Sanchez verso il Barcellona, il trionfo del calcio dei “piccoli”
Di Massimiliano Bruno il 7 giugno | ore 19 : 22 PM
Il fenomeno dell’Udinese Alexis Sanchez è ad un passo dal Barcellona: 30 milioni più il cartellino del gioiello Bojan Krkic in cambio di uno degli attaccanti più esplosivi del panorama mondiale, letteralmente esploso quest’anno nel campionato italiano dopo due stagioni di ambientamento.
Dicembre ’88, classe cristallina, velocità impressionante sia nel breve che in progressione, dribbling, ottimo uso di entrambi i piedi, capacità di servire assist e decisivi e buon fiuto del gol. Attaccante nel pieno della sua evoluzione e maturazione calcistica, colpo a prescindere per chi lo acquista. Altezza? 168 centimetri. E quella dei suoi futuri compagni di reparto? Messi (169), Pedro (169), Villa (175), il più “alto” del prossimo quartetto offensivo blaugrana.
Una squadra che ha fatto proprio della velocità e della mobilità dei propri attaccanti, della tecnica di base, del gioco palla a terra e dell’estenuante possesso di palla i tratti distintivi degli innumerevoli successi conseguiti negli ultimi anni (dal 2005 al 2011 cinque titoli nazionali e tre Champions League). Il calcio più spettacolare e vincente al mondo, secondo l’esempio catalano, passa per tali caratteristiche: sono i piccoletti terribili a fare la differenza, discorso applicabile anche al settore di centrocampo considerando le stature di Iniesta e Xavi, centrocampisti (secondo e terzo nella classifica dell’ultimo Pallone d’oro) “piccoli” ma oltremodo dotati tecnicamente e veloci nella circolazione della palla.
Un modello al contrario mai esportato nel campionato italiano, dove la fisicità è uno degli argomenti in base al quale si sceglie un calciatore e l’intensità diventa uno dei tratti peculiari di chi vuole inseguire un gioco armonioso e non basato prevalentemente sull’aspetto difensivo. Più volte i cosiddetti “piccoli” sono stati scartati: vedi Giovinco, non ritenuto “all’altezza” della Juventus, vedi soprattutto Giuseppe Rossi, evidente dormita dei club nostrani che non hanno riposto la fiducia su un calciatore assolutamente decisivo e, non a caso, nel mirino proprio del Barcellona.
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