Sei pro o contro l’abolizione della caccia?
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Fabio Siciliano, 1 anno fa
Chi uccide per divertimento è un delinquente. E’ un fatto moralmente incontrovertibile. Non importa se una legge lo permetta: anche nella Germania nazista uccidere ebrei era legale, perché agli ebrei non veniva riconosciuto alcun diritto. C…ionondimeno, alla fine molti nazisti furono incriminati, processati e giustiziati come meritavano, anche se al tempo in cui commisero i loro crimini quei crimini non erano tali nell’ordinamento giuridico dell’epoca nel loro Paese. Allo stesso modo, i cacciatori sono indiscutibilmente dei delinquenti, anche se attualmente la legge non li considera come tali. La legge è spesso in ritardo rispetto alla sensibilità della gente, perché la classe politica che fa quelle leggi è spesso autoreferenziale e in gran parte scollata dal proprio elettorato. Ma col tempo le cose cambiano. Forse i cacciatori non pagheranno mai per i loro crimini, ma di certo prima o poi li faremo smettere. Legalmente.
Artemide Bagarotti, 1 anno fa
Fabio, continua pure a sognare che nello svegliarti potresti rimanere deluso…
Fabrizio Polenghi, 1 anno fa
Vergognati, paragonare i cacciatori a nazisti e delinquenti, passerò questo tuo post alle associazioni venatoria per valutare gli estremi di una eventuale denuncia.
Diego Calluzzi, 1 anno fa
@ Fabrizio
Fabrizio è una sua opinione, ognuno è libero di pensarla come crede
Picchio verde, 1 anno fa
Delinquenti sono coloro che vivono cambiando il modo di vivere dell’uomo, e si nascondono dietro la difesa degli animali per rendersi noti o importanti o peggio ancora fare i buonisti per interessi propi.
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
No, Fabio, non forziamo il significato delle parole. E’ controproducente. La legalità è definita dalla legge, è addirittura tautologico. Delinquente è chi infrange la legge. Punto.
Non esiste una cosa come il “delinquente morale”.
Il nostro punto è politico, non legale. Cioè: sulla base dei nostri convincimenti -questi sì di natura etica, estetica o quant’altro; e tutti discutibili- cercare di cambiare la legge. Per imporre -questa volta sì legalmente- una evoluzione dei costumi di chi, come i cacciatori, secondo noi è “rimasto indietro”.
Maria elena caligiore, 1 anno fa
Considero la caccia una inutile crudeltà verso gli animali e considero chi la pratica potenziale criminale.
Sa, 1 anno fa
Io sono al 100% con Fabio,
la crudeltà viene perpetuata perchè ci sono persone qualunquiste e menefreghiste che chiamano questo desiderio di giustizia…un sogno!
Io ne ho dette talmente tante e di tutti i tipi a i cacciatori che mi venivano con i loro fucili a impaurire i bambini sin sotto casa che è un anno che non si sentono spari qui intorno,
risvegliamo le coscienze e facciamoci sentire, anche se dovessimo urlare lo sdegno di una pratica così ignobile e anacronistica.
Lucio Facchini, 1 anno fa
Vorrei fare tanti commenti per esprimere il mio dissenzo contro questi atti violenti, atti penosi per un uomo che imbraccia un fucile e uccide creature libere che volano nel cielo. Dalle mie parti c’è in sacrario che ricorda un eccidio perpetrato dai tedeschi a danni di una popolazione inerme, che soggiornava in un bosco credentosi al sicuro dai continui cannoneggiamenti. Potrà mai un cacciatore capire lo stato d’animo di quei poveri infelici, che,innocenti, come ultimo istante vedevano una canna di fucile che gli sputava addosso un fuoco per ucciderli?
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Sa, vedo che non mi sono spiegato.
Anch’io condivido lo sdegno di Fabio. Ma qui la questione è semantica: semplicemente non si può, in lingua italiana, chiamare “delinquente” chi non infrange la legge.
E la legge italiana dice che la caccia è legittima.
Dunque il nostro obiettivo deve essere cambiare la legge. Se, invece di questo, pretendiamo di cambiare i nomi, facciamo un’operazione -oltre che culturalmente deplorevole- inutile, anzi, dannosa, in quanto ci rende vulnerabili agli attacchi di chi non la pensa come noi.
Mosè, 1 anno fa
LEGGETE TUTTI GENTILMENTE.
La caccia e uno sport ed è anche una filosofia di vita. In Italia per avere il porto d’arme per uso venatorio c’è bisogno di : Essere maggiorenni,non essere incesurato, superare delle difficili prove a trabocchetto sia scritte ,sia orali, sia pratiche. Essere in grado di detenere un arma facendo dei test pischiatrici, esseri capaci di sparare con un arma frequentando un corso al poligono più vicino casa tua, per il primo anno non andare mai da solo a caccia ma bisogna essere seguiti da un tutore che abbia almeno tre anni di porto d’arme.
A tute queste cose per andare a caccia bisogna aggiungere solo come tasse annuè : 66,72 € per la tassa regionale, 173,62 € tassa governativa, 12,00 € tassa provinciale ATC 67,00 € per assicurazione contro furto, danni a persone o cose. Totale spese 319,34 €
QUANDO SI PUO ANDARE A CACCIA
la caccia e aperta 5 giorni a settimana , un cacciatore di questi 5 giorni puo scegliere di andare 3 ma facciamo una piccolo conto: i mesi in cui è aperta la caccia sono 5 le settimane sono 20 i giorni venatori sono 100, un cacciatore in base alle statistiche venatorie va a caccia 1,5 volte a settimana il mese di settembre la caccia non viene effettuata perche non c’ è selvaggina .Calcolando l’ arrivo dei migratori che è a ottobre il totale è
1,5 VOLTE X 16 SETTIMANE = 24 quindi VOI CARI MIEI STATE CONDANNANDO UNA PERSONA SOLO PERCHE VA 24 GIORNI L’ ANNO A CACCIA PAGA 319,34 € DI TASSE SPENDE ALTRI 250,00 € PER L’ ACQUISO DI MUNIZIONE E INDOMUMENTI E DIETRO LA CACCIA CI SONO 282000 PERSONE CHE LAVORANO PER UN GIRO DI 32.000.000.000. DI EURO.
