Scuola: il 30 per cento degli edifici non è a norma
Diffuso il rapporto di Cittadinanzattiva sulla situazione degli edifici scolastici italiani. Aule degradate e sovraffollate, edifici senza certificazioni e manutenzione.
Di Antonio Tomeo il 22 settembre | ore 08 : 47 AM
Barriere architettoniche, mancanza delle elementari norme di sicurezza, impianti elettrici non idonei, ma anche sedie e banchi rotti, cavi volanti e finestre rotte. Non è la fotografia di edifici da abbattare, ma quella delle scuole italiane. Nel nostro paese il 28 per cento degli istituti scolastici non è in regola: malmesse, degradate e sempre più affollate. Questo è quanto esce dal rapporto redatto da Cittadinanzattiva (movimento di partecipazione civica).
Il IX Rapporto “Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici”, nato dall’indagine su 88 scuole appartenenti a 13 Province di 12 Regioni (Piemonte, Lombardia, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) mostra come le scuole siano “un luogo in cui sarebbe meglio che i nostri figli non entrassero”. Nel 18 per dei casi analizzati sono stati riscontrati distacchi di intonaco, nel 21 per cento i pavimenti sono sconnessi, nel 23 per cento dei casi le finestre sono rotte mentre più della metà delle aule (56 per cento) non ha le tapparelle o le persiane. I banchi e le sedie sono rotte (rispettivamente nel 13% e nel18% dei casi) e un decimo delle scuole presenta barriere architettoniche (9%) che rendono difficoltosa la vita scolastica per i disabili: soltanto l’11% delle scuole dispone di un’apposita entrata priva di ostacoli; gli edifici situati a piano terra sono l’8% dei casi; quelle che dispongono di ascensore sono il 61% ma nel 7% dei casi l’ascensore non è funzionante. A tutto va aggiunto che il 28% degli edifici scolastici è del tutto fuorilegge, perchè privo delle certificazioni e dei requisiti di base previsti dalla legge sulla sicurezza (81/08, ex 626/96).
Non cambia di molto la percentuale se si guarda alla situazione igienico-sanitaria: la certificazione è presente solo nel 40 per cento dei casi. Particolarmente deficitaria la situazione dei bagni, al vertice della hit degli ambienti più sporchi: nel 32% manca la carta igienica, nel 42% è assente il sapone, il 63% è sprovvisto di asciugamani. Il dato più grave, però, è quello relativo alla certificazione di prevenzione incendi: ne è provvista soltanto poco più di una scuola su 4 (28%), anche se le prove di evacuazione vengono realizzate con regolarità nel 95% dei casi, un dato in costante aumento rispetto agli anni precedenti.
Secondo l’associazione che ha redatto il rapporto però “le attività di prevenzione vanno estese alle famiglie, coinvolgendole nella conoscenza e nella formazione rispetto ai rischi (naturali e non) presenti sul proprio territorio. Per questo si è scelto di dedicare la IX Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole (25 novembre 2011) ai “Genitori a scuola di sicurezza” in cui si punterà a coinvolgere anche le famiglie”.
La situazione degli edifici non è la sola questione a preoccupare. Dal Rapporto emerge che le classi con più di 30 alunni, le cosiddette “classi pollaio”, sono 21 su un totale di 1234, ossia l’1,7%. Dato che non coincide con i dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione, secondo cui il numero di classi oltre i parametri stabiliti è pari a circa lo 0,6% delle aule. Dato che in percentuale potrebbe non colpire, ma trasformato in valore assoluto su circa 370.000 aule quelle con più di 30 alunni ammonterebbero a 2.220, per un totale dunque di oltre 66mila studenti.
Secondo Cittadinanza è necessario “rendere nota immediatamente l’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Senza una completa e aggiornata mappatura dello stato degli edifici scolastici italiani, è impossibile passare dall’emergenza ad una vera programmazione degli interventi. Bisognerebbe inoltre varare un regolamento – continua l’associazione – che indichi con chiarezza, competenze, obblighi, funzioni e responsabilità dei diversi soggetti coinvolti in materia di sicurezza scolastica”.
Sulla questione dei fondi, l’associazione ha le idee chiare: “È urgente definire l’effettiva entità dei finanziamenti necessari per l’edilizia scolastica ed occorre dare organicità e stabilità nel tempo ai finanziamenti stessi attraverso un piano quinquennale basato, anzitutto ma non esclusivamente, sui fondi ordinari. In nome della autonomia scolastica, inoltre, chiediamo l’affido dei fondi e delle funzioni legati alla manutenzione ordinaria, direttamente alle scuole”.
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