Quanto guadagnano le banche quando paghiamo con le carte di credito?

Niente pagamenti in contante sopra i 1.000 euro. La moneta diventa di “plastica”

Di Nicola Carmignani il 19 dicembre | ore 11 : 20 AM


Le misure contro l’evasione fiscale del nuovo governo Monti prevede un tetto massimo per l’uso del denaro contante, il mezzo di pagamento più diffuso in Italia. Dunque gli italiani si vedono costretti ad utilizzare la moneta di “plastica”, ovvero carta di credito e bancomat. I costi delle carte hanno ostacolato da sempre la diffusione della moneta elettronica nel nostro paese, ma adesso non ci sono alternative.

A parte le problematiche legate ai problemi di utilizzo da parte degli anziani, al dover aprire un conto corrente o semplicemente a memorizzare un PIN, viene spontaneo chiedersi: qual è il guadagno di una banca quando uso una carta di credito?

Mentre il denaro contante è “gratuito”, le carte di credito ed i bancomat hanno un costo (mensile o legato ad ogni transazione effettuata) che le banche fanno pagare ai possessori. Proprio per questo motivo la manovra del nuovo governo sembra favorire le banche e sfavorire i cittadini, già tartassati da nuovi inasprimenti fiscali.

In media i costi per avere una carta di credito (bancomat o prepagata) si aggira sui 30 euro annui, ai quali vanno aggiunti i costi per i bolli obbligatori per legge e le spese necessarie per l’invio degli estratti conto, anch’essi previsti dalla legge. I costi cambiano se viene scelta una carta come l’American Express: spese a partire da 75 euro all’anno.

Inoltre ci sono le commissioni che vanno, in genere, dal 2 al 4% senza considerare la tassa (unica in Europa) di 0,77 centesimi per chi utilizza la carta di credito per fare il pieno di carburante al distributore. Anche questi sono tutti guadagni per le banche, senza considerare i giorni di valuta per assegni e bonifici.

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