Pdl in Piazza, Berlusconi: sinistra “ammanettata” a Di Pietro
Politica, Primo Piano domenica, marzo 21st, 2010
Gli organizzatori parlano di un milione di persone. La questura di 200mila. Quello che è certo è che il popolo della libertà, ad una settimana dalla manifestazione dell’opposizione, chiamato a raccolta da Silvio Berlusconi, si è presentato compatto a piazza San Giovanni, rispondendo al richiamo del suo leader.
Sul palco mancava Gianfranco Fini, che per il suo ruolo istituzionale ha preferito mantenersi lontano dalla piazza, ma gli altri ex An erano tutti presenti. Accanto a Silvio Berlusconi anche Umberto Bossi, a segno di una rinnovata e sempre più forte alleanza tra i due partiti. Il clou della manifestazione è stato certamente il momento in cui, in presenza del premier, i candidati del centrodestra alle regionali hanno recitato tutti insieme una promessa di intenti agli elettori, impegnandosi pubblicamente e davanti a tutti all’attuazione del proprio programma.
“Siamo tanti, siamo tantissimi, le donne e gli uomini che amano la libertà e vogliono restare liberi. Realizzeremo la religione della libertà: viva l’Italia, viva la libertà, viva il governo del fare e il Popolo della Libertà”. Così il premier scalda i presenti in attesa del giuramento dei papabili governatori regionali. Non mancano le stoccate ad una sinistra “ammanettata” a Di Pietro, e le domande che da sempre caratterizzano il rapporto di piazza tra Silvio Berlusconi ed i suoi elettori, domande che confermano con le loro risposte la dedizione che la piazza ha per il suo leader.
Dura anche la posizione nei confronti della magistratura. “La sinistra e i magistrati comunisti, con l’aiuto della stampa, purtroppo non solo quella loro, hanno cercato di far credere che c’è stato un nostro errore”, spiega Berlusconi, “ non è vero: i nostri rappresentanti, che non hanno colpa e responsabilità, erano lì all’orario prestabilito. Guarda caso ci escludono nelle città più importanti, Roma e Milano, guarda caso perché non è un caso. Ma” aggiunge, “nel Lazio vinceremo lo stesso grazie alla candidata Renata Polverini”.
Critico il commento di Pierluigi Bersani, leader del PD, da Torino. “Quello di Berlusconi è stato un discorso da capopopolo, non da capo di governo o da statista. E’ il solito discorso che sentiamo dal ’94′”. Sullo stesso tono Enrico Letta, che spiega: “Oggi va in scena il mondo alla rovescia : un governo che va in piazza e protesta contro l’opposizione, invece di parlare delle soluzioni che deve proporre per il paese”.
Critica anche la posizione di Pierferdinando Casini che già la scorsa settimana aveva espresso parere negativo nei confronti della manifestazione del popolo viola. “Berlusconi è un uomo imbattibile nell’organizzazione di eventi, manifestazioni e feste: il problema vero è però capire se gli italiani lo hanno votato per questo o per risolvere dei problemi”, sottolinea il leader dell’Udc . “Credo che lo abbiano votato per risolvere dei problemi e dopo due anni, con 100 parlamentari di maggioranza, le chiacchiere stanno a zero. I problemi sono ancora lì sul tavolo e non sono risolti, per cui”, conclude, “ quando vorrà decidersi di passare dalle manifestazioni ai fatti saremo tutti contenti”.
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