Perché la manovra taglia la spesa pubblica nel 2013 e nel 2014

Di Gionata Pacor il 29 giugno | ore 20 : 34 PM


I commenti sulle cifre della manovra finanziaria si susseguono. Leggendoli vien da chiedersi se la gran parte dei politici (soprattutto di opposizione) non conosca le cifre oppure se faccia demagogia. Forse sono vere tutte e due queste ipotesi. Questo intervento è indirizzato a chi non si è mai interessato più di tanto al bilancio dello Stato italiano. Serve insomma a far capire di cosa stiamo parlando, perché magari molti sentono continuamente parlare di deficit e debito pubblico ma non hanno mai riflettuto su cosa questi significhino per la loro vita quotidiana.

1. Il debito pubblico ed il deficit sono debiti di ogni singolo cittadino

Il deficit è la differenza tra quello che lo Stato spende e quello che incassa con le tasse. Attualmente si prevede che lo Stato spenda circa 800 miliardi nel 2011 e che incassi circa 740 miliardi. In sostanza lo Stato fa dei debiti a nome dei cittadini perché spende più di quello che incassa da loro con le tasse. I 60 miliardi circa di debito che lo Stato contrarrà quest’anno andranno a sommarsi ai quasi 1900 miliardi di euro accumulati negli anni passati. Sono debiti che i cittadini hanno nei confronti di chi ha i titoli di Stato, debiti contratti indipendentemente dalla loro volontà, sui quali i contribuenti dovranno pagare interessi per tutta la vita. Si parla di 31.000 a testa, indipendentemente dal fatto che uno sia neonato, pensionato, disoccupato o lavoratore.

2. Perché sono importanti i tassi di interesse

Come per qualsiasi impresa, i tassi di interesse sul debito pubblico sono tanto più alti quanto maggiore è il rischio che il debitore non paghi. La crisi greca è particolarmente grave perché c’è il rischio che la Grecia fallisca: se il rischio è alto per prestare soldi alla Grecia si chiederanno maggiori interessi, il che mette la Grecia in una situazione ancora più difficile, in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire. Per capirci, se i tassi in Germania sono circa al 2%, in Italia sono al 4%, in Portogallo sono all’8%, in Irlanda al 10%, in Grecia al 17%.

3. Perché è fondamentale il rigore dei conti

Con un debito pubblico di 1900 miliardi, per ogni 1% di maggiori tassi di interesse l’Italia pagherebbe circa 20 miliardi di maggiori interessi. Se l’Italia spende molto più di quello che incassa con le tasse, allora diventa un paese a rischio. Se invece riduce o azzera il deficit, allora il rischio che il paese fallisca diminuisce, e con esso diminuiscono i tassi di interesse che si devono pagare sul debito pubblico. Per questo è fondamentale fare una manovra che riduca la spesa pubblica e dia maggiore credibilità al paese.

4. Quanto ha speso e spenderà lo Stato italiano

Ecco i dati sulla spesa passata e sulle previsioni per la spesa dei prossimi anni:

2007: 752 miliardi
2008: 780 miliardi
2009: 797 miliardi
2010: 793 miliardi
2011: 802 miliardi
2012: 813 miliardi
2013: 836 miliardi
2014: 860 miliardi

Come si vede, prima della crisi la spesa pubblica aumentava di oltre 20 miliardi l’anno, per effetto di aumenti automatici, come l’adeguamento degli stipendi pubblici, l’aumento del numero di pensionati, ecc. Poi con le finanziarie di contenimento della spesa nel 2010 e nel 2011 la spesa si è praticamente fermata, nel 2012 salirà di 10 miliardi e nel 2013 riprenderà a crescere di oltre 20 miliardi l’anno.

5. Cosa succede con la manovra appena annunciata
Immaginiamo che la manovra annunciata sia di soli tagli alla spesa:

2011: manovra di 2 miliardi, spesa a 800 miliardi
2012: manovra di 5 miliardi, spesa a 808 miliardi
2013: manovra di 20 miliardi, spesa a 816 miliardi
2014: manovra di 20 miliardi, spesa a 840 miliardi

In sostanza si rinvia al 2014 l’accelerazione della crescita della spesa pubblica.

6. E dal lato delle entrate?

Dopo gli aumenti di tasse degli anni passati, le entrate dal 2011 crescono a ritmo accelerato ma restando costanti in rapporto alla ricchezza prodotta dal paese. In pratica crescono per effetto dell’inflazione e della crescita della produzione.

2010: 722 miliardi
2011: 739 miliardi
2012: 768 miliardi
2013: 790 miliardi
2014: 814 miliardi

7. Il pareggio di bilancio

Come si vede, il deficit (la differenza tra uscite ed entrate) diminuirà costantemente e nel 2015 si potrà arrivare al pareggio di bilancio. Se il mantenimento rigoroso di questa politica consentirà di far scendere i tassi di interesse, la spesa per interessi potrà scendere e rendere questo percorso più agevole.

8. Conclusioni

La manovra in discussione, con le entità discusse (2 miliardi per il 2011, 5 per il 2012, 20 per il 2013 e 2014), va quindi letta sulla base delle previsioni di spesa e di entrata dei prossimi anni, e non sulla base della fotografia attuale della situazione del bilancio dello Stato. Non è quindi, come dice qualcuno, una farsa, non è fatta per scaricare sulla prossima legislatura i maggiori tagli e per fare dei ritocchi minimi quest’anno e l’anno prossimo: è invece un percorso coerente di risanamento dei conti che va ad incidere sugli anni in cui la spesa pubblica tornerà ad accelerare, per far vedere ai mercati che l’Italia non è un paese a rischio.

Certamente si potrebbe fare di più e prima, smantellando parti intere dello Stato con misure contemporanee di meno spesa e meno tasse, in una politica coraggiosamente liberista. Ma questa è una posizione sostenuta da una esigua minoranza di politici: quelli che con i soldi pubblici non vogliono foraggiare le clientele o fare affari. Proprio quelli che parlano di farsa sarebbero probabilmente i primi ad opporvisi e a cavalcare il malcontento di quelli che con i soldi dei contribuenti ci vivono, spesso a sbafo, e a portarci, loro sì, in una situazione di tipo greco.

Nota: i dati riportati sono presi dalla Decisione di Economia e Finanza del 2011 e, per i dati anteriori al 2010, dal DPEF del 2008.

Economia La Congiu(ntu)ra Politica ,

Related Posts

Scrivi il tuo Commento

Ricorda che non sono consentiti: contenuti offensivi e diretti all'autore, razzisti, diffamatori, che contengono turpiloquio o contrari alla legge italiana, pubblicitari, copiati o privi di significato; commenti privi di nome, cognome e indirizzo email.

*

Sondaggio

La tua considerazione di Berlusconi negli ultimi 3 anni?

View Results

Loading ... Loading ...

About us

DailyBlog.it - Testata giornalistica iscritta, con ordinanza n. 4/2010, presso il Registro Stampa del Tribunale di Vasto (Ch).

P.IVA 02328460692 – ROC n. 20166

Direttore Responsabile: Alessandro Olivieri - More >