Più cibo integrale, meno rischi per il cuore
Di Marco Pesino il 20 maggio | ore 20 : 38 PM
Sono indicati nelle diete più diffuse ed è opinione comune che faccia sempre bene averne quotidianamente sulla propria tavola. La Harvard School of Public Health ha effettuato uno studio analizzando gli effetti del consumo di orzo, avena, fibre integrali e crusca su 7822 donne affette da diabete di tipo 2.
L’arco di tempo preso in considerazione dai ricercatori è di 26 anni e dai risultati è emerso che le donne abituate a consumare quantitativi maggiori di crusca e cereali integrali mostravano dei sicuri benefici nei confronti di coloro che non inserivano tali alimenti nelle loro diete. In particolare i ricercatori hanno riscontrato che le donne che mangiavano più crusca e cereali mostravano una diminuzione del 30% del tasso di mortalità dovuto ad eventi cardiovascolari come infarti ed ictus.
Cosa mangiare, quindi? Stephanie Dunbar, dietologa e membro dell’American Diabetes Association, raccomanda ai suoi pazienti di scegliere un prodotto integrale nel momento in cui devono acquistare cibo a base di grano.
I benefici riscontrati nell’uso quotidiano di avena crusca, cereali integrali e orzo non hanno ancora una spiegazione scientifica. Gli stessi ricercatori della Harvard School of Public Health indicano che tali alimenti potrebbero influire sulle molecole abbattendo quelle responsabili dell’infiammazione dei vasi sanguigni e contribuendo al benessere del cuore. Le indicazioni fornite al termine dello studio consigliano aalla popolazione affetta da diabete di tipo 2 di fare spazio sulla propria tavola per almeno 100-120 grammi di cereali integrali al giorno. Ne gioveranno anche nella gestione della glicemia e del colesterolo.
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