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	<title>DailyBlog.it&#187; america</title>
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		<title>Del Piero giocherà fino a 40 anni, dove?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 16:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Giambelluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<description><![CDATA[Il capitano della Juventus è alla sua ultima stagione in bianconero, il presidente Agnelli lo ha ricordato qualche giorno fa, lui di canto suo rimane tranquillo e sereno con quella professionalità che lo ha sempre contraddistinto. Qualcuno ipotizzava prima di qualche settimana fa che Del Piero potesse rimanere alla Juve magari con un ruolo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-133311" href="http://www.dailyblog.it/del-piero-giochera-fino-a-40-anni-dove/15/11/2011/alessandro-del-piero-3/"><img class="alignnone size-full wp-image-133311" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2011/11/alessandro-del-piero.jpg" alt="" width="650" height="428" /></a></p>
<p><strong>Il capitano della Juventus è alla sua ultima stagione in bianconero</strong>, il presidente Agnelli lo ha ricordato qualche giorno fa, lui di canto suo rimane tranquillo e sereno con quella professionalità che lo ha sempre contraddistinto. Qualcuno ipotizzava prima di qualche settimana fa che Del Piero potesse rimanere alla Juve magari con un ruolo da dirigente, o in panchina al fianco di Antonio Conte, ma lui  ha ribadito la sua volontà di continuare a giocare, non si sa ancora con quale maglia, ma la volontà è quella.</p>
<p><strong>Giocherò fino a 40 anni</strong>. Dove? &#8220;Non è una cosa cui mi piaccia rispondere, voglio terminare questa parentesi della mia carriera con la mente leggera&#8221;.</p>
<p>La domanda allora è la seguente: <strong>quale sarà la prossima squadra di uno che è stato per quasi vent&#8217;anni con la maglia della Juventus?</strong> Qualcuno ipotizza America, altri Giappone, c&#8217;è chi dice Emirati Arabi, l&#8217;ultima ipotesi era l&#8217;interesse del Milan a Gennaio per sostituire <a href="http://www.dailyblog.it/cassano-quando-ritornera-a-giocare/04/11/2011/">Cassano che rimarrà fermo 6 mesi</a>, puro fantacalcio sia per la Juventus che per il giocatore. Ma proviamo a fare chiarezza sulle possibili mete future di Alessandro Del Piero.</p>
<p><strong>No in Italia</strong>. Immaginare Del Piero con un&#8217;altra maglia qui in Italia è a dir poco impossibile, fantacalcio direbbe qualcuno. La mai nascosta stima di Berlusconi e Galliani potrebbe far pensare ad un passaggio a gennaio al Milan per sostituire Cassano, ma è più facile che il capitano juventino rimanga a Torino fino a Giugno, per poi valutare con calma le scelte da prendere.</p>
<p><strong>Major League Americana</strong>. Del Piero non ha mai nascosto la passione per gli Stati Uniti, sua meta vacanziera preferita. Molti i campioni che hanno scelto di chiudere la carriera nel campionato statunitense, il primo è stato David Beckham, tutt&#8217;ora asso dei Los Angeles Galaxy, raggiunto da Thierry Hanry che però ha preferito i New York Red Bulls. La MLS rimane quindi una delle mete più probabili e gradite da Alessandro Del Piero.</p>
<p><strong>Premier League</strong>. Un campionato che ha sempre &#8220;affascinato&#8221; il numero dieci bianconero, in Inghilterra hanno molta stima verso Del Piero, le numerose standing ovation che da sempre il pubblico inglese gli ha riservato lo testimoniano. I tabloid britannici parlano di Fulham e Aston Villa.</p>
<p><strong>Emirati Arabi</strong>. Dopo Fabio Cannavaro gli Arabi vogliono un altro italiano e Alessandro Del Piero entrerebbe  nell&#8217;identikit ideale del giocatore che potrebbe portare fascino al campionato arabo. Il presidente del club Al Alhì, Abdullah Saeed Al Naboodah, sarebbe disposto ad offrire un contratto milionario pur di convincere il capitano della Juventus.</p>
<p><strong>Giappone</strong>. L&#8217;ultima ipotesi potrebbe essere una terra cara a Del Piero, dove conta milioni di fan, improbabile però che uno come lui in cerca di forti stimoli e sana competizione scelga di andare a giocare nel campionato giapponese.</p>
<p>Quale sarà la prossima maglia che indosserà Alessandro Del Piero sarà argomento di calcio mercato per i prossimi mesi, fino a Giugno, quando il rapporto tra il capitano e la Juve sarà terminato. Il calcio italiano intanto si appresta a salutare quello che è stato uno dei più grandi calciatori italiani di sempre, un giocatore che vanta numeri e record difficilmente eguaiabili.</p>
