Serie A: il Milan pareggia con la Roma ed è campione d’Italia
Di Michele Furlan il 8 maggio | ore 01 : 50 AM
Ancora la Roma nel destino del Milan. Il 2 maggio del 2004 in un assolato pomeriggio i rossoneri grazie ad una rete di Shevchenko raggiunsero il loro 17° titolo. Stasera proprio all’ “Olimpico” lo 0-0 contro la squadra di Montella regala ai ragazzi di Massimiliano Allegri la matematica certezza del 18° scudetto. Con due giornate di anticipo, proprio come sette anni fa.
E’ uno scudetto pienamente meritato, quello del Milan, che arriva dopo i 5 titoli consecutivi (di cui uno a tavolino) dei cugini dell’Inter. Un successo per il quale parlano i numeri: 78 punti in 36 giornate, 23 vittorie (record stagionale), 4 sconfitte (solo Juventus, Roma, Cesena e Palermo capaci di fermare la squadra del patron Berlusconi), miglior difesa con sole 23 reti subiti e secondo miglior attacco con 61 goal realizzati. Ma non ci si può fermare alle mere statistiche davanti ad una squadra che ha dominato praticamente dall’inizio alla fine del torneo. Qualche appannamento iniziale e un po’ di difficoltà durante l’arco della stagione, ma il Milan ha dimostrato di esserci sempre vincendo gli scontri decisivi (4 vittorie tra andata e ritorno con le rivali Inter e Napoli) e dimostrando di avere la continuità necessaria per raggiungere questo traguardo.
E’ stato quindi lo scudetto di Silvio Berlusconi. Un patron generoso che aveva iniziato la stagione a luglio in maniera difficile, con critiche pesanti da parte della tifoseria che lo accusavano di scarsa partecipazione alle problematiche rossonere. Per il proprietario del Milan è l’ottavo titolo in 25 anni di presidenza (dopo quelli del 1987/88, 1991/92, 1992/93, 1993/94, 1995/96, 1998/99 e 2003/04) e forse è quello più voluto visti i grandi sacrifici economici estivi.
E’ stato lo scudetto di una dirigenza (capeggiata dagli esperti Adriano Galliani ed Ariedo Braida) che ha saputo creare un gruppo altamente competitivo, costruendolo in una estate e dandolo in mano ad un allenatore totalmente esordiente a questi livelli. Mirabili poi le scelte del mercato di gennaio, decisive per lo sprint finale.
E’ stato quindi anche e soprattutto il titolo di Massimiliano Allegri, 44 anni ad agosto ed un oscuro passato tra Cagliari, Sassuolo, Grosseto, Spal ed Aglianese. Il tecnico di Livorno ha saputo gestire una squadra formata da gregari e primedonne, compiendo anche scelte impopolari e coraggiose (come lo spostamento di Pirlo da regista a mezz’ala). Un allenatore capace di creare un’alchimia che non si è dissolta nemmeno di fronte alle difficoltà che ci sono state.
E’ stato infine lo scudetto del gruppo. Una squadra eterogenea, formata da senatori che non vincevano da tanto tempo (Gattuso, Inzaghi, Nesta, Abbiati, Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Zambrotta), da gregari che hanno sempre risposto “presente” (i vari Van Bommel, Yepes, Abate, Antonini, Flamini) e da campioni che hanno illuminato la Milano rossonera con le loro giocate (Ibrahimovic, Robinho, Pato, Cassano, Boateng, Thiago Silva).
E’ stato poi proprio lo scudetto di Milano. Ancora una volta e per la sesta occasione il capoluogo lombardo può scendere in piazza Duomo a festeggiare. Oggi la capitale del calcio italiano è certamente questa.
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