DATEMI UNA RISPOSTA?
Samantha, 1 anno fa
Tu parli di numeri, “caro” mio amico cacciatore,
noi parliamo di coscienza, di anima e di cuore, oltre che di cervello. Di sensibilità.
Se poi vuoi proprio parlare di numeri, perchè non citi gli innumerevoli incidenti in cui si feriscono o uccidono uomini(forse almeno a questa categoria di esseri sei sensibile) durante le battute di caccia?
E’ inutile tentare di capirsi, “caro” amico, una battaglia(per rimanere in tema)
persa. Purtroppo. Come dicevo, si tratta di sensibilità.
Sa
Mosè, 1 anno fa
ma quale sensibilita,quale coscienza,anima o cuore. Cara Mia io amo la natura, io sono la prima persona che quando vede discariche abusive nei fiumi ,nei boschi nei parchi chiamo le autorita competenti, ma questi li posso vedere solo perchè vado a caccia e ci infiliamo in zone impervie ed è propipo li che ci vuol ecoscienza. Io prendo i rifiuti lasciati dai turisti nei boschi e me li porto con me. io l’ altro giorno ho preso un airone ferito e gli è lo consegnato alla forestale, questa è cuore è anima. Noi non siamo ne assassini e ne colpevoli siamo persone ch eper hobby fanno questo sport.
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Beh, speriamo proprio che il porto d’armi venatorio venga concesso agli incensurati anzichè ai “non incensurati”!
Al di là di queste frivolezze, Mosè, anch’io trovo inadeguato parlare di numeri. Perchè, se fosse quella la discriminante, potrei lamentare che qualche poveraccio venga messo in croce se, che sò, mangia il fegato dei nemici abbattuti solo un paio di volte al mese; o dà fuoco alle case di chi gli sta antipatico non più di una volta all’anno.
Non è questo, ovviamente, il punto.
Vedi, Mosè, io, pensa e ripensa, sono venuto alla conclusione che una buona suddivisione dell’umanità si può fare tra chi segue pari pari la legge universale, quella che vede prevalere il più forte, e chi cerca di temperarla, in linea con i recenti sviluppi dell’evoluzionismo, per diminuire in qualche modo l’alone complessivo di sofferenza. Non tanto per bontà d’animo, quanto per evoluzione di pensiero: al concetto “io sono più forte, dunque ti dò una legnata e mi prendo la tua donna”, oppure “ti faccio ‘esplodere’ in volo perchè mi diverte”, sostituisce quello “forse non è tanto intelligente: domani potrei essere io ad essere meno forte, ad essere fatto ‘esplodere’ da qualcun’altro”. Gli pare più adatto, in questo stadio evolutivo dell’umanità, attribuire un valore positivo, prima che all’uomo, ai suoi bisogni, ai suoi “divertimenti”, alla vita.
Non può quindi che schierarsi contro la caccia; che è morte per sollazzo altrui. Poco gli importa se la caccia è poca o tanta. E’ il concetto che rifiuta.
Poi ovviamente ognuno , nell’ambito della legge, è libero di fare quello che gli pare. Assumendo tutti gli atteggiamenti che affondano le radici in un passato più o meno antico: antropocentrismo, “specismo”, razzismi, sciovinismi…Rinunciando così a pezzi più o meno grandi di evoluzione, accontentandosi di “verità” più ristrette di quelle che altri hanno individuato.
Ma anche quegli altri sono liberi, direi, di cercare di dar loro una mano a crescere.
Chiedi una risposta sull’indotto di 300.000 persone e 30 miliardi della caccia? Anche questo non mi pare un grande argomento: la criminalità organizzata italiana ne ha uno molto, molto più grande. Ma non per questo, credo, va tutelata.
Infine, una domandina da parte mia: che cosa vi spinge a celare la vostra identità? Picchi verdi, profeti…Cos’è che rende impresentabili i vostri nomi?
Grazie.
Mosè, 1 anno fa
caro Giuseppe Pepe .
I nostri sono punti di vista penso che fra cacciatori e medici ,fanno piu danno i medici senza armi che noi con le armi. noi cacciamo animali loro cacciano vite umane .Dove da un giorno a l’ altro ci possiamo trovare tutti . Vedi i casi di operazione di tumori inesistenti di ghiandole fantasma , di amputazione . Solo per il semplice fatto monetario più operazioni fai e più sei pagato. Qui bisogna avere un po di coscienza ed etica morale. Se tu saresti cresciuto in una famiglia di cacciatori da 4 generazioni forse la penseresti come me, oppure no. Mio nonno e mio padre fino agli anni 70 andavano a caccia per vivere , in una terra povera come la Calabria. Fare una bella battuta di caccia significava garantirti il pranzo o la cena. Vero i tempi sono cambiati e poi prima di criticare i cacciatori prendetevela con i bracconieri, loro deturpanp e rovinano l’ ecosistema facendo una caccia di opportunita a tutto cio che vola o a tutto cio che passa, sia se è tutelato o in via di estinzione. Noi Cacciamo solo alcue specie che secondo il vvf si possono cacciare, mentre loro cacciano tutto. Comunque Mosè è il mio vero nome e non è un nomignolo.
