Rimborsi elettorali: quanto costano i partiti italiani?
Quanto costano alla collettività i partiti italiani? E' giusto parlare di rimborsi elettorali quando le cifre sono da capogiro?
Di Gianni Serafini il 2 febbraio | ore 10 : 58 AM

Non dobbiamo stupirci troppo parlando di rimborsi elettorali se le cifre sono davvero elevate. Nessuno può negare infatti che quelli che adesso vengono chiamati “rimborsi” sono in realtà un sistema per aggirare quello che tanti anni fa veniva chiamato “finanziamento pubblico ai partiti“. Altrimenti non avrebbe senso il fatto che nel 2008 i partiti italiani hanno speso 136 milioni di euro e ne hanno ricevuto, in totale come rimborso, 500 milioni.
Cifre da capogiro. Alla luce della recente vicenda che ha coinvolto Luigi Lusi, tesoriere dell’ex partito della Margherita che ha preso 13 milioni di euro dalle casse del partito per affari personali, torna attuale il dibattito sulla legittimità dei rimborsi elettorali e sul costo della politica. In fondo stiamo parlando di denaro pubblico che viene investito in attività politiche, forse un po’ in maniera eccessiva.
E non esageriamo dicendo “eccessiva”, considerando che le spese dichiarate dal Popolo della Libertà nel 2008 sono state di 68,5 milioni di euro, mentre quelle documentate da An e Forza Italia nel 1996 sono state di 5,1 milioni di euro, cifre da capogiro che non sono certamente diminuite nel corso del tempo. Nel giro di dieci anni i rimborsi sono aumentati del 1110%. Addirittura quando l’Ulivo è passato all’Unione c’è stato un aumento del 960%, con un passaggio da 17 a 180,2 milioni di euro. Anche tutto questo contribuisce a fare del nostro il Parlamento più caro d’Europa.
La legge del 2006. Forse però non è tutta colpa dei partiti. C’è infatti una legge del 2006 che regola il sistema dei rimborsi per attività dei partiti. Secondo la norma i rimborsi possono essere ottenuti nel corso dei cinque anni di durata della legislatura. Il problema è che in molti casi la legislatura non arriva a cinque anni, come è successo tra il 2006 e il 2008. E tutto vale comunque per cinque anni. Nel corso della legislatura successiva i rimborsi mancanti non vengono certamente annullati, anzi i nuovi si sommano a quelli precedenti. Nel 2008, quando i partiti sono entrati a far parte della nuova legislatura, hanno ottenuto nuovi rimborsi oltre a quelli dei tre anni mancati della precedente legislatura.
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