Solo 2.0, Marco Mengoni mostra il talento nel suo nuovo disco
Di Salvatore Giambelluca il 27 settembre | ore 16 : 02 PM
Esce oggi il nuovo lavoro discografico di Marco Mengoni: Solo 2.0, che come da lui dichiarato è il suo primo vero album. Ad essere sincero al primo ascolto il disco non mi ha colpito più tanto, anche un po’ per colpa mia e alla superficialità d’ascolto che gli ho dato, lo ammetto. Poi mi son messo lì, con l’intento di ascoltarlo bene, analizzando i testi, il suono, e la storia che Mengoni ha voluto dare a questo disco.
Solo 2.0 è un disco molto autobiografico che ruota attorno al tema della solitudine. Proprio il primo brano che porta il titolo del disco è stato scelto come singolo di lancio tra la volontà di Mengoni e le paure della casa discografica che avrebbe preferito qualcosa di diverso. In realtà credo che il pezzo descrivi bene il disco, “Solo” è uno dei migliori brani all’album, che mostra l’intensità vocale di Mengoni. Ad alzare il livello del disco è senza dubbio la traccia numero tre, “Tanto il resto cambia” il brano migliore, dove Mengoni con la sua voce viaggia in perfetta sintonia con la musica raggiungendo vette inimmaginabili. Un disco in cui l’ex cantante di XFactor cerca di sperimentare muovendosi in più generi, riuscendoci anche bene come in “Nell’inferno” dove un Mengoni rockettaro mostra la sua duttilità musicale. Nell’album c’è anche spazio per l’inglese, e si sa, Mengoni quanto canta in inglese sembra avere una marcia in più, “Searching” e “Tonight” sono dei brani indubbiamente di qualità, specie quest’ultimo a mio avviso dove il suono leggero, il piano, permetteno alla voce di Mengoni di muoversi con semplicità senza strafare in virtuosismi, rendendo per il meglio. Poi c’è il pezzo molto personale qual è “Come Ti Senti” dove Mengoni con ironia e sarcasmo racconta le ossessioni mediatiche nei suoi confronti. Tra le note negative del disco c’è sicuramente “Un gioco sporco” pezzo dove il campionamento di Supermassive Black Hole del Muse è fin troppo evidente.
Marco Mengoni è senza dubbio uno dei talenti più grandi che siano mai usciti da un talent show, forse il migliore, e in questo disco lo si evince. Ma “Solo 2.0″ non mi convince appieno, sebbene l’album sia un buon lavoro con brani superiori alla media, quella sensazione di “insoddisfazione” mi rimane. Perché se è vero che molti si aspettano tanto da lui – come lui stesso ammette – penso che alle volte quella voglia di strafare rischia di portarlo fuori strada. Musicalmente parlando, la potente vocalità di Mengoni rischia involontariamente di trascinarlo in facili virtuosismi degni del miglior Sangiorgi. Ma in fondo come detto prima “Solo 2.0″ è soltanto il primo vero album di Mengoni, ed il percorso verso la grande carriera musicale è appena iniziato.
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Nunzia Fontana, 7 meses fa
grazie per la nota ben documentata e non superficiale. Personalmente ritengo Marco Mengoni il futuro e … questo futuro me lo tengo stretto stretto
Martina, 7 meses fa
Sono d’accordo con martina.. finalmente una recensione elegante e ben articolata. Grazie
Comunque a me il disco piace tantissimo, a parte qualche canzone in cui marco poteva sicuramente dare di più.. è vero tu hai ragione quando dici che alle volte tende a strafare con acuti alla giuliano dei negramaro… eheh però lui è così, e ancora è giovanissimo avrà tutto il tempo per imparare a dosare la sua voce..
Salvatore Giambelluca, 7 meses fa
Grazie a voi per essere passati e aver lasciato il vostro apprezzamento.
Kate andora, 7 meses fa
Grazie per il bell’articolo e soprattutto per non esserti fermato al primo, superficiale ascolto dell’album… cosa che per pigrizia o pregiudizi molti purtroppo fanno! Questo è davvero il primo vero album di Marco Mengoni e lui ci ha messo dentro tutto se stesso.. certo è giovane, è agli inizi e ci sta che non tutto sia perfetto.. e meno male dico io, se non lo spazio per crescere dove lo trova?
) Su una cosa non siamo d’accordo…. Su “tanto il resto cambia”… io la trovo un gradino più in basso rispetto al resto dell’album, specialmente rispetto a pezzi come Searching, Tonight, Dall’inferno, Solo o la stassa geniale Come ti senti! ma qui evidentemente entra in ballo il gusto personale, credo..
Salvatore Giambelluca, 7 meses fa
Si lì entriamo nel “gusto personale” certo, ho espresso il mio parere su uno dei pezzi più belli che mi ha colpito di più, poi so che – giustamente – rimane un parere soggettivo. ; )
Tiziana Marangon, 7 meses fa
Tanto il resto cambia è il pezzo che piacerà perchè in Italia funziona così….per quanto riguarda lo strafare anche lì la penso così, proprio in questo pezzo lo fa, per questo non mi piace, ma è sempre la mia opinione….mentre canzoni che fanno la differenza non vengono nemmeno citate e SOLO è il pezzo migliore, sempre per me, non è paragonabile a nessun’altro pezzo in questo disco, sembra estrapolato dal contesto, ma io non sono ne un’esperta ne una critica e nemmeno voglio farlo!!!!solo dire la mia da fan rimasta colpita da questo lavoro!!una delle mie preferite è Mangialanima, perché spiritosa e “recitata” come solo Marco sa recitare le canzoni!!il disco mi piace per i suoni emozionanti e nuovi, perché Marco usa la voce in modo strepitoso, a volte esagera, ma a me piace anche per questo, perché si lascia trascinare dalle emozioni…..Dall’Inferno è strepitosa!!!aspettavamo un’album che rispecchiasse Marco, bene, questo album sta facendo il suo dovere!!!
Tiziana Marangon, 7 meses fa
Grazie a te per le belle parole su Marco….noi che lo apprezziamo, io fin dalla prima puntata di X-Factor, siamo piuttosto protettivi nei suoi confronti, ma il motivo è che abbiamo molta stima nei suoi confronti e nel suo talento, che per me rimane indiscusso, certo, dovrà migliorare, c’è sempre tempo per quello, ma ha potenzialità enormi e in ogni caso, come dice lui stesso, si esprime al meglio sul palco…se ancora non lo hai fatto, ti consiglio un live, rimarrai sbalordito…;)
Simona Chiofalo, 7 meses fa
Questo post conferma la mia volontà di andare ad ascoltare per bene questo disco, non appena mi sarà possibile. “Solo” è una canzone molto “tanghera”, secondo me, motivo per cui mi è piaciuta…
Anch’io penso che Marco Mengoni sia un personaggio che può costituire una delle nuove frontiere della musica italiana, la voce “c’è”, decisamente. Teniamolo d’occhio, anche attraverso i tuoi interessanti e competenti post!!