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Insomma, mi stai dicendo che, visto che hai la polmonite, tanto vale aggiungerci un bel cancro. E’ così?
Rispetto chi va (più che altro: andava) a caccia per vivere.
Non rispetto chi ci va per divertirsi.
Apprezzo, comunque, il tuo tono moderato. Cosa assai rara; specialmente, per qualche ragione, tra i cacciatori.
P.S.: Normalmente ci si identifica con nome e cognome.
giovane cacciatore, 1 anno fa
viva la caccia punto!!
riccardo sinisi, 1 anno fa
ma io vado con mio padre a caccia….caccia al cinghiale si e no ne amazziamo uno ogni due settimane. Questo cinghiale viene mangiato, non viene lasciato li per terra come certi di voi credono. Avete mai visto con amazzano i maiali nel mattatoio? non vedetelo perchè io non ho mangiato x 1 settimana di fila talmente il ribrezzo. Perciò basta critiicare i cacciatori, se un cacciatore manca un cinghiale, questo potresti ritrovartelo per strada e non sarebbe una bella cosa, non penserebe due volte prima di incornarti. Perciò evitate di lasciare certi commenti. Salve e grazie.
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Bravo “giovane cacciatore”! Per l’articolazione del tuo pensiero e per il coraggio mostrato nell’esprimerlo anonimamente.
Riccardo, ma è davvero così difficile il concetto? Voglio dire, la differenza tra uccidere per fame, o necessità, o mestiere (una schifezza, sono d’accordo con te), e farlo per DIVERTIMENTO? E’ questo il punto. Il mio, almeno. Ma, sono sicuro, condiviso da molti.
Quanto poi ad essere “incornati” da un cinghiale, beh, qui andiamo davvero sul grottesco. Primo, perchè se qualcuno incontra un cinghiale “per strada” è solo perchè qualcun’altro ne ha introdotti troppi e artificialmente. Secondo, perchè non esiste animale -se escludiamo l’uomo- che attacca la gente senza un serio motivo: fame (che non è il caso del cinghiale: non mi risulta che si cibi di carne, tantomeno umana), difesa (sua o dei piccoli).
Come vedi, siamo in molti a dover evitare di lasciare “certi commenti”.
Dott. Mosè Diretto, 1 anno fa
Ritornando al fatto dei numeri vorrei ricordare a tutti che ogni cacciatore è sottoposto a controlli da parte di: Polizia di stato, Forestale, Carbinieri, Guardia Caccia, Protezione animale. Quindi ancora il problema qualè? I morti ci sono in tutti gli sport, vedi motociclismo, vedi ciclismo, vedi formula uno, ecc.
Qui bisognerebbe cambiare affermazione e dire al posto di NO ALLA CACCIA DIRE NO AL BRACCONAGGIO , no agli illegali, no alle trappole mortali dove ci casca spesso anchel’ uomo.
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Caro Dottor Mosè, grazie per la esaustiva qualificazione. Adesso mi pare di parlare con un interlocutore reale, non con un profeta o un “giovane cacciatore”.
Resta lo stupore per la mia incapacità di veicolare un messaggio che a me sembra di una semplicità estrema: io non discuto sulla legalità della caccia, ma su quello che viene prima; l’opportunità, cioè, di rivisitare questa legalità, alla luce degli attuali livelli evolutivi (intellettuali, psicologici, ecologici…) raggiunti dalla società umana.
Solo in seconda battuta presto attenzione ai problemi -pur gravi- della INOSSERVANZA della legge (bracconaggio) e dell’USO (bassa politica) che si fa delle sue proposte di modifica.
E addirittura in terza battuta mi occupo dei rischi per l’uomo, che statisticamente scompaiono a fronte di quelli di altre attività, tipo condurre un’auto, che nessuno si sognerebbe di giudicare illegittimi. Questo approccio mi pare medioevalmente antropocentrico: trovo che sia l’uccisione dell’animale PER IL GUSTO DI FARLO ad essere incivile, dunque da abolire, non il trascurabile rischio umano.
Posso sperare in una risposta su questo tono?
Grazie.
Dott. Mosè Diretto, 1 anno fa
Caro Giuseppe qui i problemi sono due:
quello che tu dici è un punto di vista, per te uccidere un animale e una cosa da incivile, per noi amanti della caccia è una cosa normale.
Chiudere la caccia significherebbe aumentare il bracconaggio a dismisura, perchè vedi molti cacciatori patiti di caccia , farebberro i bracconieri andrebbero ugualmente a cacci a ma in modo illegale.
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Certo che è un punto di vista. Ma non sono proprio i punti di vista che si discutono, al fine di raggiungerne uno comune, magari di livello superiore? Io il mio l’ho sommariamente illustrato qualche commento fa.
Non ho visto svilupparsi, su quello, alcun dibattito.
Probabilmente la cosa non interessa. Pare più efficace -e il tuo commento me lo conferma- rimanere ad azzuffarsi sui numeri, sui danni collaterali, da una parte e dall’altra.
L’industria dell’armamento, l’indotto…tutto a rotoli? Esiste qualcosa che si chiama riconversione. Attivata magari sviluppando la cultura del tiro al bersaglio, nelle sue svariate discipline (io sono un appassionato tiratore).
La proliferazione dei bracconieri? Basta una buona legge, qualche mezzo per farla rispettare…E soprattutto, anche qui, lo sviluppo di una cultura che si opponga a quel tipo di attività, ancora oggi da troppi considerata niente più che una birichinata non priva di fascino.
