Se Montezemolo si candida

Luci e ombre di una prospettiva. La “profezia” di Marchionne e il conflitto di interessi

Di Luciano Izzo il 26 agosto | ore 15 : 59 PM


L’ipotesi di un Luca Cordero di Montezemolo prestato alla politica si fa ogni giorno che passa più verosimile. Le premesse ci sono tutte: una carriera all’insegna del talento, del successo e degli onori, la percezione diffusa della necessità di un cambiamento radicale nella situazione economica e sociale del Paese, ed un think tank (Italia Futura) già pronto a scombinare le carte trasformandosi in un nuovo partito. Ma i nodi da sciogliere sono molti.

LE PAROLE DI MARCHIONNE – L’ennesimo segnale è giunto a sorpresa ieri da Rimini, dove Sergio Marchionne, ha accordato di fatto il suo benestare all’eventualità di un ingresso di Montezemolo in Parlamento. «Io continuo a consigliargli di non farlo, ma se decidesse di scendere in politica avrebbe il mio appoggio» ha detto l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler. Le reazioni sono state molteplici. Dalle colonne del «Fatto quotidiano», Lidia Raveri, scrittrice, non esprime dubbi. E parla, riferendosi a Montezemolo, Marchionne e Della Valle, di «un pool di padroni che, avendo smarrito anche l’ultimo briciolo di fiducia nelle capacità di Berlusconi di lavorare anche per loro, hanno deciso di arrangiarsi da soli». Anche su internet, opinioni discordanti si rincorrono. Vittorio Feltri, dal canto suo, ha pubblicamente consigliato all’attuale Presidente della Ferrari di lasciar stare la politica. «Ho un cattivo presentimento» ha scritto dal suo blog «Immagino decine di cronisti (amici del giaguaro) al lavoro per demolire la reputazione di Montezemolo. La vita di un uomo è piena di episodi che si possono interpretare in mille modi, ecco, basta interpretarli malignamente e il gioco dello sputtanamento è fatto. Poi ci si mettono magari anche dei pm d’assalto: per loro aprire un’inchiesta è come accendere una sigaretta. Le inchieste si aprono e si chiudono. Ma finché non si archiviano sono dolori».

CONFLITTO DI INTERESSI – Ed a proposito di inchieste, è proprio Montezemolo ad essere indagato a Capri per abuso edilizio. L’illecito è solo presunto, ma la circostanza basta da sé a far sollevare un timore: e se venisse fuori che lui è un altro di quelli con il pallino delle leggi ad personam? A ripresentarsi è il sempiterno e mai risolto problema del conflitto di interessi, che però non trova spazio solo in una vicenda di carattere penale in sé di poco conto, ma anche e soprattutto nel fatto che Luca Cordero di Montezemolo è un big dell’industria, essendo Presidente del cavallino rampante ed avendo stretti legami con la Fiat e con una nuvola di altre imprese. Ci si può attendere che rinunci ai suoi numerosi ruoli per dedicarsi alla politica pura?

UN CAVALIERE BIS? – Qualora Montezemolo decidesse di buttarsi in politica, se negherà il conflitto di interessi, il rischio in agguato sarà quello di una discesa “in pista” non troppo dissimile dalla discesa “in campo” di Berlusconi. Ma di un altro Cavaliere (Montezemolo lo è dal 1998) si può ragionevolmente presumere che l’Italia del futuro non avrà bisogno. Davanti a lui, quindi, è questa la prima sfida che si apre: essere o rappresentare un’alternativa credibile. E non solo a parole.

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