Obama: un utile compromesso sul bilancio americano
I Democratici accettano il piano che prevede forti tagli alle spese
Di Simone Ricci il 9 aprile | ore 11 : 34 AM
Un utile compromesso: ha usato questo termine il presidente americano Barack Obama per definire l’accordo raggiunto in Congresso in merito al bilancio del paese, un’intesa che dovrebbe garantire stipendi e salari ai dipendenti militari e al personale militare. L’annuncio è giunto direttamente dal titolare della Casa Bianca, anticipando in questo modo la chiusura delle operazioni da parte di molte agenzie, alle prese con la cronica carenza di spese governative. Nel dettaglio, 38,5 miliardi di dollari saranno ricavati dalle spese totali del 2011 (3,5 trilioni), anche perché erano state paventate ipotesi allarmanti, come ad esempio la chiusura di alcuni parchi naturali e la sospensioni dei controlli tributari.
Si tratta comunque di una misura temporanea, in attesa che i legislatori approntino un apposito decreto in merito al bilancio entro il prossimo 14 aprile. Il Partito Democratico ha accettato i tagli alle spese dopo che alcuni emendamenti dei Repubblicani avevano fatto pensare a numerosi tagli dei fondi, in particolar modo per quel che concerne il settore ambientale.
Lo stesso Obama ha voluto ribadire che l’accordo riflette chiaramente un dibattito serrato sul fronte delle spese, ma nessuna questione sociale, in modo comunque da preservare priorità come l’istruzione, lo sviluppo energetico e la ricerca medica. Il Senato, poi, ha approvato rapidamente una misura analoga da due miliardi di dollari, così da garantire i finanziamenti governativi necessari entro la fine dell’attuale anno fiscale, il quale terminerà il 30 settembre prossimo.
Le finanze americane hanno messo in luce delle proposte ben distinte: ad esempio, un piano per il 2012 messo a punto da Paul Ryan, portavoce per il Comitato di Bilancio della Camera, con numerose misure dedicate al settore medico. In quest’ultimo caso, inoltre, si sarebbero dovute tagliare le spese di ben sei trilioni di dollari nel corso del prossimo triennio. Intanto, i Repubblicani sono pronti a domandare nuovi tagli al presidente in cambio dei loro voti per l’approvazione della legge di bilancio.
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