Non si può basare il concetto di “giusto” e “ingiusto” sui problemi che l’una o l’altra soluzione comporterebbe. Così facendo finiremmo per definire “giusto” che muoia, nel mondo, un bambino ogni tre secondi, solo perchè se così non fosse aggraveremmo il problema demografico…
filippo merlini, 1 anno fa
Buon giorno a tutti.
Scusate la mia intromissione ma, leggendo lo scambio di messaggi fra il signor Giuseppe PEPE ed il signor Mosè DIRETTO, non ne posso fare proprio a meno.
Scopo del mio è integrare quanto detto dal signor Diretto; in primo luogo carò Mosè ti sei scordato di dare, alla nostra controparte, informazioni importanti sull’argomento…perchè oltre hai numeri ed al costo che hai indicato che in fondo sono facilmente opinabili perchè, anche a mio avviso, il fatto che paghiamo una tassa non ci da il diritto di uccidere, chi ci contesta non sà che la legge in materia di caccia (l.157/92) parla esclusivamente di PRELIEVO venatorio che sta a significare che il cacciatore potrà prelevare quel capo di selvaggina solo dopo aver dimostrato, scientificamente, che ciò è possibile e che così facendo garantirà il giusto equilibrio nella prosecuzione della specie. ESEMPIO pratico: sicuramente non sanno che, per prelevare un capo di capriolo, siamo impegnati sul territorio da febbraio a giugno, a fare censimenti finalizzati a verificare la reale consistenza della popolazione suddividendola prima per sesso e poi anche per classi di età, scusatemi il tutto sotto la sorvegliaza di guardie -a tutti i livelli- e di tecnici faunistici. Solo dopo la raccolta e l’esame dei dati ottenuti, il tecnico faunistico, redige il piano di assestamento che prima di essere messo in atto dovrà essere ulteriormente verificato ed approvato dall’ I.S.P.R.A. (ente governativo). A questo punto si saprà che, per ristabilire il giusto parametro di D.A.F.S. -leggi Densità Agro Faunistica Sostenibile ….parametro tecnico che evito di descrivere nel dettaglio limitandomi a dire che è un parametro sociale che fondamentalmente, tenendo conto dei danni che una sovrapopolazione provocherebbe: all’ambiente che la ospita, alle altre popolazioni di animali attraverso l’occupazione di nicchie ecologiche originariamente non sue, alle attività umane (agricoltura, viabilità, ect), ect, fissa il numero massimo di capi che potranno essere presenti su 100 ettari di territorio- DOVRANNO essere abbattuti “n” capi……logicamente non a caso ma: suddivisi in sesso, e classi di età. E ORA…..si va caccia….NOSSIGNORI. Prima si devono assegnari ai cacciatori i capi e l’area da cui dovranno essere prelevati i capi assegnati….poi il cacciatore andrà sul luogo e, nell’area assegnata, dovrà costruirsi, rispettando tutte le vigenti leggi, la sua postazione di attesa. La posta ed il punto di parcheggio dell’autoveicolo dovranno essere preventivamente individuati cartograficamente e la documentazione dovrà essere messa a disposizione degli organi di controllo. FINALMENTE SIAMO PRONTI PER ANDARE A CACCIA, ci si alza a buio, si preparano le attrezzature, poi PRIMA DI ANDARE bisogna compilare la scheda dell’uscita indicare mille dati e, non tenerla in tasca per esibirla ad un eventuale controllo, bensì depositarla in apposita casetta messa a disposizione dagli organi di controllo, poi, davvero finalmente si può raggiugere la propria postazione….una considerazione alla postazione bisogna arrivare a buio……ora siamo in azione di caccia….esce sul pascolo un capo di capriolo….va visonato, prima con il “lungo” poi con il cannocchiale, per verificare che il capo sul pascolo corrisponda a quello che ci è stato assegnato dal piano di assestamento e se così fosse si effettua il prelievo altrimenti si desiste.
Fatto il prelievo…..si DEVE….mettere all’orecchio del soggetto apposito contrassegno numerato assegnato dagli organi di controllo, pesare il capo a “peso pieno”, rilevare tutti i dati biometrici, pesare il capo a peso vuoto, e riportarli sulla seconda scheda che si deve compilare…..dopo di che bisogna portare il capo alla visione dei veterinari AUSL o il alternativa a soggetti abilitati che ne certificano il sesso e la classe…..e finalmente si imbuca, sempre nell’apposita cassetta, la seconda scheda……a questo punto si può fare rientro a casa.
Logicamente non è finita perchè la testa del capo prelevato deve essere conservata a disposizione dell’apposita commissione per ulteriori verifiche.
IL TUTTO SOTTO VIGILANZA
Tutto questo per dire che chi pensa che andare a caccia significhi…..avere il fucile….comprare le cartucce….e partire….sia esso cacciatore o anticaccia e comletamente fuori strada.
Certo è così se si pensa alle riserve di sparo intensivo…..o alle riserve pronta caccia….ma quella non è caccia è esattamente una attività economica così come l’allevamento, ad uso alimentare, di polli o di bestiame in genere.
Per ora mi fermo qui……tanto dovevo.
Saluti a tutti
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Grazie, Filippo, della tua esaustiva integrazione. Adesso ne so certamente più di prima sull’argomento. E la prima osservazione che mi sale, spontanea, alle labbra è: bisogna avere veramente una gran voglia di creare dolore, per sottoporsi a questa corvée…
Permettimi però di chiamarmi fuori da queste argomentazioni: avrai certo realizzato che quanto dici non tocca le idee che io ho cercato di illustrare. Io parlo d’altro.
E nessuno, finora, ha nemmeno tentato di aprire un discorso su quest’”altro”.
