Poste Italiane, l’Antitrust indaga
Di aldojr il 5 maggio | ore 11 : 58 AM
L’Autorità Antitrust ha avviato lo scorso aprile un’istruttoria nei confronti di Poste Italiane per verificare il possibile abuso di posizione dominante nei servizi di incasso e pagamento. Tutto nasce dalla denuncia delle associazioni dei consumatori, dopo l’aumento scattato ad ottobre 2008 del costo dei bollettini postali, passato da 1 a 1,10 euro.
L’Antitrust rileva in particolare come la politica commerciale delle Poste preveda condizioni ingiustamente gravose nei confronti dei clienti che pagano i bollettini postali (prodotto esclusivo di Poste Italiane), sui quali si scarica l’intero costo del servizio, mentre i beneficiari dei pagamenti possono usufruire di commissioni d’incasso anche nulle.
Ciò determina il mancato interesse di questi ultimi a ricercare forme alternative di pagamento, quali il “MAV” postale, il bollettino bancario “Freccia” o il bonifico, servizi forniti anche dal sistema bancario e quindi potenzialmente soggetti a maggiore concorrenza sul piano tariffario. L’indagine preliminare dell’Antitrust (la cui istruttoria si chiuderà ad aprile 2010) segnala inoltre come diverse strategie attuate da Poste Italiane perseguano l’unico scopo di limitare o escludere i servizi concorrenti: sui bollettini postali, ad esempio, viene sistematicamente omesso il codice Iban del beneficiario, che consentirebbe al cliente il pagamento mediante il comune bonifico bancario; inoltre l’unica possibilità di effettuare i pagamenti sui bollettini a condizioni più economiche è legata all’utilizzo del conto BancoPosta, quindi all’interno della propria rete.
In questo modo, Poste Italiane detiene stabilmente una posizione di quasi monopolio nel settore dell’incasso e pagamento, con una quota di mercato del 90% circa e un numero di bollettini postali riscossi nel 2008 pari a 563 milioni: cifre decisamente importanti, che fanno comprendere come un’eventuale sanzione dell’Antitrust e soprattutto un obbligo di apertura alla concorrenza procurerebbero un impatto non indifferente sui conti delle Poste.
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