Economia in leggera ripresa, ma cresce la disoccupazione
Persi in un anno circa mezzo milione di occupati
Di Roberto Rais il 22 dicembre | ore 20 : 28 PM
Secondo quanto rivelano i dati ufficiali sul mese di ottobre, il tasso di disoccupazione in Italia è cresciuto all’8,2%. La doppia cifra, terribile soglia psicologicam, appare sempre più vicina. Nel prossimo semestre c’è da augurarsi che non vengano confermate le stime, poco ottimistiche da parte di alcune società di statische che hanno provveduto ad aggiornare le proprie previsioni in materia.
Con il tasso di disoccupazione in crescita, ogni incremento viene visto con particolare attenzione, anche perchè l’Italia dimostra essere in controtendenza rispetto ad altri mercati europei (Germania, su tutti) ed extracontinentali (Stati Uniti), dove il mercato del lavoro, dopo aver toccato picchi di profondità subito dopo l’apice della crisi finanziaria, sembra poter riprendere quota con gradualità e con costanza. In Italia, invece, il trend sembra essere dipendente: il tasso di disoccupazione ha come detto raggiunto l’8,2%, che è poi anche il livello più elevato degli ultimi cinque anni e mezzo, ed è altresì peggiore di quanto precedentemente previsto dall’Istat di 20 basis points.
Abbandonando per un momento le percentuali, e tornando ai valori assoluti, l’Istat ricorda come a novembre il numero dei disoccupati sia stato pari a 2,039 milioni di unità, con un calo del numero degli occupati pari a 508 mila rispetto al terzo trimestre del 2008, e di 120 mila unità rispetto al secondo trimestre dell’anno in corso. Una situazione frutto della crisi, ma non solo: alla criticità di matrice internazionale è infatti stata attribuita la colpa di 470 mila perdite di posti di lavoro, la gran parte delle quali (340 mila) quest’anno.
Nel prossimo biennio, si stimano a rischio circa 200 mila posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è invece previsto in crescita, dal Centro Studi di Confindustria, all’8,7% nel 2010 e nel 9% nel 2011. A crescere, tuttavia, saranno anche i consumi e gli investimenti, che dovrebbero trainare il recupero economico della Penisola.
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