SOPA, la legge che cambierebbe Internet

La legge che sta per essere approvata negli Stati Uniti che rischia di cambiare la rete.

Di Salvatore Giambelluca il 10 gennaio | ore 12 : 50 PM


SOPA che sta per Stop Online Piracy Act, ovvero lo strumento legale per fermare la pirateria online. Il Congresso degli Stati Uniti sta per approvarlo, e un po’ dappertutto crescono le proteste per quella che potrebbe essere l’ennesima censura alla rete.

Presentata il 26 ottobre 2011 alla Camera dei rappresentanti statunitense dal deputato repubblicano Lamar S. Smith e da un gruppo di 31 sostenitori anch’essi repubblicani.

Cosa dice. Il decreto Sopa darebbe la possibilità al Dipartimento di Giustizia, ma anche ai titolari di copyright, di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o solamente facilitare le infrazioni del diritto d’autore. Inoltre, a seconda del richiedente, le sanzioni potrebbero includere il divieto agli advisor pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti – ad esempio Paypal – di mantenere rapporti d’affari con il sito accusato delle infrazioni, ai motori di ricerca il divieto di mantenere attivi link che portano al sito in questione, e infine la richiesta agli ISP (Internet Service Provider, i gestori di rete) di bloccare l’accesso al sito web.

Si richia il carcere. Il decreto inoltre potrebbe bloccare lo streaming di un video di cui non si possiedono i diritti d’autore, e il reato per chi lo ha pubblicato è punibile con il carcere. Ma non è finita qui. La norma potrebbe considere reato anche semplicemente linkare contenuti che violano i diritti d’autore, in quanto ne facilita la diffusione.

I contrari. Nella lobby di coalizione spiccano i nomi di Google, Facebook, Yahoo, Amazon, eBay, PayPal e Wikipedia, che si starebbero accordando per mettere offline temporaneamente i loro siti come azione di protesta nel caso in cui il SOPA venga approvato. “Il SOPA è un attacco alla libertà di espressione su Internet, e costituirebbe un freno all’innovazione e alla nascita di nuove iniziative nel settore informatico”, sostengono i critici.

A favore. Ovviamente il decreto favorirebbe importanti società e associazioni professionali dell’industria cinematografica, così come aziende farmaceutiche, associazioni sportive e produttori di videogiochi, che hanno espresso il loro sostegno alla proposta di legge.

Proposta di legge che è stata discussa tra il 14 e il 16 dicembre, ma che non ha passato il vaglio della sottocommissione che si occupa della proprietà intellettuale e di Internet, in commissione giustizia della Camera, semplicemente perché i deputati contrari hanno presentato una cinquantina di emendamenti che hanno portato il presidente della commissione a rimandarne la discussione a data da destinarsi.

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