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		<title>Il twist non fa ballare i mercati</title>
		<link>http://www.dailyblog.it/il-twist-non-fa-ballare-i-mercati/23/09/2011/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 07:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Fezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
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		<description><![CDATA[Forse per i mercati finanziari era meglio un quantitative easing 3, visto che il twist non è servito a rasserenare il clima teso. Ieri la Federal Reserve ha deciso di lasciare i tassi prossimi allo zero e di implementare l’operazione twist, ovvero di acquistare 400 miliardi di dollari di titoli di Stato a breve e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2011/09/borse-crisi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-120464" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2011/09/borse-crisi.jpg" alt="" width="640" height="439" /></a></p>
<p>Forse per i mercati finanziari era meglio un quantitative easing 3, visto che il twist non è servito a rasserenare il clima teso. Ieri la Federal Reserve ha deciso di lasciare i tassi prossimi allo zero e di implementare l’operazione twist, ovvero di acquistare 400 miliardi di dollari di titoli di Stato a breve e vendere contemporaneamente 400 mld di titoli di Stato a lunga scadenza, fino a giugno del 2012, per allungare la scadenza dei debiti senza espandere il bilancio del governo americano. La Banca Centrale ha così voluto prendere due piccioni con una fava, adottando nuove misure di stimolo all’economia americana senza stampare moneta, cosa assai poco gradita ai repubblicani. La decisione non sembra essere stata giudicata la migliore da tutti i componenti del Board della Fed, visto che è stata presa con sette voti a favore e tre contrari. Del resto le opzioni erano poche e non si poteva di certo restare a guardare un’economia lenta che rischia sempre più di cadere in recessione. La situazione economica del Paese illustrata dalla Fed, infatti, non lascia dubbi, innervosendo ancora di più gli operatori di borsa, alle prese anche con le difficoltà della Grecia e con i problemi del debito di altri paesi della zona euro.</p>
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		<title>11/9, il giorno che cambiò il mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 07:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Giambelluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultrasuono]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-118015" href="http://www.dailyblog.it/11-settembre-2001-il-ricordo-di-quel-giorno-che-cambio-il-mondo/11/09/2011/a50_19987308/"><img class="alignnone size-full wp-image-118015" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2011/09/a50_19987308.jpg" alt="" width="650" height="439" /></a></p>
<p>Sono passati dieci anni da quel giorno che cambiò il mondo. Dieci anni fa, gli Stati Uniti d&#8217;America subivano l&#8217;attacco terroristico che gli avrebbe cambiato l&#8217;esistenza. Io, dieci anni fa, avevo 15 anni, e lo ricordo ancora come fosse ieri. Erano le 15 e tre minuti in Italia, le 9 del mattino a New York, il volo United Airlines 175 si schiantava ad una velocità di circa 590 miglia orarie (circa 950 km/h) fra il 78º e l&#8217;84º piano della Torre Sud del World Trade Center. Ricordo che ero in camera mia quando mio padre urlando mi chiedeva di andare in soggiorno a vedere, non si capiva bene cos&#8217;era successo, se era stato un incidente o cos&#8217;altro, si susseguivano le notizie, il filmato che mostrava un aereo schiantarsi a tutta velocità contro il World Trade Center era agghiacciante. Mi viene la pelle d&#8217;oca a pensarci. La Cnn titolava: L&#8217;America è sotto attacco. Io a 15 anni, non avevo mai vissuto prima di allora una situazione di quel tipo, rimasi incollato alla tv. Mentre all&#8217;inizio si pensava, o si sperava, in un banale incidente, dopo qualche minuto arrivò la conferma, è un attacco terroristico, gli aerei sono stati dirottati da kamikaze e poi fatti schiantare. Tutto ciò non ha senso, pensavo, perché mai? Era il 2001, avevo 15 anni e non avevo nessuna connessione ad internet, quindi la mia unica fonte d&#8217;informazione era la televisione, grazie al satellite riuscivo a vedere la Cnn, quello era il