Rosarno sgomberata: extracomunitari trasferiti
Almeno 400 gli immigrati trasferiti nei centri di accoglienza di diverse regioni italiane
Di Valentina Cervelli il 11 gennaio | ore 10 : 25 AM
E’ cominciata ieri la demolizione delle baraccopoli di Rosarno. Centinaia di immigrati sono stati trasferiti in centri di accoglienza.
La baraccopoli sorta alla periferia di Rosarno è ormai una zona fantasma. I vigili del fuoco hanno iniziato a demolire le strutture dell’ex deposito di Rognetta dove gli immigrati impiegati nelle campagne dei dintorni avevano trovato un rifugio. La distruzione delle baracche erette da questi poveri sfortunati è già iniziata e seguirà molto presto quella del capannone principale, dal quale erano stati ricavati dei fatiscenti “mini appartamenti” nei quali le persone vivevano in condizioni igienico-sanitarie molto precarie.
All’interno delle baracche tutto è rimasto come era stato lasciato dalle famiglie all’inizio dello sgombero: vestiti, pentole, resti di cibo, sono ancora al loro posto. E con essi le biciclette con le quali si recavano a lavorare, raccogliendo frutta nei campi per pochi spiccioli.
Gli immigrati sono ora stati trasferiti in diversi centri di accoglienza, dai quali, i clandestini, verranno rimpatriati presso i propri paesi di origine. E se il papa punta l’attenzione sulla necessità di rispettare i diritti ad ogni costo, a non cadere nell’errore della “violenza” verso chi è diverso per cultura e tradizione, non accenna a diminuire il dibattito politico sulle responsabilità.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, intervistato da SkyTg 24, risponde alle critiche sottolineando che “queste situazioni” sono state “ereditate” dall’attuale Governo e “sono frutto di tolleranza sbagliata”, e specifica come alcuni fatti denunciati, come quello portato in auge da Pierferdinando Casini, leader dell’Udc che sostiene che le forze di polizia siano intervenute 48 ore dopo l’inizio della protesta, siano sbagliati.
A prendere la parte del protagonista in questa situazione anche il mondo dello spettacolo: Gigi Proietti, Lella Costa e Moni Ovadia hanno infatti registrato una lettura della poesia di Adriano Sofri “Considerate di nuovo se questo è un uomo”, liberamente ispirata ai fatti di Rosarno e sulla linea della più famosa “Se questo è un uomo”, di Primo Levi sulla Shoa.
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2 Commenti
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Marcello90, 2 annos fa
Credo che questa situazione sia veramente vergognosa. Lo stato invece di dare fondi alle forze dell’ordine, ha abdicato il suo ruolo alle ronde che sono del tutto inutili e pericolose. Questi fatti sono gravissimi, è ora che lo Stato si svegli e la smetta il Ministro Maroni di incolpare sempre e solo gli immigrati, solo per favorire un’assurda politica della Lega Nord.
antonio dmt, 2 annos fa
maroni deve solo dimostrare un pò di umiltà. lo so che deve difendersi agli occhi dei padani, ma deve accettare la sconfitta. maroni è ministro degli interni ed è responsabile di ciò che accade sul nostro territorio. ci mancherebbe che la polizia non ci fosse dall’inizio, ma non era in numero sufficiente. uno stato che di fronte alla ndrangheta arriva in ritardo è preoccupante. va bene tutto, ma non si può incolpare le amministrazioni locali dei disordini di quelle entità, con quella malavita a fomentare rivolte.