Obama incontrerà il Dalai Lama. Dura la reazione di Pechino

Di Valentina Cervelli il 3 febbraio | ore 08 : 04 AM


Barack Obama incontrerà il Dalai Lama in occasione del suo prossimo viaggio negli Stati Uniti. E l’annuncio fa andare su tutte le furie la Cina, già provata dalle tensioni relative alle accuse di Google e dalla recente decisione americana di vendere delle armi alla vicina Taiwan.

Dalla visita di Obama a Pechino, i rapporti tra gli Stati Uniti e la Repubblica Popolare Cinese, hanno subito diverse raffreddature: l’intenzione di voler incontrare il leader spirituale tibetano sembra aver rappresentato la classica goccia. Il governo cinese infatti, “si oppone fermamente a che il leader degli Stati Uniti abbia contatti con il Dalai Lama, con qualsiasi pretesto e in qualsiasi forma”. La posizione ufficiale del sol levante è caustica e ferma. Non meno decisa la reazione statunitense.

La Casa Bianca ha infatti fatto sapere che il Presidente aveva già annunciato lo scorso novembre in territorio cinese il desiderio di incontrare il Dalai Lama: una eventualità che si sarebbe potuta verificare prima del viaggio in Cina, ma che per una questione di rispetto politico nei confronti delle autorità aveva preferito rimandare.

L’amministrazione Obama ha inoltre specificato di considerare geograficamente il Tibet parte della Cina ma di essere al contempo molto preoccupato per la situazione di rispetto dei diritti umani. La visita del Dalai Lama negli States inizierà il prossimo 16 febbraio.

“I rapporti tra il governo centrale e il Dalai Lama sono una questione interna alla Cina”, ha ammonito il responsabile del partito comunista cinese per le etnie e gli affari religiosi Zhu Weiqun. “Ci opponiamo” quindi, “a qualsiasi tentativo di una forza straniera di interferire con le questioni interne cinesi usando come pretesto” il Dalai Lama.
Quest’ultimo, ha risposto la Casa Bianca, “è un leader culturale e religioso rispettato in tutto il mondo e il presidente Obama si incontrerà con lui in questa veste – ha detto il portavoce della Casa Bianca – Deve essere chiaro”, ha ribadito il portavoce, “che noi consideriamo il Tibet parte della Cina. Abbiamo comunque preoccupazioni nel campo dei diritti umani sul trattamento riservato ai tibetani”. E per questo, “sollecitiamo il governo cinese a proteggere le tradizioni religiose e culturali del Tibet. Riteniamo”, ha concluso la Casa Bianca, “le nostre relazioni con la Cina mature abbastanza per cercare di lavorare insieme sulle questioni di interesse comune, come il clima, la economia globale, la non-proliferazione, affrontando nello stesso tempo in modo franco i problemi dove non siamo d’accordo”.

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