mio modo per essere più vicino alla notizia. Dopo qualche minuto arrivò la notizia di un attacco al pentagono, seguita da un&#8217;altra terribile notizia che informava di un altro schianto, quello del volo United Airlines 93, a Shanksville in Pennsylvania. Nel frattempo, a New York le due torri crollavano, tutto il mondo, non soltanto l&#8217;America, viveva attimi di terrore. E&#8217; guerra, pensavo. Fu un lungo pomeriggio, rimasi fino a sera sul divano a seguire l&#8217;edizione straordinaria che durò fino a tarda notte. Le immagini che arrivavano lasciavano a bocca aperta, lo sguardo attonito, il pensiero era per le persone intrappolate sotto le macerie, i familiari delle vittime, a cosa sarebbe successo dopo. Prima di sera, alcuni membri del Congresso riportarono alla Cnn che alcuni alti ufficiali dell&#8217;Amministrazione hanno detto di avere abbastanza prove per affermare che gli attentati sono opera di Osama Bin Laden e del suo network terrorista, al-Qaida. Osama Bin Laden, c&#8217;era lui dietro tutto questo. Da quel giorno ad oggi, sono accadute tante cose. La caccia ad Osama portò la guerra in Iraq, la cattura e l&#8217;uccisione di Saddam Hussein, e tanti, tanti altri avvenimenti che non sento il bisogno di riportare su questo blog. Caso vuole, che a quasi dieci anni da quell&#8217;attentato che sconvolse la vita di migliaia di persone, Osama Bin Laden venga catturato, ed ucciso. Quasi a chiudere un cerchio, un cerchio che però, non potrà mai essere cancellato.</p>
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		<title>Approvata la risoluzione per il disarmo e la non proliferazione nucleare</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Lombardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una speranza per la realizzazione dell&#8217;obbiettivo di ottenere un pianeta privo di armi nucleari in cui possa regnare sovrana la pace tra le principali potenze del mondo: questo è il traguardo al quale ambisce il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Nel corso di una riunione presieduta dal Presidente americano Barack Obama, l&#8217;Onu ha infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una speranza</strong> per la realizzazione dell&#8217;obbiettivo di ottenere un pianeta privo di armi nucleari in cui possa regnare sovrana la pace tra le principali potenze del mondo: questo è il traguardo al quale ambisce il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Nel corso di una riunione presieduta dal Presidente americano Barack Obama, l&#8217;Onu ha infatti approvato all&#8217;unanimità la risoluzione presentata proprio dagli Stati Uniti attinente al disarmo e alla non proliferazione delle armi atomiche.</p>
<p><strong>Il 1° luglio del 1968</strong> Unione Sovietica, Stati Uniti e Regno Unito sottoscrissero il Trattato di non proliferazione nucleare, un trattato specifico diretto a limitare la diffusione delle armi nucleari e a predisporne un uso pacifico. Il trattato, entrato in vigore il 5 marzo 1970, proibisce agli stati che vi hanno aderito e che non possiedono armi nucleari di acquisire tali armi o strumenti diretti a crearli, inoltre non è consentito agli stati firmatari che hanno armamenti nucleari di procurare agli stati non nucleari tali armi o dispositivi predisposti e utili per la costruzione di tali armamenti.</p>
<p><strong>Gli &#8220;Stati nucleari&#8221;</strong> che hanno firmato il trattato sono: Francia, USA, Russia, Regno Unito e Cina, mentre gli stati che possiedono armamenti nucleari ma che non hanno aderito al trattato sono: India, Pakistan, Israele e Corea del Nord.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1404" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2009/09/ONU.jpg" alt="ONU" width="240" height="159" /><strong>La risoluzione</strong> approvata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite relativa al disarmo e alla non proliferazione delle armi nucleari si basa proprio su tutti i criteri fissati dal trattato e richiama gli stati firmatari a rispettare l&#8217;impegno assunto attinente all&#8217;obbligo di non sviluppare o diffondere armi atomiche, con uno specifico invito rivolto a tutti i paesi non firmatari a collaborare affinché il disarmo nucleare non resti solo un sogno irrealizzato, ma possa diventare un obbiettivo perseguito da tutti allo scopo di raggiungere la pace comune.</p>
