Ok della Camera al legittimo impedimento
Di Marco Cerasani il 4 febbraio | ore 17 : 24 PM
Al via il disegno di legge sul legittimo impedimento approvato ieri a Montecitorio con 316 voti a favore, 239 contrari, mentre le astensioni sono state 40. Il voto favorevole di 555 deputati votanti sui 595 presenti manda il provvedimento all’esame del Senato. Il sì è giunto dai banchi del Pdl, Lega, Mpa, Noi Sud, Pri, mentre il Pd, l’Idv e Api hanno espresso parere negativo. Astenuti dall’Udv, Svp, Ld. Quattro franchi tiratori appartenenti alla maggioranza. La misura approvata è rivolta al Presidente del consiglio e ai ministri e fornisce ad essi la possibilità di rinviare la comparizione nelle udienze dei processi per impegni istituzionali e di governo.
Diverse le reazioni politiche. Duri i toni di Di Pietro: “Solo in un Paese barbaro e dittatoriale si può immaginare che un presidente del Consiglio si faccia fare una legge apposita per non farsi processare [...] Il premier si è fatto fare “decine e decine di leggi alla bisogna, aggirando la Costituzione e la buona fede degli elettori”, mentre Vetti dell’Udc mostra lo scarso entusiasmo del partito nei confronti dell’esito della votazione: “non ci entusiasma, in un Paese normale non se ne discuterebbe. Ma questo, ahimè, non è un Paese normale”. Bersani, segretario del Pd ha commentato: “Berlusconi non vuol farsi giudicare e blocca l’Italia”, ha detto. Se “aveste la forza di rinunciare, se fosse uno statista, vi sarebbe una svolta [...] “noi non udremo quelle parole da statista. Non udremo uno statista dire: ‘Affronto a viso aperto i miei problemi e intanto voi risolvete le cose che vanno risolte’”.
Opposte le posizioni dalle file della maggioranza. Il guardasigilli Angelino Alfano commenta così: “Sono convinto che il legittimo impedimento altro non sia che il diritto a governare da parte di chi ha vinto le elezioni partendo non da un privilegio ma da un legittimo diritto a sottoporsi al processo senza che questo gli impedisca di governare”. Dalla Lega il capogruppo Cota ha dichiarato: “questa legge in un Paese normale sarebbe stata votata in cinque minuti, serve a garantire che il governo possa occuparsi, nello svolgimento del suo mandato, dei problemi del Paese. Serve a garantire il principio sacrosanto della sovranità popolare”.Stassi toni dal capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto: “questa legge va considerata nel contesto di una questione che in Italia dura da anni, e riguarda l’uso politico della giustizia”, conferma l’esistenza di un “attacco giudiziario permanente” nei confronti del premier. Se si vuole interrompere la spirale dell’imbarbarimento della vita politica, di cui l’uso politico della giustizia è una della cause principali, questa legge è un primo passo”.
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