>“Un militare”, ha spiegato il colonnello Marco Mele,  addetto stampa del comando italiano ad Herat, “ha riportato un sospetto trauma cranico e rimarrà in osservazione per le prossime 24 ore. Gli altri quattro”, ha continuato, “ hanno riportato soltanto delle leggere contusioni&#8221;. Subito  dopo l’attentato i militari italiani sono stati trasferiti presso l’ospedale da campo e sottoposti alle necessarie cure mediche.  Secondo fonti interne, avrebbero già rassicurato telefonicamente i propri cari in Italia.</p>
<p>L’attacco contro gli italiani è avvenuto intorno alle 9:50 italiane (le 13:20 locali, n.d.r.) a margine di un incontro tra i nostri connazionali ed i leader dei villaggi circostanti al fine di raccogliere informazioni utili per la sicurezza della zona. Una attività, ha spiegato Mele, “che guarda al sostegno popolare e che gli insorti cercano di ostacolare”. Un team di bonifica sta lavorando sul luogo dell’incidente per stabilire la natura dell’esplosione.</p>
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		<title>Iran, ucciso docente fisica nucleare</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 09:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cervelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[attentato]]></category>
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		<description><![CDATA[Risveglio nel sangue questa mattina per l’Iran. Massoud Mohammadi, docente universitario di fisica nucleare è rimasto oggi vittima di un attentato dinamitardo davanti la sua abitazione a Teheran. Il procuratore generale di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, ha spiegato alla stampa l’evolversi degli eventi secondo le prime ricostruzioni effettuate. “Questa mattina, il professore stava salendo sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2010/01/iran.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2707" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2010/01/iran-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Risveglio nel sangue questa mattina per l’Iran. Massoud Mohammadi, docente universitario di fisica nucleare è rimasto oggi vittima di un attentato dinamitardo davanti la sua abitazione a Teheran.</p>
<p>Il procuratore generale di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, ha spiegato alla stampa l’evolversi degli eventi secondo le prime ricostruzioni effettuate. “Questa mattina, il professore stava salendo sulla sua automobile, quando è stato ucciso dall&#8217;esplosione di una moto parcheggiata nei pressi della sua abitazione”, ha raccontato il magistrato, aggiungendo che il corpo dell’uomo è già stato trasferito all’istituto di medicina legale e che un indagine è attualmente in corso per “identificare i responsabili dell’esplosione”.</p>
<p>Al momento non vi è nessuna rivendicazione del gesto. Non si conoscono le reali mansioni del professore ucciso all’interno del regime, ma si sospetta, in base alle dichiarazioni rilasciate dai media filogovernativi, che fosse una figura molto vicina al potere ed impegnata sul fronte del nucleare di stato.</p>
<p>E se il sito Rajanews sostiene che “alcune fonti” abbiano detto “che il suo assassinio è collegato al caso del nucleare iraniano”, ancora più duro è stato il commento dell’agenzia di stampa Fars, vicina al Presidente, che indica come mandanti “ elementi antirivoluzionari” e  “potenze arroganti”. Ad ogni modo, al momento, non è stata resa nota la pista investigativa seguita dagli inquirenti, i quali vogliono avere un quadro preciso della situazione prima di rendere di dominio pubblico l’evolversi del caso.</p>
<p>L’esplosione nella quale Mohammadi ha perso la vita, secondo testimonianze dei residenti in zona, avrebbe  frantumato i finestrini delle auto parcheggiate nelle vicinanze e le finestre dei palazzi adiacenti al punto di deflagrazione. L’attentato segue di qualche giorno le forti proteste degli studenti e delle madri dei desaparecidos del regime, scesi in strada ed arrestati in massa per aver manifestato contro il governo di Teheran.</p>
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		<title>Obama: falle inaccettabili su sistema sicurezza</title>
		<link>http://www.dailyblog.it/obama-falle-inaccettabili-su-sicurezza/30/12/2009/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 09:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cervelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le falle del sistema di sicurezza rivelatesi in occasione della mancata “strage di Natale” sono “inaccettabili”. E’ fermo sulle sue parole Barack Obama, che ritorna a commentare il fallito attentato dello scorso 25 dicembre rivendicato da Al Qaeda. E secondo la televisione statunitense Cnn non sarebbe lontana l’ipotesi di una azione militare antiterroristica in Yemen: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2430" href="http://www.dailyblog.it/obama-falle-inaccettabili-su-sicurezza/30/12/2009/11_obama_lg/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2430" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2009/12/11_obama_lg-150x150.jpg" alt="11_obama_lg" width="150" height="150" /></a>Le falle del sistema di sicurezza rivelatesi in occasione della mancata “strage di Natale” sono “inaccettabili”. E’ fermo sulle sue parole Barack Obama, che ritorna a commentare il<a href="http://www.dailyblog.it/usa-fallisce-attentato-su-aero-e-allarme-terrorismo/26/12/2009/"> fallito attentato</a> dello scorso 25 dicembre rivendicato da Al Qaeda.</p>