Pippetto, 1 anno fa
Mi fanno ridere tutti i buonisti che odiano la caccia, ma:
1) mangiano il pollo arrosto (ma forse morire a “batteria” dentro un’azienda è meno violento che una fucilata.
2) mettono il giaccone di pelle o pelliccia (ma forse la mucca non soffre quando la scuoiano)
3) adorano le grigliate (ma forse i pezzi di carne che comprano al supermercato non facevano parte di animali VIVI!!)
ecc… ecc… ecc…
L’uomo è nato cacciatore. Punto. Almeno una possibilità alle prede gli viene data. Quelle allevate dentro le Aziende NON HANNO POSSIBILITA’ DI SCAMPO! Un maiale diventerà un prosciutto. Un cinghiale sicuramente vivrà di più e meglio di quel maiale ANCHE SE CACCIATO!!!
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
E’ vero, Pippetto (ecco un altro che ha ritegno a dire il suo nome…). L’uomo è stato cacciatore; anche se, con ogni probabilità, è nato raccoglitore. E’ stato anche coperto di peli, a ripararsi nelle grotte quando andava bene, senza fuoco.
Accomodati.
Ma non è questo il punto. Il punto sta nel grottesco di continuare a interloquire senza capire -anzi, fingendo di non capire, temo- quello di cui parlo: la differenza sopstanziale tra chi uccide per necessità (animali compresi) e chi lo fa per divertimento. E’ lì che passa, secondo il mio punto di vista, la discriminante tra civiltà e inciviltà; in attesa di trovare un sistema per eliminare il cadavere dalla dieta umana.
Non sei d’accordo? Liberissimo. Ma se vuoi interloquire con me, parla di questo, per favore. Il resto non mi interessa, o mi interessa assai poco (oltre tutto, sono a buon punto sulla via del vegetarianesimo).
Grazie.
Samantha, 1 anno fa
Ridi pippetto, ma so che la tua coscienza, in fondo piange. Magari non ancora. Ma capirà.
filippo merlini, 1 anno fa
Ho riletto con più attenzione i tuoi commenti Giuseppe (Pepe) perchè prima li avevo scorsi in modo frettoloso ed un po’ sommario.
Tu paragoni la caccia al modo di vivere del più forte…..all’attentatore che fa esplodere in aria un aereo…per il gusto di farlo o perchè si ritiene più forte. Sostieni poi che l’abolizione della caccia contribuirebbe alla creazione di un mondo con meno sofferenza…governato dal raziocinio della non sofferenza degli altri…..e non dalle leggi dell’universo (del piu forte).
Personalmente e politicamente condivido il tuo mondo…sarebbe bello che nell’universo la sanità fosse a disposizione di tutti, così come l’istruzione, che non esistesse la fame nel mondo e che tutti fossimo Fratelli…certo per arrivare ai grandi obiettivi bisogna partire dalle piccole cose….ma non puoi pensare che l’abolizione del prelievo venatorio possa lenire i mali del mondo…per far quello basterebbe seguire semplicemente uno dei comandamenti cristiani….ama il tuo prossimo come te stesso….e il mondo sarebbe ok invece, fin da quando ci alziamo al mattino dobbiamo proteggerci dai nostri amici, o presunti tali, dai compagni di lavoro e da quasi tutte le persone che ci stanno accanto pronte a occupare la nostra nicchia appena ci distraiamo. Per non parlare poi del mondo politico..persone che utilizzano il potere DA NOI dato a loro con il nostro consenso elettorate per imporre il LORO A NOI….pronti a rinnegare le scelte del giorno precedente pur di restare al proprio posto.
Vedi noi non viviamo la caccia per provocare dolore, la Caccia è un modo pieno di vivere la natura..di protegere la fauna e la flora perche senza flora non vi è fauna e senza fauna non vi è caccia….certo viene ucciso un essere vivente…..ma la sofferenza che verrà data non è minimamente paragonabile alla sofferenza provocata da un’attentatore…..o a quella di popolazioni che muoino di fame o a qualunque sofferenza umana.
Personalmente sostengo che..il primo degli animali viene sempre dopo l’ultimo degli uomini…ma, credo e sono convinto che, per tante persone che demonizzano la caccia ciò non sia vero…ecco perchè forse si perdono gli equilibri del mondo.
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
No, Filippo, scusa. Io, è vero, inserisco la caccia nella logica universale della legge del più forte (che non pretendo certo di disconoscere). Quella pura, grezza, non mitigata dal parametro recentemente intervenuto nell’equazione, a detta dei moderni evoluzionisti: l’intelletto. Una scelta perfettamente legittima, benchè non condivisa da me.
Quello che certamente non faccio è invece paragonare la caccia al terrorismo: questo spinto da ragioni, “giuste” o sbagliate che siano, talvolta gravissime; la prima solo dal gusto di uccidere. Dunque, da questo punto di vista, ben più grave del terrorismo.
E neppure penso -l’ho mai detto?- che al “prelievo venatorio” siano da attribuire i mali del mondo. Penso solo che quella attività abbia la stessa, identica, radice dei mali che tu elenchi.
Nè ti seguo nella tua affermazione che la caccia sia un modo pieno per vivere la natura. Un esempio? Io, nonostante l’età, arrampico in roccia. Parto, con la mia attività, da dove voi arrivate. Mi godo la natura da prospettive lontane dai piccoli uomini con il fucile e vicine agli splendidi animali della montagna. Mi sento fratello dei corvi di montagna che mi veleggiano intorno con occhietti curiosi, non degli uomini che vorrebbero farli “esplodere” (così si dice, no?) in volo. Soffro come una profanazione gli spari che dilaniano lo stupendo silenzio, nella stessa maniera in cui soffro i rombi arroganti dei motociclisti su per i passi alpini. Mi piace fare windsurf con il mare grosso. Una volta ho attraversato il Mediterraneo in barchetta; quando il mio compagno ha pescato un tonno, ho rifiutato di mangiarlo: per me non era una preda, era un compagno di viaggio.
