Scontri in Val di Susa, l’ora delle polemiche

Di Paolo Gallazzi il 28 giugno | ore 16 : 42 PM


Dopo la lunga giornata di ieri, caratterizzata dai violenti scontri tra agenti di polizia e manifestanti No Tav, che si opponevano all’apertura del cantiere per l’alta velocità in Val di Susa, e conclusasi con il bilancio di un’ottantina di feriti, oggi è tempo di condanne e polemiche. Su entrambi i fronti.

“Abbiamo ascoltato tutti – sono state le parole del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi – sentito le ragioni delle diverse parti e lavorato per arrivare a soluzioni condivise, ma ora non si può più perdere tempo altrimenti rischiamo di restare fuori dall’Europa e questo sarebbe inaccettabile”. Ed il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, aggiunge la propria voce: “Lo Stato non può assolutamente arrendersi di fronte a dei protestatari”. Ed ha poi aggiunto: “La Tav è considerata una priorità da parte dello Stato. I lavori inizieranno e andremo avanti”.

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, si dichiara ferma sostenitrice del progetto, evidenziando che “la Tav è un’opera fondamentale per lo sviluppo dell’Europa e una infrastruttura importante per mantenere i collegamenti italiani a livello internazionale”. Inoltre “un Paese come l’Italia, civile e democratico, non può permettersi la permanenza di un presidio come quello di Maddalena al di fuori della legalità”.
Sullo stesso piano l’intervento del governatore Roberto Cota. “La Tav – ha detto – è un’opera assolutamente necessaria per il Piemonte e per l’intero sistema Paese. Non si può confondere la posizione della Val di Susa con l’azione di violenti facinorosi. Le forze dell’ordine stanno facendo rispettare la legalità e a loro va il mio pieno sostengo e solidarietà”.

Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, difende i suoi: “Le donne e gli uomini delle forze di polizia sono chiamati a far rispettare disposizioni legittime e lo fanno a prezzo di enormi sacrifici, non “contro” qualcuno ma per garantire i diritti di libertà di tutti, a partire da coloro che esprimono il loro legittimo dissenso nelle forme consentite dalla legge”. Mentre secondo il segretario nazionale di Rifondazione Paolo Ferrero, che ha prontamente espresso la propria indignazione con il prefetto di Torino, la polizia avrebbe “riempito di lacrimogeni l’area del piazzale dove oramai è concentrata tutta la gente. Un lancio di lacrimogeni senza senso, solo per gasare la gente”. Ma l’Associazione Nazionale dei Funzionari di Polizia ha immediatamente replicato che “i lacrimogeni non si usano né per diletto né per gasare i manifestanti, ma al termine di una progressiva e proporzionale azione tesa a disperdere i dimostranti con la finalità di non far del male a nessuno”.

Critico anche il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, che prende posizione a fianco dei No Tav. “Sono fondamentali le infrastrutture e l’intermodalità – queste le sue parole – ma non pensiamo che bisogna imporle a manganellate, se bisogna usare il manganello allora meglio usare il mulo”.

Più moderata la posizione assunta dal segretario del Pd. Luigi Bersani ha aspramente condannato ciò che è accaduto ieri in Val di Susa, tuttavia riconosce parte della responsabilità all’infiltrazione nel movimento di protesta da parte di “frange violente”, da condannare e contrastare. “Nel confronto si poteva far meglio, bisogna far di più – spiega – ma non possiamo consentire l’idea che il processo venga bloccato”.

Questa è la sintesi, non del dibattito, di fatto inesistente sull’argomento, ma dei commenti “a cose fatte” dei diversi esponenti della classe politica. Due cose risultano immediatamente evidenti. La prima: il “problema Tav” non rappresenta una crisi improvvisa. Il movimento esiste ufficialmente da quasi un decennio, le manifestazioni sono state numerose ed hanno coinvolto decine di migliaia di persone (il 16 novembre del 2005 durante una marcia da Bussoleno a Susa si contarono 80 mila partecipanti). Azioni “decise” da parte dei No Tav si sono susseguite numerose ed in alcune circostanze si è arrivati, già in precedenza, a scontri con le forze dell’ordine. Il campo della Maddalena, sgombrato a forza con l’azione di ieri, era stato occupato dai manifestanti sin dalla fine di maggio e se si è giunti a questo punto risulta palese il totale disinteresse al dialogo della classe dirigente, che pare essersi accorta solo ora della presenza dei No Tav.

