Non chiamateli indignati. Non dite che erano pochi
Di Federico Catani il 18 ottobre | ore 09 : 10 AM
Erano talmente pochi i facinorosi, che sono stati in grado di mettere a ferro e fuoco mezza Roma. Erano talmente isolati quei facinorosi, che i feriti si contano a decine. Sempre i soliti facinorosi avevano così tanta ragione che hanno distrutto vetrine, incendiato auto e preso a sassate i poliziotti “servi dello Stato”. Bisogna capirli, poveri ragazzi, sono disoccupati, sono stanchi della situazione politico-economica, non vogliono pagare il debito che altri hanno accumulato e hanno il diritto di ribellarsi a una società che li schiaccia. I facinorosi, sempre una minoranza, s’intende, vogliono un mondo talmente diverso, che non si fanno problemi nel vestire firmati, usare l’iphone, andare a ballare tutti i fine settimana e trascorrere le vacanze all’estero. Questi giovanotti sono per la sobrietà, per l’austerità, per un ritorno alla solidarietà. Sono talmente desiderosi di costruire un mondo più vivibile e umano che non hanno esitato ad assaltare una chiesa e a distruggere una statua della Madonna, compiendo un atto sacrilego che lascerà il segno.
Non veniteci a dire che erano indignati. Gli indignati sono quelli che hanno visto distruggere la propria auto, il proprio negozio, la propria fede. Indignati devono essere quelli che sono finiti nel caos senza motivo, quelli rimasti paralizzati perché la città si è bloccata ed è stata devastata. Indignati dobbiamo essere tutti quando vediamo che sono state arrestate solo 12 persone, le quali peraltro saranno presto libere di tornare a compiere le loro azioni scellerate. E non tirate fuori la storia degli infiltrati, del complotto, delle violenze delle forze dell’ordine e della maggioranza pacifica. Erano educati e pacifici quei dimostranti di tutte le età che hanno inveito contro Marco Pannella (dal cui pensiero peraltro sono lontano anni luce), sputandogli addosso e lanciandogli oggetti? Non mi pare. Eppure hanno sfogato la loro rabbia inquietante prima che iniziassero i tafferugli. Se il futuro deve finire in mano a questa gente, c’è poco da stare allegri.
Ovviamente tutto ciò non significa affatto schierarsi dalla parte dei banchieri e dell’alta finanza. Dio ce ne scampi e liberi! Se è possibile dirlo, preferisco scegliere una terza via. Anche perché bisogna considerare un fatto curioso: se qui in Italia gli indignati hanno avuto la benedizione di Mario Draghi, negli Stati Uniti hanno ottenuto l’approvazione di un certo George Soros, che non è propriamente un povero disgraziato esente da colpe. Insomma, sono ben felice di essermene stato a casa.
P.S. Vorrei unirmi anch’io al coro di critiche verso le forze dell’ordine. Anche io rivolgo loro un rimprovero. Perché sono stati così blandi? Oltre ai manganelli, agli scudi e ai fumogeni, non hanno forse a disposizione altri mezzi? Mi pare di si. E allora perché non li hanno usati?
P.P.S. Invece di pronunciare le solite frasi di condanna delle violenze, così infarcite di retorica, perché non si fanno ripagare i danni ai delinquenti che hanno sfasciato tutto? Non è possibile che alla fine della fiera ci rimettano sempre i contribuenti onesti.









Francesco, 7 meses fa
Caro Federico. Ancora una volta dimostri come per te sia difficile fare il giornalista, e anche solo fingerlo.
Se fossi un giornalista vero avresti letto i commenti dei poliziotti sul forum poliziotti.it e ti accorgeresti che anche loro che sabato hanno dovuto affrontare la guerrriglia urbani parlano di pochi violenti.
Dimostri inoltre di parlare di cose che non si conoscono. Nanni Moretti in un suo film diceva che lui “non parla di cose che non conosce”. Ancora di più dovrebbe fare uno che vorrebbe fare del giornalismo. I violenti erano assai pochi, in piazza san giovanni ne erano circa 300, non di più (visti con i miei occhi e con la mia macchina fotografica), e durante il corteo i mascherati si sono presi molti insulti e alcuni anche qualche schiaffo (non di più grazie al servizio d’ordine della Fiom e degli altri spezzoni). Ho visto, sempre con i miei occhi e fotografato con la mia macchina fotografica, un Drago Ribelle (sai chi sono?) andare a mani alzate e naso scoperto in mezzo al fumo dei lacrimogeni (io almeno avevo la felpa sul naso) a parlare con la polizia davanti alla caserma incendiata e chiedere informazioni. La polizia ha risposto che non sapeva cosa fare e allora lui ha dato istruzioni alla polizia per fare in modo che la stragrande maggioranza del corteo potesse deviare il percorso per arrivare a Piramide e non più a San Giovanni. Cosa bisogna fare di più per isolare i violenti se non cambiare il percorso di un corteo?
