Ru486: la pillola abortiva vista dalle donne
Dubbi morali ed etici su un rimedio farmaceutico alle gravidanze indesiderate
Di Valentina Cervelli il 24 ottobre | ore 16 : 00 PM
Ru486: la famigerata sigla della pillola abortiva che in Italia alimenta da anni il dibattito sull’interruzione farmacologica di gravidanza. In Francia e Stati Uniti, sotto prescrizione medica, la pillola abortiva è normalmente commercializzata presso le farmacie. In Italia, come sempre, dalla teoria all’azione il passo è sempre più lungo. Questo perché, insieme alla pillola, è stata più volte rimessa in discussione la legge 194 che tutela l’aborto della donna in gravidanza.
Proviamo a vedere la questione dal punto di vista femminile. Dure campagne informative, manifestazioni e lotta per i diritti hanno accompagnato il riconoscimento del diritto della donna ad abortire. Ma mai si sono sopite le polemiche riguardanti tale passo in avanti: associazioni per la vita e per la ricerca, cattolici e laici, ma soprattutto uomini, hanno sempre portato avanti un confronto spesso non richiesto.
La donna, come procreatrice dovrebbe essere l’unica a poter decidere della propria vita, del proprio utero e di un agglomerato di cellule che cresce all’interno del suo corpo. Cosa rappresenta per una donna la Ru486? E che cosa rappresenta per una donna un figlio? La questione morale è sempre alta, ma come porsi davanti a determinati concetti? Meglio un bambino morto in un cassonetto che un aborto in più?
Con la pillola abortiva, nonostante la necessità di uno stretto controllo medico, l’interruzione di gravidanza risulta meno invasiva per le donne, che potranno, semplicemente ingerendo una pillola, entro le 7 settimane dal concepimento, porre fine ad una gestazione indesiderata. Dal punto di vista psicologico, in effetti, l’unica cosa a cambiare è la difficoltà delle donne a rivolgersi a strutture ed a personale che per motivi religiosi possano rifiutare di mettere in atto la pratica abortiva.
Un semplice fattore appare ad ogni modo palese: la decisione di interrompere una gravidanza è sempre molto difficile da intraprendere per una donna e la pillola abortiva può rappresentare un rimedio meno invasivo e decisamente meno doloroso rispetto ad una normale procedura.
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