Palermo: con mediazione riottiene meta’ capitale perduto con Lehman Brothers
Di Redazione il 20 giugno | ore 16 : 46 PM
Cronaca –
Palermo, 20 giu. – (Adnkronos) – Aveva investito 185mila euro in Lehman Brothers, andati in fumo dopo il fallimento della societa’. Ne ha recuperati 100 mila grazie alla mediazione con l’istituto di credito fatta presso un organismo di conciliazione bancario. Cosi’ un pensionato palermitano ha riavuto piu’ di meta’ del suo capitale, aprendo un precedente significativo per tutti coloro che hanno perso milioni di euro nel crack della societa’ americana: in Sicilia oltre 6.000. E’ questo uno dei casi-pilota che vede Palermo in prima fila sulla mediazione, lo strumento di giustizia alternativa diventato obbligatorio da tre mesi.









michele, 11 meses fa
E’ sicuramente una buona notizia. Per due motivi. La mediazione si dimostra essere un efficace strumento di componimento e transazione. E il recupero di buona parte del capitale dimostra ( se ve ne fosse bisogno ) che spalmare le perdite del default Lehman Brothers tra le banche ed i risparmiatori è l’unico sistema per ricostruire un minimo di fiducia tra gli istituti di credito ed i propri clienti. A tutto vantaggio della trasparenza.
ziotom, 11 meses fa
Faccio mio il commento di Michele. In molti casi la responsabilità della perdita da parte degli obbligazionisti LB può essere divisa tra risparmiatore e intermediario finanziario. Se ciascuno si facesse carico della sua parte di colpa si avrebbero solo vantaggi quali la ricucita dello strappo di fiducia tra investitori e Banche, una maggiore propensione all’investimento e, soprattutto, il risparmiatore si sentirebbe meno solo ad affrontare le difficoltà ed i rischi che l’intestimento comporta. Forse questa non è ancora la svolta che ci si aspettava nel comportamento delle Banche: è certamente un passo, sicuramente tardivo, ma nella giusta direzione. La prossima mossa, che auspico fortemente, potrebbe essere una proposta transattiva che parta dall’intermediario finanziario.
Grandi assenti, finora, le Autorità di controllo del mercato e degli intermediari finanziari, che hanno perso un’occasione unica per giustificare la loro esistenza, e forze politiche incapaci di interpretare le richieste che salivano dal popolo dei risparmiatori.