Rischio sfratto per le famiglie italiane

Di giuseppe00 il 23 marzo | ore 18 : 34 PM


La crisi si fa sentire anche sugli affitti della casa e quindi sui possibili sfratti su tutte quelle famiglie che non possono pagare le mensilità per diversi motivi, come la perdita del posto di lavoro, l’impossibilità di pagare la mensilità perché altrimenti si rimarrebbe senza soldi e quindi senza avere la possibilità di pagare le bollette o addirittura di comprare il cibo e i generi di prima necessità. Secondo alcune stime le famiglie rischio sono ben 150 mila. L’affitto pesa sempre di più sul bilancio familiare, che spesso è composto da un solo reddito entrante.

Urge la necessità, quindi, di sostegno a queste famiglie per non causare danni insostenibili dopo, infatti, le statistiche dicono che tra il biennio 2009-2011 sono 150 mila le famiglie che perderanno la casa, speriamo che siano smentite con un apporto del governo.

I più colpiti sono dipendenti che vivono con poco più di 1000 euro al mese e i pensionati che a volte devono vivere con 500 euro al mese di assegno pensionistico, categorie di persone che non riescono a far fronte a tutte queste spese mensilmente.

Com’è noto le metropoli tipo Milano, Roma, Napoli, sono più a rischio proprio perche gli affitti negli ultimi anni sono lievitati in maniera esponenziale e nessuno si è mosso per evitare questo fatto che sta portando sul lastrico tantissime persone.

Il maggiore responsabile è il governo, adesso di centro-destra, ma prima anche quello di centro-sinistra, i quali non sono riusciti a monitorare la situazione facendo cosi aumentare sia affitti e sia contratti in nero. Il consiglio che potremmo dare al governo attuale è quello di creare un decreto, accanto a quello del piano casa, che permetta di aiutare le famiglie che possiedono un affitto.

Si potrebbero costruire nuove case popolari, si potrebbero abbassare le imposte sul canone di locazione in maniera tale da far abbassare l’affitto. Il periodo è veramente critico, bisogna operare su tutti i fronti economici possibili e questo è un fronte, dove si sta facendo veramente poco.

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