“Regole Day”, Bersani: siamo un’alternativa. Esclusa lista Pdl da Consiglio di stato

Il centrodestra: una manifestazione flop. Nuovo ricorso al tar per ammissione lista Pdl

Di Valentina Cervelli il 14 marzo | ore 08 : 30 AM


Per gli organizzatori, nella sola Roma 200mila, in realtà sono state 25mila (dati della Questura). A prescindere dai numeri che ad ogni manifestazione politica ballano il “tam tam della conta”, ieri Piazza del Popolo si è tinta di viola. Un melting pot di donne e uomini, anziani e giovani, italiani e non, si sono riuniti in quello che è stato denominato come “Regole Day”. Una giornata nella quale il popolo della sinistra è sceso in piazza per confermare la sua identità e per dire no al legittimo impedimento, alla crisi, ad un governo dal quale non si sente rappresentato.

Vi erano tutti: famiglie, pensionati, lavoratori precari. Un arlecchino di vite accumunate dal colore viola e da una certa “recalcitranza” nei confronti del premier Silvio Berlusconi, accusato dalla piazza di richiedere leggi ad personam e non affrontare la crisi che sta mettendo in ginocchio il paese. Diverse manifestazioni, seppure di minor tenore, sono state organizzate a Bologna, Milano, Parigi e Londra. Una simbolica, davanti l’Ambasciata italiana di Philadelphia, negli Stati Uniti. Molto acclamati dalla folla gli interventi di Nichi Vendola e Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione Lazio.

“Una bella giornata, una festa per l’alternativa”. Così il leader del Pd Perluigi Bersani definisce la manifestazione di ieri. Ed aggiunge: “ Dobbiamo cambiare l’agenda di questo Paese, mettere il lavoro, la scuola e la sanità al centro della nostra campagna regionale. Teniamo su i nostri valori. Diremo che un’altra Italia è possibile, combatteremo Berlusconi ma non avremo lui negli occhi”.

Di tutt’altro tenore il commento di Sandro Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. “Altro che duecentomila!”, ha commentato. “ In Piazza del Popolo c’erano appena un decimo dei manifestanti dichiarati a gran voce da Di Pietro e dai suoi amici! La chiamata democratica alle armi contro il regime è stata un flop clamoroso: per forza”, ha sottolineato. “Il regime non c’è e gli italiani non si lasciano ingannare”.

Intanto dal Consiglio di Stato arriva la bocciatura della lista del Pdl nella provincia di Roma. Il Consiglio ha infatti dichiarato “improcedibile” l’appello del Pdl contro l’esclusione della lista, spiegando che non vi sono motivi per procedere grazie alla possibilità di nuova presentazione della lista data dal decreto salvaliste. In base a ciò, il Pdl ha la possibilità di ricorrere nuovamente al Tar: il centrodestra ha già annunciato il ricorso.

Cronaca Primo Piano

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