<p>E secondo la televisione statunitense Cnn non sarebbe lontana l’ipotesi di una azione militare antiterroristica in Yemen: Al momento infatti sarebbero al vaglio, da parte di esperti dell’intelligence e delle forze di intervento, possibili obiettivi da colpire per piegare le forze di Al Qaeda sul territorio.</p>
<p>Il “fallimento sistemico” del sistema di sicurezza messo in auge dall’attacco alle Torri Gemelle avrebbe potuto condurre ad una strage se non vi fossero stati problemi tecnici del terrorista ad attivare l’esplosivo. Uno spettro che grava non solo su Obama e la sua amministrazione, ma sull’intero popolo americano nel riespandersi di una psicosi che rischia di mettere in ginocchio l’intero paese nell’ambito del trasporto aereo.</p>
<p>Ciò che appare affliggere di più il presidente americano è la mancata comunicazione tra i diversi enti di sicurezza ed un passaggio di informazioni non sempre lineare e corretto. “Quando il nostro governo ha informazioni su un estremista”, ha spiegato Barack Obama nel corso della conferenza stampa convocata alle Hawaii. “quando questa informazione non è condivisa come sarebbe stato doveroso e non vengono prese azioni di conseguenza, è un fallimento del sistema che considero inaccettabile. Secondo il capo della casa bianca questo fallimento dipenderebbe da un mix negativo di falle sistematiche ed errori umani.</p>
<p>Ed è proprio alla mancata reazione alla segnalazione di pericolosità data dal padre del terrorista, famoso banchiere, ai funzionari americani dell’ambasciata di Abuja lo scorso 19 novembre che Obama si riferisce principalmente. La segnalazione infatti si è fermata al Centro Nazionale del Controterrorismo, e non è stata adeguatamente condivisa con i responsabili delle blacklist relative ai voli di linea. Un errore che sarebbe potuto costare caro.</p>
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		<title>Falso allarme bomba a Malpensa</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 15:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cervelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[bomba]]></category>
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		<description><![CDATA[Falso allarme bomba all&#8217;aeroporto milanese di Malpensa, dove un pacco sospetto è stato fatto brillare dagli artificieri. L&#8217;allarme era stato diffuso intorno alle 13 quando un addetto alle pulizie ha trovato un involucro dalla forma quadrata all&#8217;interno del bagno degli uomini nella zona del check in.  La scatola, di 20 cm x 10 cm, presentava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2397" href="http://www.dailyblog.it/falso-allarme-bomba-a-malpensa/29/12/2009/malpensa-i3/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2397" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2009/12/malpensa-i3-150x150.jpg" alt="malpensa" width="150" height="150" /></a>Falso allarme bomba all&#8217;aeroporto milanese di Malpensa, dove un pacco sospetto è stato fatto brillare dagli artificieri.</p>
<p>L&#8217;allarme era stato diffuso intorno alle 13 quando un addetto alle pulizie ha trovato un involucro dalla forma quadrata all&#8217;interno del bagno degli uomini nella zona del check in.  La scatola, di 20 cm x 10 cm, presentava dei fili che uscivano all&#8217;esterno.</p>
<p>Il pacco, fatto brillare attraverso un getto di acqua a forte pressione conosciuta in gergo come &#8220;cannonata d&#8217;acqua&#8221;, pur essendo dotato di un innesco e di una ricevente radio di tipo rudimentale, non era provvisto di esplosivo.</p>
<p>Nonostante qualche attimo di tensione, le procedure aeroportuali si sono svolte normalmente, ed il traffico aereo non ha risentito di ritardi sulla tabella di marcia.</p>
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		<title>Delta, Al Quaeda rivendica attentato. Obama: lotteremo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 08:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cervelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
