Prendere Romney sul serio

Di Ennio Emanuele Piano il 1 febbraio | ore 11 : 30 AM


Questa notte, in Florida si è svolto il quarto turno delle elezioni primarie che porteranno l’elettorato repubblicano a scegliere il proprio candidato per la corsa alla Casa Bianca del 6 novembre prossimo. Le prime tre tappe, in Iowa, New Hampshire e North Carolina erano state vinta da tre candidati diversi: rispettivamente il cattolico Santorum, il mormone e moderato Mitt Romney ed infine l’ex speaker della Camera Newt Gingrich. In Florida, la vittoria è andata a Mitt Romney, che dopo qualche settimana di difficoltà registrata anche nei sondaggi a livello nazionale, è riuscito a conquistare la maggioranza relativa (il 46%) dei voti dei cittadini della Florida, staccando Gingrich di 14 punti, e portandosi a casa l’intero bottino dei 50 delegati per la convention di Tampa della prossima estate.
La vittoria di Romney era più o meno prevedibile, tutti i sondaggi lo davano in vantaggio, ma nessuno avrebbe potuto credere che un “moderato del Massachusetts” avrebbe potuto vincere in tutte le categorie dell’elettorato: Romney ha vinto tra le donne e gli uomini, tra i laureti ed i non laureati, tra tutte le categorie d’età e di reddito, tra i più conservatori ed i moderati, ma soprattutto tra i “bianchi” e gli ispanici. Quest’ultima, quella tra i “latinos”, era una vittoria inaspettata: Romney aveva infatti utilizzato solo qualche settimana fa parole di fuoco contro l’immigrazione clandestina (tema caro agli ispanici che spesso arrivano in questo modo dal confine meridionale degli States), dando a Gingrich la possibilità di attaccarlo duramente su questo fronte. Inoltre, nessuna delle due figure repubblicane più influenti tra gli ispanici della Florida, il senatore cubano Marco Rubio e l’ex governatore dello Stato Jeb Bush, hanno voluto indicare un loro confidato, mantenendo una posizione imparziale anche per non spaccare l’anima del partito.
Secondo il Wall Street Journal, parte dell’elettorato repubblicano avrebbe scelto di votare Romney constate la sua presunta moderazione per via degli attacchi a lui rivolti da Newt Gingrich a proposito della carriera da menare dell’ex governatore del Massachusetts come capo della Bain Capital, che si occupava del licenziamento di personale per aziende in difficoltà, sfiorando toni antimercato che non sono andati giù alla base conservatrice.

Non solo, mentre Gingrich guida i sondaggi (di un punto) a livello nazionale, Romney rimane l’uno tra i candidati repubblicani a “battere” Obama nei consensi, o almeno a pareggiare. Il fatto poi che Romney sia riuscito a prendere la maggioranza degli elettori autodefinitisi sostenitori del Tea Party vuol dire che l’unico davvero capace di unire le anime del partito è proprio lui.

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