Indifferenza, e qui veniamo al secondo punto, che si estrinseca anche dalle parole di tutti i leader politici che incentrano la polemica di oggi sull’intervento, sconsiderato da una parte, provocato dall’altra, delle forze dell’ordine. Mentre il nucleo centrale del problema non viene affrontato. E’ evidente che non ci si possa permettere di restare fuori dall’Europa, ma altrettanto evidente è che non si debba ignorare l’opinione dei cittadini sacrificandola sull’altare dell’Unione Europea. Chi scrive non ha di certo simpatia per quei facinorosi che esasperano le tensioni per portare il confronto politico sul piano dello scontro fisico, tuttavia a questo punto è lecito porsi una domanda: che cosa saranno costretti a fare i cittadini della Val di Susa per poter essere finalmente ascoltati?

Controcorrente , , , , , ,

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2 Commenti

  1. annabel, 11 meses fa Replica

    non diciamo corbellerie su mezzi di informazione qualificati come “testata giornalistica”. chi scrive evidentemente non sa che siamo in una democrazia. la democrazia funziona che la maggioranza vince. purtroppo rimane la minoranza in disaccordo ma è il prezzo della democrazia.

    qui abbiamo uno stato democratico che prende una decisione a scapito di una minoranza. abbiamo delle leggi e lo stato a agito in basse a queste leggi. tutto il resto è illegale. illegale. il resto sono chiacchiere.

    uno stato deve fare di tutto per garantire la legalita e il rispetto delle leggi. qui il primo che arriva comanda. cosi non puo funzionare una democrazia.

    la situazione a napoli con i rifiuti è uguale. lo stato deve intervenire con la forza dove ci sono occupanti ILLEGALI che non fanno passare i camion con i rifiuti.

    La costituzione dice che lo stato puo e deve ricorrere all’uso della forza per il rispetto della legalità!

    allora qui nel mio quartiere a milano non vogliamo una strada o una linea metro e boicottiamo chi prova a farla. solo in italia si vedono queste cose.
    siamo all’assurdo.

  2. Paolo Gallazzi, 10 meses fa Replica

    Ho letto più volte il Suo commento, ma proprio non sono riuscito a capire a cosa Lei si riferisca con il termine di “corbellerie”. Al fatto che si sostiene che la classe dirigente abbia sottovalutato il problema e che si sia limitata a polemizzare “a cose fatte”? Oppure che si sia criticata la mancanza di dialogo tra gli esponenti No Tav (quelli veri) ed i rappresentanti del governo?

    Forse Lei ha creduto, erroneamente, che si parteggiasse per il movimento di protesta e ne si sposasse la causa. Ma questo non è scritto da nessuna parte. Semplicemente si è voluto far notare come nel nostro Paese sia costume prendere posizione solamente quando un fenomeno assume un’importanza mediatica di un certo livello, ma anche una volta raggiunta una visibilità sufficiente i termini della discussione rimangono superficiali e volti solamente a mantenere un’immagine di interesse “dovuto”, non mirano ad affrontare e risolvere il problema alla radice. Con l’espressione “che cosa saranno costretti a fare i cittadini della Val di Susa per essere finalmente ascoltati?”, che è forse la frase che ha turbato la Sua sensibilità, si intendeva proprio questo.

    Per fare chiarezze la informo che la mia personale posizione è a favore della costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità, perché le motivazioni espresse dal movimento No Tav non sono state in grado di convincermi. In questo momento, poi, mi sento particolarmente vicino alle forze dell’ordine.

    Lei ha scritto: “la democrazia funziona che la maggioranza vince. purtroppo rimane la minoranza in disaccordo ma è il prezzo della democrazia.” Ma non è così. Democrazia significa governo del popolo e non governo della maggioranza. Quest’ultima, anche se liberamente eletta, può promuovere leggi e provvedimenti impopolari. Guardi che cosa è accaduto con l’ultima consultazione referendaria. Per non parlare di quanto avvenuto in Germania i giorni successivi al disastro di Fukushima, quando la folla è scesa in piazza ed ha spinto il governo tedesco a cambiare completamente la propria politica energetica.

    Inoltre Lei ha scritto che “qui abbiamo uno stato democratico che prende una decisione a scapito di una minoranza. abbiamo delle leggi e lo stato a agito in basse a queste leggi. tutto il resto è illegale. illegale. il resto sono chiacchiere.” Mi dispiace ma il resto non sono chiacchiere, sono opinioni e come tali vanno rispettate.

    Naturalmente sono d’accordo con Lei nel sostenere (così come ho fatto nell’articolo) che la violenza e l’illegalità vadano sempre condannate. Le voglio ricordare, comunque, che la causa scatenante di tali violenze è da attribuire ai radicali No Tav, che provengono in larga parte da centri sociali non direttamente collegati con la Val di Susa, ed all’infiltrazione di quel gruppo di facinorosi che si fanno chiamare “Black Blocs” e che trovano terreno fertile proprio là dove si crea un blocco nel dialogo tra manifestanti ed istituzioni.

    Spero di essermi chiarito.


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