<p><strong>Forti tensioni</strong> e grande preoccupazione ha suscitato l&#8217;annuncio fatto dall&#8217;Iran all&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica, infatti Teheran ha rivelato di avere un secondo impianto nucleare per l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, di cui non si conosceva l&#8217;esistenza. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama reclama chiarezza e rigide ispezioni, invocando la violazione delle regole internazionali e dicendosi pronto a ricorrere a pesanti sanzioni se non sarà fatta chiarezza.</p>
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		<title>Obama pronto alla riforma sanitaria</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 13:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Lombardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Barak Obama invita a mettere da parte le tensioni e tutti i contrasti di carattere politico, al fine di agire uniti e compatti nella realizzazione di un sogno che rappresenta per il Presidente degli Stati Uniti il conseguimento di un obbiettivo primario: una riforma del sistema sanitario che consenta a tutti i cittadini americani di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong>Barak Obama invita a mettere da parte le tensioni e tutti i contrasti di carattere politico, al fine di agire uniti e compatti nella realizzazione di un sogno che rappresenta per il Presidente degli Stati Uniti il conseguimento di un obbiettivo primario: una riforma del sistema sanitario che consenta a tutti i cittadini americani di avere una copertura medica.</p>
<p><strong>Costi troppo elevati</strong> per il sistema sanitario senza alcuna garanzia per la salute degli individui più poveri e degli anziani: questi sono i primi problemi da affrontare e risolvere attraverso una riforma definibile sicuramente come rivoluzionaria e attuata sulla base di un progetto che prevede costi inferiori a quelli impiegati per le guerre in Afghanistan e in Iraq.</p>
<p><strong>Molti appoggi e altrettante critiche</strong> si imbattono sul programma di riforma di Barack Obama, e gli oppositori contestano soprattutto un intervento nel sistema sanitario ritenuto troppo invasivo. Il Presidente americano si difende e riporta l&#8217;attenzione sulla necessità di risolvere la sempre incombente crisi economica attraverso l&#8217;impiego di costi più bassi, cercando di favorire i cittadini con redditi meno elevati a sostenere le spese necessarie per avere una copertura sanitaria.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1314" title="Barack Obama" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2009/09/Barack-Obama.jpg" alt="Barack Obama" width="176" height="240" />Barack Obama</strong> punta sull&#8217;obbligo per tutti di possedere una polizza assicurativa. Previste agevolazioni e sussidi fiscali sulle spese da sostenere a favore di coloro che non godono di redditi alti, con una netta espansione dei criteri necessari per rientrare nel Medicaid, il vigente programma federale di copertura sanitaria per le famiglie più povere e disagiate e nella prospettiva di agire a sostegno dei cittadini che usufruiscono di una copertura medica tramite un programma di riduzione dei premi assicurativi.</p>
<p><strong>Obama appare deciso</strong> a non commettere gli stessi errori nei quali si sono imbattuti in passato i suoi predecessori. Il Presidente americano si dimostra pronto a fronteggiare critiche e opposizioni, convinto che ormai sia giunto il tempo di smettere di contestare e disapprovare al solo scopo di rimandare interventi radicali nel sistema, e si dichiara pronto a mettere in atto una riforma davvero molto importante per gli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
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		<title>Dove nasce l&#8217;odio nei confronti dell&#8217;America filo israeliana?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 18:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Mastroberardino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ahmadinejad]]></category>