Dimostri anche una non conoscenze delle richieste di quelli che vengono chiamati “indignati” (ma loro, me compreso, sanno benissimo che “indignarsi non basta” e hanno addirittura una seria di proposte, condivisibili o meno, per risollevarsi dalla crisi) quando scrivi che “questi giovanotti sono per la sobrietà, per l’austerità”. Sai quale era lo slogan più diffuso nelle giornate di assemblee al Palazzo delle Esposizioni (perché mi sono fatto con il mio corpo, i miei occhi e ancora una volta con la mia macchina fotografica i giorni sui gradini)? “Ollelle ollalla, no alla Bce no all’austerità”.
Bravo Federico. Continua così. E meno male che i giornalisti non sono tutti come te.
Federico Catani, 7 meses fa
La ringrazio per la lezione che gratuitamente ha voluto impartirmi. Le comunico che riprenderò il tema e cercherò di risponderle con un altro articolo. Mi raccomando, continui a leggermi! E non si dimentichi mai della sua preziosa macchina fotografica!
Gianni Pardo, 7 meses fa
Egregio Federico,
le rispondo io, al posto di Federico, il quale forse, dovendo difendere se stesso, potrebbe avere più scrupoli di quanti ne abbia un terzo, cioè io.
Lei è intervenuto in un blog che interessa a persone di un certo livello, abbastanza beneducate per non dare del tu se questo onore non viene loro specificamente concesso. Anche per questo le do del lei e la diffido dal darmi del tu, se dovesse rispondere. Prima che lei ed io siamo in confidenza forse ci sarà un nuovo Papa.
Pochi violenti, molti violenti? Pochi o molti non è un numero, è un giudizio. Sarebbero pochi per chi ne aspettava di più e molti per chi ne aspettava di meno. Essenziale è che essi siano stati SUFFICIENTI per provocare i danni e i disordini che hanno provocato. Dunque insistere sul fatto che essi siano stati “pochi” non serve a niente. Se non a predisporre i carri armati per la prossima volta, nel timore che siano veramente “molti”, secondo il Suo criterio.
Infine le irrisioni e i giudizi sulle qualità di giornalista di Catani non competono a lei. Lei ha il diritto di manifestare il suo dissenso, non ha quello di dare giudizi personali. Da cui mi astengo anch’io, riguardo a Lei. E non è detto che non mi costi.
Francesco, 7 meses fa
Posso anche darle del lei. Non è questo il problema, io non la ritengo una questione di educazione, ma solo di distanza.
Chiaro che pochi e molti è un giudizio assolutamente personale e che secondo me erano troppi rispetto a ciò che io avrei voluto, cioè arrivare a San Giovanni, in qualità di manifestante e di fotogiornalista (oltre ad essere d’accordo con la manifestazione stavo lavorando), senza alcun disordine o violenza.
Però quello che mi chiedo è: se anche i poliziotti sul proprio forum dicono che i violenti si potevano isolare in modo molto semplice se solo chi gestisce l’ordine pubblico avesse voluto, allora forse c’è qualcuno che voleva le violenze?
E che nel suo articolo Federico Catani abbia scritto una serie di falsità è un dato oggettivo, nella manifestazione, ripeto, nessuno ha mai chiesto austerità per esempio.
Poi se vogliamo fare i precisini, signor Gianni, dovremmo anche dire che non hanno messo a ferro e fuoco mezza Roma, perché via cavour e piazza san giovanni non sono mezza roma, forse neanche un decimo. Ciò che pongo sono questioni di merito.
Alla manifestazione i violenti sono stati isolati, ripeto anche qui, cambiando il percorso della manifestazione, perché non si dice che a Piramide c’erano 300 mila persone? Se anche non calcoliamo le persone che sono andate via prima, a san giovanni era presente circa l’1 per mille. I violenti sono circa lo 0,1% dei pacifici: sono molti o pochi? Non so, per me sono pochi, ma in ogni caso non meriterebbero tutto lo spazio che i media gli hanno dato.
Catani dice che le persone arrestate saranno presto liberate. Io non lo so. Può darsi anche. Anche in questo caso al massimo dobbiamo fare una critica al sistema di leggi italiane, non è certo colpa nè di chi lancia i sanpietrini nè di chi manifesta in modo pacifico.
Io inoltre credo di poter dire che un giornalista dovrebbe avere una visione a tutto tondo e informarsi prima di scrivere, cosa che evidentemente mancano a Federico.
Infine, caro Gianni, mi chiamo Francesco, non Federico (visto che siamo in tema di precisazioni)
Francesco, 7 meses fa
Io continuerò a leggerla. Leggere i suoi articoli è sempre interessante, serve per capire che purtroppo il mondo del giornalismo è pieno di persone che scrivono e comunicano senza essere presenti o conoscere le cose. Perché oltre a dare un’opinione, cosa assolutamente personale e condivisibile o meno, descrive dei fatti che non sono veri. E non è la prima volta. Pensa che si può scrivere ciò che si vuole travisando i fatti, ma per fortuna anche tra i giornalisti esiste un codice deontologico, e alcuni miei colleghi in Italia non pubblicano più in Italia per aver scattato foto che travisano la realtà.
Inoltre non sei in grado di rispondere quando qualcuno (sia qui, ma anche sul tuo blog) ti mette di fronte cose diverse da quelle che scrivi. L’unica cosa che fai è nasconderti dietro parole tipo “lezioni impartite” e simili.
Veramente incredibile che chiunque possa definirsi giornalista.