Reati o meno, il premier dia delle risposte
Di Claudio Forleo il 11 febbraio | ore 15 : 12 PM
Sono giorni che l’informazione insegue il caso Ruby e parla di chi ha fatto cosa con chi, come e quante volte. Che le (presunte) vicende sessuali che legano un presidente del Consiglio ad una ragazza minorenne siano di dominio pubblico, al di là di reati da accertare, credo sia indiscutibile. Ma se Ruby non esistesse e tutta la vicenda fosse legata esclusivamente a ciò che Berlusconi fa in camera da letto con persone consenzienti e maggiorenni si potrebbe in qualche modo sorvolare? No. E non perchè si voglia “spiare dal buco della serratura” o trovare qualcosa “per farlo fuori”. Ma semplicemente perchè tutte le vicende venute alla luce nel corso dell’ultimo anno e mezzo (a cominciare dalla D’Addario) hanno a che fare con la politica. Si, perchè se un uomo politico o il suo partito chiede il voto dei cattolici parlando di tutela della famiglia e garantendo appoggio a movimenti quali il Family Day o sottoscrive qualunque parola esca dalla bocca del Papa, allora bisogna andare a spulciare quanto sia credibile. Se, ancora sposato con Veronica Lario, frequentava altre donne (prostitute o meno) è credibile quando parla di famiglia? Se il suo governo promuove una legge per punire anche i clienti delle prostitute (testo della Carfagna) è credibile se frequenta lui stesso prostitute? Se la D’Addario viene inserita (per poi essere depennata ) nelle liste vicine al Pdl nelle elezioni amministrative pugliesi, è o non è di interesse pubblico che sia stata nel lettone di Putin? Se la Minetti o altre ragazze rappresentano gli italiani in consiglio regionale o al Parlamento europeo dopo essere state partner sessuali del presidente del Consiglio è o non è una questione politica, oltre che di opportunità?
Quando ci si concentra, in certi casi fin troppo morbosamente, su storie sessuali legate a Berlusconi non tutti puntano semplicemente il dito dicendo “l’ha fatto”. In molti cercano di far capire che sarebbe giusto “capire se l’ha fatto” e non sentirsi accusati di essere eversivi. E ancora, quando si scrive di Ruby e della vicenda che l’ha portata ad essere rilasciata dalla Questura, pare che in molti abbiano dimenticato che al di là della prostituzione minorile, qui è in ballo un reato gravissimo quale la concussione. Se Berlusconi è colpevole lo giudicherà chi di dovere, ma la vicenda del 27 maggio assume contorni grotteschi indipendentemente dal reato. Perchè Berlusconi telefona in Questura? E chi l’ha informato perchè ha chiamato proprio il Presidente del Consiglio? Come faceva Berlusconi a pensare che una ragazza marocchina fosse la nipote di Mubarak? Ha forse contattato Mubarak per conferma o per informarlo? Quando ha chiesto alla Minetti di prendere in custodia la ragazza, si è poi informato su dove l’avesse portata? Se il Presidente del Consiglio era davvero convinto di rischiare un incidente diplomatico con l’Egitto perchè non informarsi nei giorni successivi di che fine avesse fatto Ruby?
Sono domande a cui, processo o meno, Berlusconi avrebbe il dovere di rispondere. Una gran parte dei suoi elettori potrà fidarsi della parola del premier. Ma c’è un’altra fetta dell’elettorato, che due anni e mezzo fa gli ha permesso di vincere le elezioni, che chiede delle risposte. E dato che dal centrodestra si sente ripetere spesso che “Berlusconi governa in nome del popolo”, non sarebbe il caso dare una risposta anche ai propri elettori? E’ un ragionamento che fila o è una considerazione eversiva ?