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		<category><![CDATA[blog politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti fuori non appena Mahmud Ahmadinejad ha attaccato Israele denunciando la «formazione di un governo razzista in Medio Oriente». I delegati dei 23 paesi dell’Unione Europea presenti &#8211; Italia, Germania, Polonia e Olanda hanno deciso di boicottare &#8211; hanno lasciato immediatamente la sala della conferenza sul razzismo organizzata dall&#8217;Onu a Ginevra. Il presidente iraniano ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Tutti fuori non appena Mahmud Ahmadinejad ha attaccato Israele denunciando la «formazione di un governo razzista in Medio Oriente». I delegati dei 23 paesi dell’Unione Europea presenti &#8211; Italia, Germania, Polonia e Olanda hanno deciso di boicottare &#8211; hanno lasciato immediatamente la sala della conferenza sul razzismo organizzata dall&#8217;Onu a Ginevra.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Il presidente iraniano ha accusato Israele e l’Occidente di creare «un’intera nazione di senzatetto con il pretesto della sofferenza degli ebrei». Ahmadinejad ha affermato che dopo la Seconda guerra mondiale furono inviati «migranti dall&#8217;Europa e dagli Stati Uniti, per creare un governo razzista nella Palestina occupata»&#8230;<span id="more-618"></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Al ritorno in patria, a Teheran, Ahmadinejad ha avuto un&#8217;accoglienza da eroe. Al presidente sono stati offerti fiori e una folla di studenti militanti fondamentalisti ha gridato ripetutamente lo slogan &#8220;Morte all&#8217;America&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Tuttavia, la replica di Israele non si è lasciata attendere, denunciando un ritorno di Adolf Hitler che questa volta “ha la barba e si esprime in farsi”.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Ma da dove viene quest’odio nei confronti dell’America definita filoisraeliana? Bisogna tornare indietro di molti anni, esattamente nel 1806, data in cui il presidente Thomas Jefferson in occasione del discorso inaugurale della sua seconda presidenza, parlò di un tema biblico che avvolgeva il destino dell’America, e di come la Provvidenza avesse guidato “ i nostri padri lontano dalla terra natìa (Inghilterra) come un tempo il popolo di Israele, collocandoli in una terra ricca di tutte le necessità e di tutti gli agi della vita”.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Era evidente come l’America puritana con questo discorso, si faceva portatrice dell’antico tema ebraico dell’elezione divina consacrata attraverso il patto con il Signore, come Dio sceglie il popolo di Israele perché diventi il suo popolo nel mondo corrotto, così il nuovo mondo, si fa portatore di un’elezione divina.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Sta in questo punto il nocciolo della questione e dell’odio su basi teoriche prima che economiche e politiche, di Ahmadinejad nei confronti dell’America. Il resto è storia recente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vento nuovo dalle Americhe</title>
		<link>http://www.dailyblog.it/vento-nuovo-dalle-americhe/18/04/2009/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 14:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Mastroberardino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vento sta cambiando. Tira aria nuova dalle parti americane, potrebbe essere questo l’anno del definitivo punto e a capo su ciò che rimane della vecchia Guerra Fredda qualora ancora se ne potesse parlare. Dalla fine della seconda guerra mondiale, le due più grandi potenze economiche e militari dell’epoca, URSS e USA diedero vita ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-605 alignnone" title="barak-obama" src="http://www.dailyblog.it/wp-content/uploads/2009/04/barak-obama.jpg" alt="barak-obama" width="410" height="237" /></p>
<p>Il vento sta cambiando. Tira aria nuova dalle parti americane, potrebbe essere questo l’anno del definitivo punto e a capo su ciò che rimane della vecchia Guerra Fredda qualora ancora se ne potesse parlare.</p>
<p>Dalla fine della seconda guerra mondiale, le due più grandi potenze economiche e militari dell’epoca, URSS e USA diedero vita ad una contrapposizione che anche se non sfociò mai in un vero e proprio conflitto, tenne in costante apprensione per quasi mezzo secolo il mondo intero, tanto più che si creò una vera e propria spaccatura tra le Nazioni che si definivano occidentali e capitaliste, e quelle dell’est, capeggiate dal regime Sovietico e appoggiate da tutti i paesi filo-comunisti con sistema economico socialista, nonché dai partiti comunisti delle varie nazioni anche occidentali&#8230;<span id="more-599"></span></p>
<p>Possiamo definire questo, un conflitto ideologico tra due modi di pensare il mondo contrapposti nettamente oltre che sul piano economico, anche su quello morale e psicologico di pressione sull’individuo.</p>
