Rapito in Sudan un operatore italiano di Emergency
Di Paolo Gallazzi il 16 agosto | ore 20 : 10 PM
Francesco Azzarà, 34 anni, operatore della Ong Emergency è stato rapito domenica nella provicia del Darfur, Sudan occidentale. Secondo quanto riferito dalla stessa organizzazione umanitaria Azzarà sarebbe stato catturato a Nyala, capitale della regione, alle 17 ora locale, nel tragitto che lo separava dall’aeroporto, dove era diretto in auto. Il veicolo, con a bordo altri due colleghi sudanesi di Azzarà, è stato circondato e l’italiano costretto a scendere per poi, unico rapito, caricarlo su di un altro veicolo facendo sparire le proprie tracce.
Il giovane, laureato a Pisa in Economia Aziendale e collaboratore di Emergency da circa un anno, non è un inesperto, trovandosi nella turbolenta provincia sudanese per la seconda missione. Francesco Azzarà lavorava al Centro Pediatrico di Nyala, progetto avviato dai Emergency nel 2010. La Ong, dopo avere informato il Ministero degli Esteri italiano ha attivato tutti i contatti a sua disposizione sia a Nyala che a Khartoum, capitale del Sudan. Al momento non ci sono stati ancora contatti con i rapitori, ma Emergency ha chiesto immediatamente la liberazione dell’ostaggio, anche attraverso la voce di Gino Strada, il fondatore dell’organizzazione accorso immediatamente a Khartoum per seguire da vicino l’evolversi della vicenda.
“Non ce l’aspettavamo. Stiamo cercando di capire il perché di questo fatto ma non c’è un motivo razionale”, sono le parole di Strada, che continua: “Nella zona di Nyala ci sono molti casi di rapimenti, episodi di violenza, anche di delinquenza comune come normalmente avviene in ogni guerra”.
Il Darfur, sebbene in questo momento sia in atto una tregua, è una regione in guerra dal 2003. I Janjawid, miliziani di origine araba appartenenti alle tribù nomadi di Baggara ed appoggiati dal governo centrale sudanese, hanno intrapreso quella che molti Paesi considerano un’azione di “pulizia etnica” e che l’Onu sta cercando di frenare con la risoluzione 1706 del 2006, che ha permesso l’invio nella regione, nonostante le forti obiezioni sollevate dal Sudan, di una forza di pace (composta da 20.000 caschi blu) denominata UNAMID.
L’Unità di Crisi della Farnesina, che lavora a stretto contatto con i coordinatori della missione Onu in Darfur, la stessa Emergency e l’Ambasciata italiana a Khartoum, ha chiesto il silenzio stampa, per evitare che “ipotesi avventate che possono rischiare di fare il gioco del sequestratori”.
Un distaccamento dell’intelligence italiana è stata messa in contatto con Emergency. La collaborazione è indispensabile, soprattutto perché ancora non sono evidenti i motivi del rapimento.
“Ci sono delle piste”, ha commentato il ministro degli Esteri Franco Frattini, tuttavia “il riserbo è necessario” per “capire le dinamiche, chi sono i responsabili del rapimento e ottenere la rapidissima liberazione del nostro connazionale”.
Related Posts
-
17 April at 11 : 43 AM 0
Omaggio fotografico per sostenere Rossella Urru
-
17 April at 10 : 23 AM 0
La foto premio Pulitzer 2012
-
15 April at 21 : 31 PM 0
Cosa sta succedendo in Afghanistan
-
15 April at 12 : 35 PM 0
Top week: i più letti dal 9 al 15 aprile 2012