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		<description><![CDATA[La lotta al terrorismo di Al Qaeda continuerà “con tutti i mezzi a disposizione”.  A tre giorni dal fallito attentato sul volo Amsterdam-Detroit della Delta,  ed a pochi minuti dalla rivendicazione dello stesso da parte del gruppo estremista saudita, Barack Obama rompe il silenzio. Un silenzio che stava preoccupando gli americani, pronti a tacciare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2387" href="http://www.dailyblog.it/delta-al-quaeda-rivendica-attentato-obama-lotteremo/29/12/2009/obama/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2387" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2009/12/obama-150x150.jpg" alt="obama" width="150" height="150" /></a>La lotta al terrorismo di Al Qaeda continuerà “con tutti i mezzi a disposizione”.  A tre giorni dal fallito attentato sul volo Amsterdam-Detroit della Delta,  ed a pochi minuti dalla rivendicazione dello stesso da parte del gruppo estremista saudita, Barack Obama rompe il silenzio.</p>
<p>Un silenzio che stava preoccupando gli americani, pronti a tacciare il presidente di  superficialità nel gestire una situazione estremamente delicata come quella del terrorismo. La rivendicazione dell’attentato è arrivata giusto qualche minuto prima che il capo della Casa Bianca iniziasse la conferenza stampa indetta alla Base di Kanehoe, nelle Hawaii, dove si trova in vacanza con la famiglia.</p>
<p>Un complotto fallito “per un inconveniente tecnico”, rivendicano i terroristi. Un avvenimento che “ci ricorda i pericoli che abbiamo davanti”, spiega Obama davanti ai cronisti. Gli americani ritornano ad avere paura di spostarsi in aereo. E pretendono delle risposte. “Non abbiamo tutte le risposte su questo ultimo tentativo”, ha spiegato il capo di stato statunitense, “ma chiunque uccide uomini, donne e bambini innocenti deve sapere che gli Stati Uniti non si limitano ad alzare le difese all&#8217;interno. Faremo tutto quello che è in nostro potere”, ha ribadito Barack Obama, “contro i nemici che in Afghanistan o in Pakistan, in Yemen o in Somalia o ovunque, complottano per organizzare attacchi contro il suolo americano”.</p>
<p>Una linea dura e decisa in risposta a qualche piccolo cedimento del suo entourage, ma soprattutto dettata dalla necessità di non compiere lo stesso errore di illustri predecessori in situazioni di “pericolo” analoghe, dove un silenzio personale protrattosi a lungo ha avuto le sue ripercussioni in ambito politico.</p>
<p>Il Presidente ha quindi rassicurato la popolazione, rendendo pubblico il fatto di aver richiesto una completa ed attenta revisione dei sistemi di sicurezza che non hanno funzionato e che verranno posti in servizio agenti in borghese su ogni volo.</p>
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		<title>Usa, fallisce attentato su aereo: è allarme terrorismo</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 09:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Cervelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ di qualche passeggero lievemente ferito, tra i quali l’attentatore, il bilancio del fallito attentato avvenuto nel giorno di Natale su un volo della Delta Airlines con 278 persone a bordo, diretto a Detroit e proveniente da Amsterdam. Qualche scintilla, fiamme e tanta paura. E lo spettro, non troppo trasparente, del terrorismo internazionale che ritorna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2009/12/deltausa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2338" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2009/12/deltausa-150x150.jpg" alt="deltausa" width="150" height="150" /></a>E’ di qualche passeggero lievemente ferito, tra i quali l’attentatore,   il bilancio del fallito attentato avvenuto nel giorno di Natale su un volo della Delta Airlines con 278 persone a bordo, diretto a Detroit e proveniente da Amsterdam.</p>
<p>Qualche scintilla, fiamme e tanta paura. E lo spettro, non troppo trasparente, del terrorismo internazionale che ritorna a popolare gli incubi degli Americani. E non solo. La casa Bianca conferma e gli organi anti-terrorismo temono fortemente un inasprimento dei conflitti già esistenti.</p>
<p>Ma ancor prima della possibilità di altri attentati, sono due le variabili che fanno impazzire esperti e forze dell’ordine. Come possibile che  dell’esplosivo abbia aggirato i severi controlli in atto dall’11 settembre? Ed ancora, come possibile che Umar Farouk Abdulmutallab, giovane segnalato già in liste anti-terrorismo e collegato ad Al Qaeda abbia potuto imbarcarsi con un biglietto di sola andata senza che nessuno l’abbia fermato?</p>
<p>Le operazioni, fortunatamente fallite, dell’attentatore, sono iniziate poco prima delle 12 (ora locale), mentre mancavano venti minuti all’atterraggio presso lo scalo di Detroit”. “Ho visto un lampo, ho sentito l&#8217;odore del fumo, ho visto quasi una fiammata”, racconta un testimone. “E&#8217; stato un attimo, appena qualche secondo, e subito un altro passeggero gli è volato addosso, prendendolo per il collo”. Diversi passeggeri e membri dell’equipaggio sono intervenuti per rendere inoffensivo l’uomo e spegnere le fiamme mentre il comandante del velivolo comunicava l’evolversi della vicenda alla torre di controllo. Nelle manovre qualcuno ha riportato piccole escoriazioni.</p>
<p>Abdulmutallab non avrebbe opposto resistenza, forse sorpreso, secondo testimonianze, dal fallimento del suo attentato.</p>
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