Nuova scossa di terremoto in Cile: danni ingenti a Rancagua
Esteri venerdì, marzo 12th, 2010
Dodici giorno dopo il violento terremoto e lo tsunami che l’hanno paralizzato, il Cile torna a tremare. E lo fa con una scossa di magnitudo 6,9 (rivista rispetto ad una precedente stima del 7.1, n.d.r.) avvenuta nel pomeriggio di ieri, durante la cerimonia di insediamento del nuovo presidente cileno, Sebastian Pinera. Il quale, con una padronanza della situazione immaginabile in tal contesto, si è lasciato andare ad una battuta, spiegando che la scossa, avvenuta proprio nel corso della cerimonia, è stata “una manovra della Concertacion (coalizione che sostiene la Bachelet, n.d.r.) per far traballare” la sua poltrona.
Il palazzo della cerimonia, ridotta ai minimi termini proprio a causa del sisma, è stato evacuato solo ad insediamento finito.
Al sisma è seguita un allarme tsunami, lanciato dalla Marina Militare il quale invitava i cileni ad allontanarsi dalle coste e raggiungere le alture in modo tale da sottrarsi dalla furia delle onde anomale in caso di loro formazione. Va infatti ricordato che una grande percentuale delle 497 vittime del terremoto di dodici giorni fa è dipesa dal maremoto che si è abbattuto sulle coste.L’allarme tsunami è poi rientrato nel pomeriggio (questa notte in Italia, n.d.r.) salvo che per l’Isola di Pasqua.
Un paio di ore dopo la forte scossa è stato possibile stimare l’area più colpita dalla stessa: è risultata essere la città di Rancagua, a circa 100 km dalla capitale del Cile Santiago. I danni sono stati “ingenti” ed il neo presidente Pinera ha immediatamente dichiarato lo stato di calamità naturale nell’intera zona. In questa maniera, il governo cileno potrà dispiegare le forze militari nell’area al fine di tenere sotto controllo la situazione, portare aiuti ai cittadini ed evitare i saccheggi che circa due settimane fa hanno messo a ferro e fuoco Concepcion, la città più colpita dal sisma del 27 febbraio.
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