Mi pare che nella caccia ci sia qualcosa in meno di questo, quanto al modo di vivere la natura. E qualcosa in più: il piacere di uccidere. Che con l’amore -per la natura o per qualunque altra cosa- non ha, non può avere, nulla in comune.
La sofferenza che provoca la caccia è inferiore a qualunque sofferenza umana? Può darsi, se accettiamo il principio che la capacità di soffrire vada di pari passo con l’evoluzione del soggetto. Ma non può essere questo un motivo per aggiungere alla seconda la prima, ti pare?
E infine, no, non sono neppure d’accordo che gli equilibri del mondo si perdano temperando l’antropocentrismo. Se mai il contrario. Perchè, se provi a pensarci un momento, l’antropocentrismo assomiglia troppo a nazionalismi, sciovinismi, razzismi, campanilismi…Quelli sì perturbatori storici degli equilibri del mondo.
L’antropocentrismo affonda spesso le radici nelle religioni. Lo fa certamente nel Cristianesimo. Le menti più evolute hanno cominciato ad uscirne dopo il Medio Evo. E’ di Leonardo, se non sbaglio, l’affermazione “verrà un giorno in cui uccidere un animale sarà considerato alla stregua di uccidere un uomo”.
Personalmente, credo che quel giorno dovrebbe essere arrivato.
Spero di avere, con questo, chiarito meglio il mio pensiero.
Dott.Mosè Diretto, 1 anno fa
Un filosofo greco un giorno ferma una persona arrabbiata che andava di fretta e gli chiese, dove vai cosi di fretta – vado al tribunale per denunciare nio padre.
Perchè- perchè aha fatto morire di fame,di freddo, e di sete uno schiavo, il quale a sua volta aveva ucciso un altro schiavo ubriacone in una rissa. Ma il filoso dice perchè è giusto denunciare è perchè è sbagliato non farlo. Il ragazzo rispose perchè le cose giuste sono gradite agli dei e le cose sbagliate no.Ma una cosa è giusta perchè per natura è giusta o perchè sentiamo dentro di noi che sia giusta o sbagliata?Questa era solo una piccola premessa della filosofia Morale ed etica. Dileguarsi in questi discorsi sarebbero troppo lunghi e fuorvianti.
Comunque chi ci dice che andare a caccia è una cosa giusta e buona o è una cosa sbagliata è non giusta? Oppure si puo aver una teoria a doppio effetto, uno fa una cosa ma questa cosa porta una conseguenza con un altra tipo :un genarale dell’ esercito ordina di bombardare una base missilistica nemica, la base viene bombardata ma i bombardamenti hanno distrutto un ospedale per bambini vicino alla base.Quindi qui noi abbiamo un azione buona che era quella di distruggere la base nemica ma una azione cattiva ovvero quello della distruzione dell’ ospedale . La caccia puo essere intesa come una teoria a doppio effetto o no?
gabriele rubegni, 1 anno fa
ci sono dei valori universali che non sono certo quello di uccidere, certo non mi permetto di scrivere cose come il sig fabio ma se domani uscisse una legge in tal senso allora si voterei come lui chi ha sbagliato solo in base alla legge deve risponderne alla legge stessa quella dei codici , ma in base alla legge morale umana gia ora sono gia dalla parte del torto ,non esiste sport o valori economici che giustificano il fare del male a altri
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Continua la confusione.
Io, Mosè, non sono un “credente”. In nessun senso. Di conseguenza non credo che il giusto, quello vero, possa esserci rivelato da dio, qualunque cosa intendiamo per ciò.
L’etica, dunque, non può essere che funzione della politica. Che, nelle organizzazioni democratiche, consiste nell’espressione della volontà della maggioranza popolare. Che la esprime, solitamente per delega, attraverso le leggi.
Io poi, facendo magari parte della minoranza, potrò non essere d’accordo. E allora lavorerò -facendo informazione, dibattiti, proselitismo- per cambiare l’orientamento della maggioranza. Anzi, per creare, su quel punto, una nuova maggioranza. Che faccia una nuova legge. Che esprimerà il nuovo concetto di “giusto”.
Tutto questo, ovviamente, in teoria, come ci mostrano chiaramente i fatti della moderna politica. Ma non possiamo confondere i malfunzionamenti, le deviazioni dalla teoria, con i concetti.
Sostituire alla cattiva politica la politica arbitraria, cioè quella che agisce secondo una presunta etica di emanazione divina, o “naturale”, significa passare dalla padella nella brace. Perchè di queste presunte etiche ce ne sono a bizzeffe. E così di “verità”. Ed entreranno inevitabilmente -lo constatiamo ogni giorno- in rotta di collisione.
Chi dice che cacciare è giusto o non giusto? Ma la legge, ovviamente. Poi io potrò non essere d’accordo, come non sono, per i motivi che ormai ho ripetuto alla nausea, e cercherò di cambiare la legge.
Teoria a doppio effetto? E qui torniamo disperatamente, tormentosamente, a rispondere picche a un’apertura a cuori. Potrò mai sperare che si afferri la mia posizione? Quante volte dovrò ripetere che non sono disposto a fare un bilancio buono/cattivo nella caccia, semplicemente perchè, individuato nel gusto di uccidere il suo motore, non posso trovarci niente di “buono”?
