Nuovi sospetti sullo Ior: confermato il sequestro di 23 milioni di euro
Indagini su due conti bancari, il Vaticano esprime tutto il proprio stupore
Di Simone Ricci il 21 ottobre | ore 09 : 59 AM
L’attesa relativa alla decisione che sarebbe stata adottata dal Tribunale romano del Riesame sulla vicenda che ha visto coinvolto lo Ior (Istituto per le Opere di Religione, la banca del Vaticano) e delle presunte violazioni di norme antiriciclaggio, è finita: i 23 milioni di euro sono rimasti sotto sequestro, anche perché la procura capitolina è convinta che questo denaro sia stato utilizzato per porre in essere delle movimentazioni finanziarie palesemente in conflitto con lo stesso antiriciclaggio.
Inoltre, l’istituto presieduto da Ettore Gotti Tedeschi deve anche fare i conti con nuove operazioni sospette che sono emerse proprio nel corso della giornata di ieri. I magistrati che si stanno occupando del caso sono due, il sostituto procuratore Stefano Rocco Fava, e il procuratore aggiunto Nello Rossi, i quali hanno focalizzato la loro specifica attenzione su due casi: i maggiori dubbi derivano infatti dai 300.000 euro di assegni del conto che lo stesso Ior ha aperto presso una filiale di Unicredit verso la fine del 2008 (i fondi sono sanmarinesi e sarebbe stato individuato un prestanome falso), mentre gli altri sospetti si riferiscono a 600.000 euro prelevati da un conto di Intesa Sanpaolo, sempre due anni fa.
Il Vaticano ha appreso con stupore queste notizie, le quali, da un lato, confermano i capi d’accusa già noti, e, dall’altro, ne aggiungono di altri ancora da accertare. Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ha fatto riferimento a dei problemi interpretativi, confermando la propria fiducia nei vertici bancari e auspicando una soluzione rapida della vicenda.
Tra l’altro, non ci sono ancora le motivazioni del Tribunale circa questa conferma del sequestro degli ormai celebri 23 milioni di euro; lo Ior potrebbe anche ricorrere alla Corte di Cassazione, oppure rendere chiari i motivi e la natura delle movimentazioni in questione. Ettore Gotti Tedeschi, numero uno dell’ente bancario e indagato insieme al direttore generale Paolo Cipriani, non ha voluto commentare le indagini, specificando però di essere un po’ depresso a margine del convegno su Etica e Finanza promosso dall’Osservatore Romano e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
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