Petrolio: a rischio le Isole Tremiti

Dopo il via libera del Governo alla ricerca del petrolio nel mare Adriatico, il rischio è il danneggiamento all'ecosistema marino

Di Antonio Tomeo il 13 aprile | ore 17 : 57 PM


Il mediterraneo è a rischio secondo associazioni, partiti politici, sindaci e cittadini. La causa è il decreto 126 del 29 marzo 2011, con il quale la Ministra dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha dato l’autorizzazione alla perforazione dei fondali marini al largo delle Isole Tremiti.

Già un anno fa regione Puglia, provincia di Foggia, parlamentari italiani ed europei si erano mobilitati per evitare che si svolgessero ricerche petrolifere al largo delle isole Tremiti, paradiso naturale tutelato dal parco nazionale del Gargano. Il caso pareva risolto. Dopo lo sversamento in mare di oltre 5 milioni di litri di petrolio dalla piattaforma Deepwater Horizon, esattamente un anno fa, il via libera era stato cancellato.

Ora però la Petroceltic Elsa, multinazionale irlandese, potrà quindi iniziare le trivellazioni nel mare Adriatico, a 26 chilometri dalle isole Tremiti e a circa 40 dalle spiagge Termoli.

Dopo la scoperta di grandi giacimenti di gas e altri idrocarburi sui fondali profondi del Mediterraneo, al largo di Israele e al largo del delta del Nilo, si è aperta una caccia al tesoro che rischia di danneggiare irrimediabilmente ambienti unici per la biodiversità marina, protetti in base a convenzioni internazionali.

“Si è dimostrata per l’ennesima volta l’incapacità di raccogliere gli insegnamenti che derivano dai disastri, come quello recente della BP nel Golfo del Messico, per arrivare a fare scelte compatibili con l’ambiente”, ha dichiarato Antonio de Feo, presidente di WWF Puglia. Quello che arriva dalla Puglia è quindi un muro di no contro le trivellazioni nell’Adriatico, a partire dal governatore della regione, Nichi Vendola, che ha criticato il Ministro: “E’ semplicemente assurdo autorizzare una ricerca di petrolio a poca distanza dalle isole Tremiti e dal quel magnifico patrimonio ambientale che è la riserva marina presente”. Il governatore pugliese ha poi fatto sapere che farà “tutto il possibile per opporsi alla ricerca di petrolio nel mare delle Isole Tremiti”.

Il rischio principale è quello dei danni che la ricerca di petrolio potrebbe portare all’ecosistema marino. Le ricerche saranno svolte con una tecnica detta “air gun”, che consiste nella generazione di onde sonore e potrebbe creare gravi problemi alla fauna marina. “I fondali nel Mediterraneo sono ricchi di vita, di specie uniche presenti nel nostro mare. Non possiamo permettere che prospezioni ‘alla cieca’ provochino danni irreversibili alla biodiversità delle acque profonde”, dichiara Marco Costantini, responsabile del Programma Mare del WWF Italia. “Questi ecosistemi marini esistono solo nel nostro mare, sono fragili e vulnerabili ad ogni interferenza con le attività umane, si sono evoluti in una condizione stabile dove la scarsa disponibilità energetica ha condotto alla nascita di ecosistemi particolarmente rari”.

Intanto dalla Puglia arriva un monito alle regioni Abruzzo e Molise. “Trovo singolare che le Regioni Molise e Abruzzo non abbiano avuto la sensibilità, l’attenzione ed il tempo per esprimersi”, ha infatti dichiarato Nichi Vendola. Perplessità sull’operato della regione Abruzzo arrivano anche da Pio Luigi Staniscia, presidente dell’associazione Le Cinque Isole: “Cosa sta facendo il vostro governatore per impedire le trivellazioni? Se mettono le petroliere al largo del mare di Vasto (provincia di Chieti, ndr) noi non le vedremmo nemmeno, ma sarebbe una catastrofe per chi vive essenzialmente di turismo”.

Insieme ai sindaci pugliesi, all’ente Parco Nazionale del Gargano e alla regione Puglia, si schiera anche il Touring Club Italiano per dire no al progetto. “Siamo al fianco delle maggiori istituzioni pugliesi e, come un anno fa, ci appelliamo nuovamente al Ministero affinché non confermi il via libera alle trivellazioni” – afferma Fabrizio Galeotti, direttore generale del Tci – “A nome del Touring invito il Ministero a tutelare il patrimonio prezioso che la natura ci ha regalato e a rivedere l’autorizzazione al progetto per le trivellazioni. La terra e il mare da consegnare integri alle generazioni future sono un bene pubblico che deve essere rispettato e protetto, in primis dallo Stato”.

Con Scienza ,

Related Posts

Scrivi il tuo Commento

Ricorda che non sono consentiti: contenuti offensivi e diretti all'autore, razzisti, diffamatori, che contengono turpiloquio o contrari alla legge italiana, pubblicitari, copiati o privi di significato; commenti privi di nome, cognome e indirizzo email.

*

Sondaggio

La tua considerazione di Berlusconi negli ultimi 3 anni?

View Results

Loading ... Loading ...

About us

DailyBlog.it - Testata giornalistica iscritta, con ordinanza n. 4/2010, presso il Registro Stampa del Tribunale di Vasto (Ch).

P.IVA 02328460692 – ROC n. 20166

Direttore Responsabile: Alessandro Olivieri - More >