Samantha, 1 anno fa
Giuseppe…io credo che semplicemente non sia possibile capirsi tra pro-caccia e anti-caccia… Ammiro molto il tuo tentativo di riuscire a far capire cosa ti muove e cosa pensi, ammiro il modo che hai di aprire il tuo cuore e di parlare di esperienze emozionanti, fortissime e significative…
ma..credo sia tutto inutile….
da una parte è essenziale la soddisfazione dei propri intenti e il rispetto e la difesa di un’unica categoria, gli uomini, nello specifico cacciatori,
dall’altra l’empatia e altre Doti permettono la soddisfazione solo rispettando sempre più il mondo circostante, sia esso animale, umano, vegetale.
filippo merlini, 1 anno fa
Quando alcuni messaggi fa’ ho descritto…..le operazioni da svolgere prima dell’azione di caccia…..mi sembrava talmente ovvio, tanto da omettere di scriverlo, che in tutta quella operazione il Caccitaore non uccidere per il gusto di ucidere ma perchè quell’azione mira a ripristinare il giusto equilibrio della specie prelevata in favore di essa….delle altre……e dell’uomo.
Io sono convinto che l’immobilizzazione nella gestione della natura, ed alcune aree protette ne sono esempio lampante, porta al degrado della stessa….e la normativa leggislativa va in quella direzione…..esistono già leggi che prevedo la caccia di selezione all’interno di aree protette….perchè per il contenimento di alcune specie in espansione….caprioli, mufloni, cinghiali-per fare tre esempi-, hanno oramai individuato, dopo aver sperperato denaro pubblico con catture, gabbie, chiusini, che l’unico modo per ripristinare l’equilibrio è quello di effettuare il prelievo uccidendo il capo.
All’Elba esiste un’area protetta….all’interno della quale alcune specie autoctone si stanno moltiplicando in modo esponenziale….sai come stanno cercando di fare il conteminento, dopo aver appurato che tutti glia altri mezzi sono inutili per ineficacia e dispendio di tempo e di energia di tutti (che poi per noi sono soldi!)? utilizzando le guardie venatorie per il prelievo…..esattamente loro entrano nell’area protetta e uccidono il capo prescelto, però per farlo queste devono essere pagate…perchè per loro è un lavoro e le paga tutta la collettività…e allora perchè non utilizzare i cacciatori per questo….disposti eventualmente a pagare? ……Caro Giuseppe tu, fra gli animali descritti nel messaggio del 23, parli degli occhi dolci dei corvi…beh precisamente di quelli di montagna, ma lo sai il livello di predazione che fanno i loro cugini neri, o le taccole o le cornacchie grigie. Forse no…..ma ti dicono che predano tutto senza avere nemici naturali perche anche la stessa poiana, essendo attaccata in gruppo, viene messa in difficoltà…predano nidi di altri uccelli mangiando piccoli e uova, mangialo leproti al pascolo, rane, serpenti…..per non parlare dell’agricoltura…li hai mai visti sterrare uno ad uno i chicci il mais seminati….o quando si avventano in stormo su culture in atto.
Forse, e concludo, Leonardo ha detto quella frase pensando “ai crimini comessi agli animali” che però è cosa ben diversa dal PRELIEVO VENATORIO….ribadisco però che se io dovessi scegliere fra salvare un animale ed un uomo, logicamente uno a discapito dell’altro, salverei certamente l’uomo.
Giorgio Mariani, 1 anno fa
Sia sul Corriere della Sera che sulla Gazzetta dello Sport è stata pubblicata una campagna a favore della Caccia, e il titolo è emblematico: “La Caccia se la conosci.. la RISPETTI! W la caccia!!!
Dott. Mosè Diretto, 1 anno fa
Per me è giusto andare a caccia, vivere la natura e rispettarla.Ma la cosa che io non capisco ma la pesca perhè non viene paragonata come la caccia. Noi abbattiamo uccelli che volano , i pescatori abbattono pesci con un filo di lenza e un amo che le entra nella gola, o con un fucile ad aria compressa o con le reti .Qui anche come motore c’è il gusto di uccidere . Ma, la risposta più scema che io ho sempre sentito e che i pesci sono milioni, invece gli uccelli sono pochi. Invece no gli uccelli sono milioni quanto i pesci certo non in proporzione. Quindi noi dato che siamo uomini non dovremmo uccidere per divertimento nonostante noi ci nutriamo dei capi abattuti . Allora: da ora in poi chiuderemo la caccia e il suo flusso economico sul pil nazionale, chiuderemo la pesca e il suo flusso economico sul Pil, Chiuderemo gli allevamenti di polli capre maiali, bovini,pecore ecc, e ci nutriremo solo di prodotti vegetali, MA attenzione per mangirti i prodotti vegetali dei uccidere una pianta , quindi non è giusto , allora camperemo d’ aria.
Leo De Gred, 1 anno fa
Mi piacerebbe molto sapere se questi che sono cosi apertamente contro la caccia sono tutti vegetariani….!!!??? se non lo fossero ogni loro discorso parrebbe un puro controsenso… non so mi spiego!
