Obama all’America: “Nessuno spezza la nostra volontà”

Di Paolo Gallazzi il 12 settembre | ore 15 : 29 PM


Questi ultimi anni hanno dimostrato che l’America non cede alla paura

Barack Obama, al Kennedy Center, in conclusione delle celebrazioni del decimo anniversario dell’attacco alle Twin Towers, si rivolge alla Nazione, virtualmente raccolta attorno al proprio presidente ed alle vittime di New York e Washington. “Sono cambiate molte cose, ma non il nostro carattere come nazione, la nostra fede in Dio e in noi stessi. Nessuno spezza la nostra volontà”.

I Paese al quale il presidente Obama si rivolge non è più quello di dieci anni fa. La crisi economica, l’incertezza per il futuro, i contrasti politici hanno creato una profonda spaccatura in tutti gli strati della società americana. Ma il messaggio di Obama fa leva su quei valori patriottici che sono da sempre stati la linfa vitale dell’America, quei principi che hanno permesso alla Nazione di superare uno dei momenti più bui della propria storia recente. La forza dell’America risiede nell’unità del suo popolo.

Ed è grazie allo spirito della gente, di tutti i cittadini, che l’America ha vinto la sfida contro Al Qaeda ed il terrorismo. “La nostra gente è tornata sui grattacieli, i nostri stadi sono pieni di tifosi, i parchi affollati di bambini, e i bus e i metro portano milioni di persone ogni giorno a scuola e al lavoro” e proprio per questo “siamo riusciti a difendere con successo il nostro stile di vita”. New York, colpita al cuore ed umiliata, è tornata a vivere, rivendicando il proprio posto nel mondo come “capitale vibrante dell’ arte, dell’industria, della moda e del commercio”. Presto, dove un tempo sorgeva il World Trade Center, “una nuove torre che si staglierà di nuovo nel cielo”.

Certo non si possono negare le polemiche generate dalla linea politica dell’amministrazione Bush, ed anche se “il dibattito tra pace e guerra, tra libertà civili e sicurezza è stato a tratti feroce”, è “proprio il fatto che siamo riusciti a risolverlo in un modo che rende onore ai nostri valori” che si evidenzia “tutta la nostra forza”. Non bisogna dimenticare che “i nostri cittadini hanno ancora piena libertà di esprimere le loro opinioni, le nostre anime continuano a trovare sollievo nelle Chiese, nelle Sinagoghe, come nelle Moschee”. Infatti “in questi anni si sono rafforzati i legami tra tutti gli americani, non siamo stati vittime del sospetto e della sfiducia. Gli immigrati continuano a venire da ogni parte del globo, e in tutte le nostre scuole, nei nostri posti di lavoro, convivono persone di tutte le razze e religioni”.

I principi ispiratori della Nazione, secondo Obama, rivivono nel coraggio delle vittime dell’11 settembre. “Questa terra pulsa con l’ottimismo di chi si incammina verso lidi lontani, con il coraggio di chi è morto per la libertà. Gli americani di domani, tra qualche decennio, sapranno che niente può spezzare la volontà degli Stati Uniti d’America: ricorderanno che abbiamo battuto la schiavitù, la guerra civile, il fascismo, la recessione e le rivolte, il comunismo e anche il terrorismo. Anche a loro diranno che non sono perfetti, ma anche che la nostra democrazia, seppur imperfetta, è imperitura, stabile”.
E dense di questo significato risuonano le parole del passo delle Scritture lette da Barack Obama all’inizio del suo discorso: “La Bibbia ci dice che il pianto può durare tutta la notte, ma la mattina è una cometa di gioia”.

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