Sicurezza, Obama: errori inaccettabili
Continua la chiusura del carcere di Guantanamo. Fermato momentaneamente rimpatrio yemeniti
Di Valentina Cervelli il 6 gennaio | ore 10 : 22 AM
“Abbiamo commesso errori inaccettabili”: Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama alla nazione dopo il vertice sulla sicurezza tenutosi alla Casa Bianca.
“Non dovrà più accadere”. La rabbia del capo di stato americano per gli errori commessi dai servizi in materia di sicurezza appare evidente mentre si rivolge ai giornalisti nel corso della conferenza stampa. I mezzi per fermare un simile attentato vi erano tutte. “Vi sono state falle disastrose nel sistema di sicurezza”, ha continuato, “eravamo in possesso di tutte le informazioni necessarie per prevenire l’attentato. Ma le tessere del mosaico”, ha sottolineato, “ non sono state messe insieme”.
Quello che più indispone l’inquilino della Casa Bianca è il mancato utilizzo delle informazioni in possesso. L’intelligence statunitense, ha spiegato “sapeva che il fallito attentatore era stato nello Yemen e che si era unito agli estremisti”. Un’informazione questa che, unita alla ben nota presenza di Al Qaeda nel territorio doveva portare a controlli decisamente più serrati. Obama, dal canto suo, non intende rimanersene con le mani in mano.
“Siamo determinati a smantellare le reti terroristiche una volta per tutte”, ha annunciato, “attaccheremo Al Qaida ovunque tenti di radicarsi e distruggeremo questa organizzazione terrorista”. Contemporaneamente ha però spiegato che il mancato attentato di Natale e gli eventi ad esso succeduti non fermeranno la chiusura del carcere di Guantanamo. Anche se precauzionalmente, i 90 yemeniti ancora detenuti, non verranno trasferiti nel loro paese di origine.
Obama ha quindi richiesto rapporti più dettagliati ai propri organi di sicurezza ed ha incaricato fin da ora il direttore dell’Fbi Robert Mueller di indagare a fondo su tutti gli errori commessi in materia di sicurezza e trovare loro una soluzione. Intanto nello Yemen, in seguito ai duri scontri tra forze governative e miliziani è stato posto agli arresti Mohammad Ahmed al-Hanak, presunto capo locale del gruppo terroristico di Al Qaeda.
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