Dott. Mosè Diretto, 1 anno fa
Vorrei ricordare a tutti, che il cacciatore si nutre di cio che caccia, non fa scoppiare in volo solo gli uccelli e poi se ne va ,perche li porta a casa , e crea delle pietanze con la selvaggina abbattuta. Vorrei ricordare che ci sono molti libri sulle pietanze della selvaggina cacciabile, MA GIA’ dato che la caccia e la pesca la chiudiamo e inutile pure scrivere libri, sulla selvaggina. Ma le armerie che fine faranno, li chiudiamo dato che non ci sono più cacciatori, gli ambientalisti che fine faranno, i politici che cercono di prendere voti con la scusa di chiudere la caccia cosa diranno ai comizi. Qui non si tratta NE DI POLITICA, NE DI ECONOMIA , NE DI SUICIDI, NE DI ASSASSINI, NE DI DIVERTIMENTO, MA SI TRATTA SOLO DI PUNTI DI VISTA TRA PERSONE . Cmq io non scrivero più su questo blog se qualcuno mi vuole contattare in privato qui c’ è il link di facebook dove troverete anche la mia e-mail
Samantha, 1 anno fa
Se ti piacerebbe molto sapere, Leo,
ecco la mia risposta,
innanzitutto credo che la scoperta della propria coscienza cominci e pian piano si diffonda. Credo che scoprire se stessi e conoscersi sia un processo che duri tutta la vita. L’importante è cominciare.
Io ho cominciato ad avere problemi a mangiare animali all’età di circa 8 anni. Quando in una gita per acchiappare lumachine da mangiare, ebbi un tet a tet con le antennine di una di queste. Si ritraevano, lei aveva paura! Mentre tutti le mettevano nel sacco io le liberavo…. Da quel giorno non mangiai più lumachine. La mia coscienza aveva dato un primo segno. Il percorso continuò, passando per gli occhi dolci di un coniglio e poi per gli altri animali.
Ma la caccia va ben oltre il mangiare animali. La caccia porta con i suoi rumorosi spari da tachicardia e con i suoi pericoli costanti per tutti noi che in mezzo alla natura ci camminiamo per goderla,
un messaggio terribile, che va tanto di moda anche in altri campi:
” E’TUTTO MIO”
mio il silenzio da distruggere
mio lo spazio da invadere accanto alle case
mio il verde da sporcare con le cartuccie
miei gli animali che ammazzo
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Sono con te, Mosé. Nemmeno io scriverò più su questo blog.
Perchè sono con te, Samantha: è inutile.
Io vorrei davvero dialogare. Perchè penso che solo così si possa “crescere”, tutti, me compreso. Ma non ce la faccio proprio a dibattere posizioni intellettualmente insultanti come lo spirito missionario del cacciatore; come le confusioni tra “pietanze” e concetti, tra rispetto per la natura e gusto di trasformare quell’universo che è ogni vita in un brandello di carne sanguinolenta; come le fallacie logiche di chi finge di non sapere che, se ci sono sovrappopolazioni, è perchè siamo noi che abbiamo turbato gli equilibri ecologici, noi che abbiamo fatto “introduzioni” scriteriate, non perchè non ammazziamo abbastanza animali; come lo stesso ricorso al termine
“prelievo”, che rivela l’assimilazione della cancellazione di una vita a un’estrazione mineraria, a un’operazione bancaria.
Io vorrei davvero dialogare. Senza essere costretto a decifrare idiomi che troppo sovente hanno poco a che vedere con l’italiano (chissà se c’è una relazione tra caccia e povertà lessicale: sarebbe interessante un’analisi). E questo non per snobismo, non per sterile voglia di purismo, ma perchè il linguaggio è una convenzione: meno la si rispetta, meno ci si capisce.
Io vorrei davvero dialogare. Ma dialogo significa cercare di capire che cosa dice l’interlocutore, e cercare poi di ribattere a tono. Cercare di trovare dei punti di accordo. Magari, auspicabilmente, di livello e qualità più evoluti rispetto a quelli di partenza.
Questo non è un dialogo. E’ una serie di monologhi.
Io vorrei davvero dialogare. Ma forse non sono all’altezza. Forse è troppo presto. Forse ci riusciranno i nostri figli, a livello di civiltà più evoluto. Sempre se ci sarà un’evoluzione della civiltà. Per ora, francamente, non ne vedo i segni.
Giuseppe Pepe, 1 anno fa
Brava Samantha! Hai detto, in due parole, quello che io non sono riuscito a dire in molte: E’ TUTTO MIO.
filippo merlini, 1 anno fa
Commento giustissimo GIORGIO MARIANI ……è proprio vero “La Caccia se la conosci.. la RISPETTI! …..per questo a tutti dobbiamo descrivere ed illustrare il nostro mondo….modo di essere e di vivere! ……alla fine noi rispettiamo la natura più di altre persone…..che ci demonizzano sfruttando l’ignoranza della gente che pensa che caccia significhi……solamente uccidere indiscriminatamente. Amici CACCIATORI siete a conoscenza di questa proposta di legge fatta dall’ONOREVOLE BASILIO CATANOSO, noto esponente del Pdl affiliato alla parte anticaccia, ha inviato una lettera a tutti i parlamentari per sollecitare l’adesione alla proposta di legge presentata insieme ai colleghi Fiorella Ceccacci Rubino, Gabriella Giammanco, Gianni Mancuso, Barbara Mannucci e Manuela Repetti sulle “modifiche all’art. 842 del codice civile e alla L. 157/92, in materia di abolizione del diritto di accesso al fondo altrui per l’esercizio della caccia”.
“A prescindere dalle personali posizioni di ognuno di noi sul tema della caccia – scrive Catanoso ai deputati– la proposta mira a tutelare il diritto alla proprietà privata sancito e regolato dalla nostra Costituzione, la cui comprensione è possibile solo in presenza di rilevanti interessi generali”. “La proposta – continua la lettera – vuole riconoscere al proprietario di un fondo la facoltà di impedire che nello stesso si acceda armati e con l’intenzione di usare l’arma”
giovanni, 12 meses fa
e inutile che parlate tanto e fate i moralisti tanto non riuscirete mai a chiudere la caccia e ripeto mai!!
Osvaldo, 12 meses fa
Tanti anni fa il mio hobby era la caccia.
Oggi caccio con la macchina fotografica.