Obama e Cameron: “Appoggeremo la Primavera Araba e sconfiggeremo Al Qaeda.”
Di Paolo Gallazzi il 25 maggio | ore 22 : 47 PM
Lotta al terrorismo, appoggio alle rivolte arabe, questione mediorientale, Libia. Questi i temi trattati dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama e dal premier britannico David Cameron nel corso di un lungo incontro tenuto in occasione della visita ufficiale di Obama a Londra.
Tra i due Paesi “c’e una relazione più forte che mai, condividiamo valori e ideali”. Tanto che Gran Bretagna e Stati Uniti si sono detti intenzionati a sostenere e promuovere al G8 un programma di appoggio alle nazioni arabe in rivolta poiché, afferma Cameron “è enormemente nei nostri interessi appoggiare la democrazia per rendere il mondo un luogo più sicuro”.
Il terrorismo e la sicurezza mondiale sono una priorità per i due leader. “Possiamo sconfiggere Al Qaeda”, non ha dubbi il primo ministro britannico, e commentando la morte di Osama bin Laden: “E’ stata una vittoria per la giustizia.”
Tema caldo dell’incontro la questione libica. Anche in questo caso piena comunanza di vedute per Casa Bianca e Downing Street: “Impossibile immaginare il futuro della Libia con il raìs al potere.”
Cameron incalza: “Se ne deve andare, questo deve essere chiaro. Bisogna condividere obiettivi e speranze di chi è sceso in piazza» per «un mondo più sicuro e pacifico per tutti noi.” Poi aggiunge: “Noi saremo accanto a coloro che saranno dalla parte della pace e della libertà, daremo sostegno politico ai Paesi che perseguiranno questi obiettivi.” Anche se entrabi i leader sono concordi che sia impossibile l’invio di truppe di terra.
Obama prosegue sulla stessa linea dichiarando che Gheddafi “deve capire che non può rimanere al potere per il bene del suo popolo” e l’azione congiunta di Gran Bretagna e Stati Uniti è volta ad “evitare un massacro” ed opera “sulla base degli stessi valori e obiettivi per fare pressione sul regime di Gheddafi e per aiutare il popolo libico a trovare una via di pace, una via di uscita”.
Sul fronte mediorientale Obama spiega come sia comprensibile che Israele si dimostri “preoccupato” per il ruolo sempre più importante assunto da Hamas e, soprattutto, per il recente avvicinamento di al-Fatah all’organizzazione estremista palestinese. Del resto “è difficile per Israele sedere per negoziare allo stesso tavolo con una parte che nega il suo diritto all’esistenza” sostiene il presidente americano.
“Credo che Hamas non ha ancora rinunciato alla violenza e non ha ancora ammesso la situazione in cui si trova” prosegue Obama e “finché non la riconosceranno, sarà difficile arrivare a una soluzione di pace. Ma questo è ciò che stiamo tentando di fare.” Ed infine, parlando del riconoscimento presso le Nazioni Unite di uno stato sovrano arabo entro gli attuali confini israeliani, ha concluso: “Un voto all’Onu non può portare a uno Stato palestinese.”
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mogol_gr, 12 meses fa
Sopratutto la primavera SiriANA.