<p>Tuttavia, pur non sfociando mai in una guerra aperta, vi furono episodi di tensione e guerriglia civile appoggiati o repressi dai vari schieramenti. Emblematico è il caso dell’America del sud, e di alcune ex isole sotto l’egemonia dalla Spagna, successivamente rese indipendenti dagli Stati Uniti, che pur tuttavia mantennero nei confronti delle isole un rapporto di “protettorato” che provocò e giustificò il sentimento popolare antimperialista nei confronti dei nordamericani e che caratterizzerà poi per sempre la storia di queste popolazioni. E’ il caso di Cuba.</p>
<p>La rivoluzione Castrista, appoggiata dall’Urss dopo la controrivoluzione tentata dagli esuli cubani appoggiati dal governo di  J. Kennedy (Baia dei Porci 1961), ebbe la meglio, e ciò incrinò per sempre i rapporti tra l’isola e gli Stati Uniti, cosa che è durata e dura ancora tutt’ora, a dimostrare che la Guerra Fredda non si è mai del tutto conclusa.</p>
<p>Raul Castro il &#8220;sub lìder maximo&#8221; recentemente si è detto disposto a trattare e discutere su tutti i temi scottanti per qualsiasi regime: diritti umani, libertà di stampa, prigionieri politici ecc.. dall’arco del palcoscenico di Cumana, cittadina costiera del Venezuela (il paese dell&#8217;amico Chavez).</p>
<p>Dichiarazioni che hanno avuto il beneplacito del governo americano con il Presidente Obama in testa, il quale pur mostrandosi cauto, ha parlato di apertura. E forse la stretta di mano avvenuta al vertice dei Paesi americani a Trinidad e Tobago (al quale comunque il governo cubano non è stato invitato) con il leader venezuelano Chavez, non è forse la sola noiosa e pura formalità.</p>
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		<title>Nuova fase di distensione tra USA e Iran?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 17:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>higuy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del capodanno iraniano, il neo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha gettato le basi per una nuova fase di dialogo con l’Iran attraverso un videomessaggio mirato a far comprendere all’Iran che l’America ha chiuso con la politica dell’ex presidente George  Bush, la quale considerava l’Iran come un paese appartenente “all’asse del male”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del capodanno iraniano, il neo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha gettato le basi per una nuova fase di dialogo con l’Iran attraverso un videomessaggio mirato a far comprendere all’Iran che l’America ha chiuso con la politica dell’ex presidente George  Bush, la quale considerava l’Iran come un paese appartenente “all’asse del male”.</p>
<p>Il presidente Obama ha, infatti, affermato di voler intraprendere una nuova via caratterizzata dal dialogo e dal rispetto reciproco tra i due paesi, sottolineando però il fatto che l’Iran potrà ottenere l’importanza che gli è dovuta senza l’utilizzo di armi né tantomeno, attraverso il terrorismo.<span id="more-398"></span></p>
<p>Il presidente americano ha anche affermato che bisognerà superare i trenta anni di conflitti che hanno fatto da cornice nei rapporti tra i due paesi, USA e Iran, e tutto ciò potrà avvenire grazie anche a una nuova diplomazia fatta di relazioni costruttive fra i paesi.</p>
<p>Il messaggio del presidente Obama è stato accolto in maniera positiva da Teheran, trovando subito un riscontro nelle parole di Akbar Javanfekr, consigliere per i media del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, il quale ha affermato di vedere positivamente questa nuova apertura da parte degli Stati Uniti, i quali però non possono dimenticare il loro atteggiamento aggressivo del passato nei confronti dell’Iran e devono riconoscere i propri errori per mettere fine ai problemi tra i due paesi.</p>
<p>Un riscontro positivo al messaggio del presidente americano si è avuto anche da Hamas che ha affermato di aver trovato in Obama un nuovo linguaggio e che questo presto potrebbe portare anche a un’apertura verso il movimento di Hamas, in quanto esso giocherebbe un ruolo decisivo nella risoluzione del conflitto arabo- israeliano che interessa le grandi potenze mondiali. Anche il ministro dell’Energia iraniano, Parviz Fattah, ha accolto positivamente il messaggio del presidente Obama, affermando però, che la centrale atomica di Bushehr, temuta dai paesi occidentali, sarà messa ugualmente in funzione.</p>
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