Sanita’: Regioni aspettano convocazione Governo su costi standard

Di Redazione il 9 agosto | ore 15 : 18 PM


Salute –

Roma, 9 ago. (Adnkronos Salute) – Non solo ticket: molto presto le Regioni potrebbero dover fare i conti con un’altra novità che rischia di ‘stravolgere’ la gestione della sanità locale. Si fanno sempre più fitte, infatti, le voci su una possibile accelerata dell’introduzione del meccanismo dei costi standard in sanità, che al momento è prevista per il 2013. Al riguardo – a quanto apprende l’Adnkronos Salute da fonti vicine alla presidenza della Conferenza delle Regioni – arrivano poche parole, ma chiare: “Aspettiamo una convocazione del Governo per discutere di questa eventuale accelerazione. La nostra non è una posizione di chiusura, ma vogliamo discutere di contenuti”. Il decreto legislativo sulla determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario prevede che per la determinazione dei costi standard si prenderanno a riferimento tre Regioni (una del Nord, una del Centro e una del Sud e delle quali almeno una deve essere di piccole dimensioni geografiche), scelte dalla Conferenza Stato-Regioni tra le cinque migliori indicate dal ministro della Salute. Le cinque saranno quelle che avranno garantito l’erogazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) in condizioni di equilibrio economico, senza essere assoggettate a piani di rientro e con livelli di erogazione dei servizi ritenuti appropriati, efficienti e di qualità. Tutte disposizioni che il decreto legislativo 68/2011 stabilisce a partire dal 2013. Ma se il Governo – spinto dalla crisi dei mercati ad anticipare di un anno alcuni tagli già previsti dalla manovra economica di luglio – decidesse di dare un’accelerata all’introduzione dei costi standard in sanità, come reagirebbero le Regioni? A fronte della cautela espressa dall’area della presidenza delle Regioni, che è in attesa di confronti sul Governo al riguardo, c’è chi si dichiara già pronto a partire. E’ il caso dell’assessore del Veneto e coordinatore di tutti gli assessori alla Sanità regionali, Luca Coletto: “Il Veneto è già pronto, tanto che abbiamo introdotto il criterio già nel riparto delle risorse 2011″. Per Coletto, “accelerata o no, l’introduzione dei costi standard il prima possibile è fondamentale per rimettere in sesto e ridare equità alla spesa sanitaria nazionale. Però – aggiunge – parliamoci chiaro: per individuare i costi standard bisogna partire da criteri standard”. L’assessore fa quindi un esempio automobilistico: “Dobbiamo decidere – spiega – che ci muoveremo tutti con la stessa automobile, che costa uguale e consuma uguale. Se qualcuno pensa di poter andare in Ferrari e che il pieno lo paghi qualcun’altro si sbaglia di grosso”. Intanto vanno però individuate le tre Regioni benchmark. “Mi auguro vivamente – sottolinea Coletto – che sia fatto entro l’autunno. Non faccio nomi, ma l’identikit: devono essere Regioni in equilibrio di bilancio; con un rapporto equilibrato tra pubblico e privato; e che eroghino correttamente in tutto e per tutto i Livelli essenziali di assistenza (Lea)”. Se i costi standard in sanità dovessero davvero essere introdotti in anticipo, qualche Regione potrebbe subire un contraccolpo. “Forse – spiega Coletto – quelle che magari ancora pensano di poter andare in Ferrari facendosi pagare il pieno dalle altre. Di sicuro ci saranno Regioni che, inizialmente, avranno maggiori difficoltà, perché chi parte da più lontano fa più fatica ad arrivare alla meta. Però – conclude – è una sfida che sarebbe insensato non accettare, in tutta Italia a prescindere da tutto”.

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