Opg Aversa, l’Europa accusa: è un lager
Sotto la lente d'ingrandimento del Comitato europeo di prevenzione della tortura l'opg più antico d'Italia
Di Valentina Cervelli il 21 aprile | ore 07 : 45 AM
Una situazione “inimmaginabile”. E’ così che Marc Neve, portavoce e componente del Comitato per la prevenzione della tortura (CPT, n.d.r.) del Consiglio europeo definisce ciò che ha visto nel settembre del 2008 nell’ospedale psichiatrico giudiziario “Filippo Saporito” di Aversa.
Mobilio inadeguato e sporco, mancanza delle attrezzature necessarie all’assistenza dei degenti, strumentazione medica obsoleta. Ed addirittura topi che scorrazzano liberamente in cortile. E questo ciò che si legge nel rapporto del Cpt diffuso dal Consiglio di Europa. Ed i pazienti? Non solo sono costretti a vivere in condizioni igieniche penose: coloro che dimostravano di avere comportamenti aggressivi rimanevano infatti immobilizzati anche per 10 giorni consecutivi al letto: legati mani e piedi, senza essere lavati e sdraiati su un materasso in lattice dotato di una particolare apertura centrale attraverso i quali i bisogni del paziente cadevano su un recipiente posto a terra.
Nell’ospedale di Aversa, spiega Neve, sono reclusi i “detenuti più vulnerabili”, una categoria di cui nessuno si occupa. Nel rapporto, il Comitato europeo riporta anche diversi casi di maltrattamento denunciati dagli stessi degenti, esprimendo una forte preoccupazione per la mancanza di tutela. “”La sensazione”, ha continuato il portavoce europeo, “è che in Italia stia crescendo il livello di impunità per questo tipo di reato”.
Nella relazione composta dal Comitato per la prevenzione della tortura, si sottolinea inoltre come già dal 2007 il nosocomio psichiatrico risultasse pieno ben oltre le sue capacità e di come, le cure al suo interno siano insufficienti almeno per un parziale recupero dei pazienti.
Nel rapporto vengono denunciati anche diversi casi di maltrattamento relativi ad altre carceri di tipo tradizionali, per i quali, il Comitato consiglia alcuni cambiamenti alla base dei protocolli di arresto, tra i quali, uno tra tanti, quello di permettere l’incontro tra avvocato e cliente subito dopo il fermo e non dopo la conferma dell’arresto.
Intanto dall’ospedale di Aversa, il direttore sanitario Adolfo Ferraro e Carlotta Giaquino, dirigente dell’Amministrazione penitenziaria, rispediscono le accuse al mittente, spiegando che già dal gennaio 2009 sono spariti i letti di contenzione, ma ammettendo che il sovraffollamento incide in maniera cospicua sulla gestione dei malati. ”Le persone vivono ammassate l’una all’altra”, spiega Ferraro, “ in condizioni di sovraffollamento con presenze che sono il doppio di quelle che sarebbero consentite” ed inoltre il quadro viene completato dalla insufficiente presenza di personale medico e dalla “ prevalenza di un modello penitenziario rispetto a quello sanitario”.
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Luigi Tempesta, 2 annos fa
Ma cos’è che spinge alcune persone, a cadenza stagionale più o meno regolare, a riproporre sempre le stesse questioni? Ogni tanto, da quando esiste, qualcuno si sveglia e si ricorda degli OPG. Si indegna, denuncia, fa rumore. Poi, passato il Santo passata la festa, e l’appuntamento è per la processione del prossimo anno. E da anni la ruota gira sempre in senso orario. Venite gente venite, sparare sull’OPG non costa nulla, solo un soldo tre colpi e se fate centro potete anche portarvi a casa l’orsacchiotto tenerone. Tanto poi fra un po’ la stampa incomincerà a martellarci sul caldo afoso e soffocante. Avanti un altro… l’OPG accoglie tutti.
Valentina Cervelli, 2 annos fa
Gentile Sig. Luigi, l’articolo riporta ovviamente la posizione del Comitato europeo. Si tratta di pura e semplice informazione, nessun accanimento contro l’Opg. Senza contare poi che viene riportata anche la posizione dei rappresentanti dell’Opg.