Salta l’accordo tra Santoro e La7. Perchè?
Di Paolo Gallazzi il 30 giugno | ore 19 : 07 PM
Sono state interrotte le trattative con Michele Santoro a causa di inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti tra autore ed editore
Con questa nota Telecom Italia Media comunica l’avvenuta frattura tra l’ex conduttore di Annozero e la società guidata da Giovanni Stella. L’annuncio ha avuto immediate ripercussioni sul mercato azionario dove il titolo di TI Media, quotato in Piazza Affari, ha subito un calo del 4,59%.
Durissime le parole di Michele Santoro che dichiara: “Siamo di fronte ad una nuova, eloquente ed inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse”. Secondo il giornalista, infatti, non esisterebbe nessuna giustificazione editoriale a motivare la rottura di un accordo già praticamente concluso ed accolto da una crescita record del titolo azionario. “Naturalmente non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni – prosegue Santoro – ma parla da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto La7 ad ospitare un programma come il nostro nella sua offerta”.
Ci si è trovati di fronte, sostiene Santoro, alle stesse norme contrattuali, considerate dal giornalista lesive della libertà di stampa, che vengono imposte in Rai alla conduttrice Milena Gabanelli. Tuttavia “per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate”. Così facendo sia Michele Santoro e la sua redazione che l’editore avrebbero avuto l’opportunità di rivalutare se fosse il caso di interrompere la collaborazione oppure di continuare sulla strada intrapresa.
“Perché hanno cambiato idea? Chi ha interesse ad impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?”, si chiede il giornalista che poi conclude: “Per tornare a crescere l’Italia deve liberarsi del conflitto di interesse e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della libertà di opinione e della libertà di mercato. Sulla scia del successo di Tuttiinpiedi, con l’aiuto fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia”.
A difendere la posizione del conduttore scende in campo l’Idv, che, attraverso il portavoce Leoluca Orlando, chiede che il consiglio d’amministrazione della Rai riprenda in considerazione il reintegro di Michele Santoro tra le proprie fila. Quanto avvenuto sarebbe “è la conferma che il regime berlusconiano sta vivendo gli ultimi pericolosi colpi di coda” ed è quindi “chiaro a tutti che l’Editto Bulgaro emanato dal Presidente del Consiglio nei confronti di trasmissioni sgradite a Palazzo Chigi come Annozero non solo è ancora in vigore, ma ha ormai superato il duopolio Rai-Mediaset.
Questa decisione colpisce tutti i cittadini, che vengono privati di una voce libera come quella di Michele Santoro, e calpesta definitivamente l’articolo 21 della Costituzione. Siamo in presenza di un vero e proprio vulnus della democrazia”. Orlando continua sostenendo che ormai la Rai non ha più alcun “alibi” valido poiché Santoro è ancora disponibile ad un ritorno nell’azienda di via Mazzini. “Gli oltre 8 milioni di telespettatori meritano rispetto e aspettano un segnale dalla dirigenza. Lorenza Lei dimostri che non ha nulla a che fare con la lobby piduista di Bisignani”.
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Miriam Pierro, 10 meses fa
Secondo me hanno capito in tempo che e’ una persona che distrugge non costruisce, uno che fa terra bruciata e crea problemi legali e non vuole sottostare a nessuna regola di mercato. Ora grida al complotto ma secondo me hanno capito che potenzalmente erano problemi e una incognita di share e hanno sospeso, magari riprendono se rinsavisce anche se dubito, sembra come Charlie Sheen ….. pensava di essere insostituibile ….