Perugia, Amanda e Raffaele condannati. Scoppia il caso diplomatico?

La senatrice democratica Cantwell chiama in causa il segretario di stato Clinton

Di Valentina Cervelli il 7 dicembre | ore 10 : 27 AM


amanda-raffaeleVenticinque e ventisei anni di reclusione. Queste rispettivamente le condanne inflitte dalla Corte di Perugia a Raffaele Sollecito ed Amanda Knox, accusati di aver ucciso, insieme al Rudy Guede, precedentemente condannato con rito abbreviato a 30 anni, la studentessa inglese Meredith Kercher.

Molte parole, da quel 1 novembre del 2007 sono state spese sulla morte di questa fanciulla, ritrovata senza vita nell’appartamento nel quale viveva con Amanda (condannata anche per calunnia in merito al coinvolgimento di Patrick Lumunba, ndr) e altre due coinquiline.  Come molti altri procedimenti che hanno avuto luogo nel nostro paese, anche “l’omicidio di Perugia” ha avuto addosso la sua buona dose di riflettori, che l’hanno portato ad essere seguito con molta attenzione non solo in Italia, ma anche negli altri paesi coinvolti.

Al momento della sentenza, Amanda è scoppiata in lacrime, Raffaele è rimasto impassibile, come se il verdetto non lo riguardasse e non vi fosse la sua vita in gioco.  E se la notizia è stata accolta con serenità e gioia dalla famiglia di Meredith e dall’intera Inghilterra, reazioni meno entusiaste e di tutt’altro genere sono state registrate negli States dove, media e parte della politica hanno gridato allo scandalo e si sono lasciati andare a considerazioni molto poco costruttive sul sistema giudiziario italiano, CNN per prima.

A sollevare dubbi pubblicamente ci ha pensato la senatrice democratica Maria Cantwell, che oltre ad aver esternato il suo dispiacere per la sentenza, non ha lesinato critiche nei confronti del sistema italiano, nel modo nel quale sono state portate avanti le indagini, per come Amanda sarebbe stata trattata e non per ultimo ha ipotizzato a base della sentenza, un certo “antiamericanismo”, arrivando a chiamare in causa Hillary Clinton, segretario di stato.

La Clinton, attualmente impegnata sul fronte Afghanistan, si è detta pronta ad ascoltare le perplessità dei suoi concittadini sul caso, ribadendo che ovviamente al momento nessun timore è stato espresso nei confronti del comportamento italiano. La domanda che sorge spontanea è la seguente: ove scoppiasse il caso diplomatico e gli USA praticassero ingerenza nel nostro sistema, sarebbe giustificato un comportamento analogo? O sarebbe la fine dello stato di diritto per eccellenza ed ogni stato potrebbe dire la sua sulle decisioni giuridiche degli altri?

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  1. Omicidio Meredith: pena ridotta a 16 anni per Rudy | Daily Blog, 2 annos fa Replica

    [...] di appello ha visto praticamente dimezzata la condanna del giovane ivoriano accusato, insieme ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, dell’omicidio di Meredith Kercher, barbaramente uccisa il 1 novembre del 2007 a [...]


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